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Ponte di Calatrava: i terreni concessi dalla Poliedil al Comune erano da bonificare

Quella che si estendeva per circa diecimila metri quadrati, in un area che comprende le zone limitrofe al Carrefour Express e l’ ingresso della baraccopoli di Via Reggio Calabria, era una vera e propria discarica abusiva. L’ area in questione è la stessa dove ora sorge il pilone del Ponte di Calatrava, ultima grande opera realizzata nella nostra città. Questi terreni sono stati concessi dalla Poliedil al Comune di Cosenza, una concessione volontaria mai formalizzata, e negli stessi si potevano trovare rifiuti di ogni tipo: scarti edili, carcasse di auto, pneumatici, elettrodomestici. Numerose sono state le denunce contro ignoti che hanno portato ad un primo sequestro dell’area nel 2004 e ad un secondo nel 2012.

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Come mai nessuno ha notato i cumuli di rifiuti durante i sopralluoghi che si sono tenuti prima dell’ inizio dei lavori? Ne il direttore dei lavori Vito Avino, ne l’amministratore delegato dell’azienda che si aggiudicò i lavori Salvatore De Luna e ne tanto meno il dirigente del settore Infrastrutture del Comune di Cosenza Carlo Pecoraro si sono accorti di nulla. I tre in concorso, sono accusati a vario titolo di abuso d’ufficio e falso in atto pubblico, in quanto per affidare i lavori alla Cimolai Spa di Pordenone furono utilizzate procedure non conformi alla legge. Quest’ ultima, infatti, è una azienda che si occupa di edilizia e non di bonifiche ambientali. Come mai proprio a questa azienda è stato affidato il compito di disinquinare l’ area? Successivamente la Cimolai subappaltò la bonifica a Calabria Maceri e ad Ecologia Oggi. Sarà sempre la Cimolai a constatare la contaminazione dai idrocarburi dei terreni.

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A chiarire la dinamica dei fatti in aula ieri mattina, presso il Tribunale di Cosenza, sono stati un ex ispettore di polizia provinciale e un maresciallo all’epoca in forze al corpo forestale dello Stato. I due hanno affermato che i cumuli di rifiuti fossero abbastanza visibili, a parte quelli coperti dalla vegetazione, e che a fronte di ciò si decise di bonificare solo duemila metri antistanti il Ponte di Calatrava, ovvero solo il pezzettino attraversato dal ponte di Calatrava.

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Il deterioramento dei rifiuti negli anni ha portato alla contaminazioni dei terreni. A questo si aggiunge il fatto che quest’ opera è macchiata di sangue per la morte di un operaio. I cosentini e le cosentine chiedono chiarezza in merito alla costruzione e all’ utilità di quest’ opera. Intanto il processo è stato rinviato a gennaio del 2018 quando probabilmente il ponte sarà già stato inaugurato

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