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Soca Beat presenta The Tractor Corner #21

4 novembre 2012 | francesco a.k.a. china nessun commento stampa stampa
 

Talvolta, come oggi, capiterà che le mie riflessioni sulle ultime uscite dell’emisfero bass music, saranno soltanto un input, per calarsi in qualcosa di più autobiografico. Appunti di sopravvivenza, di memorie che alla fine mi hanno forgiato così, come la gente o la maggior parte di essa, pensa di conoscermi.

Oggi, è obbligatorio, fare un tuffo nel passato con l’ennesimo esercizio di memoria. Ti parlo di un periodo che ricorderò ancora per molto, a cavallo fra il 2004 ed il 2005 e di quando fui folgorato dalla drum’n'bass culture. Io, venivo da un mondo fatto di ascolti prevalentemente punk & hardcore e parallelamente la mia città, iniziava ad essere un focolaio di sottoculture urbane. Tantissimi volti, istantanee e reminiscenze visive, sono impresse a vita negli anfratti più oscuri del mio cervello.

Ricordo benissimo però, i primi free party nell’area delle Ex Officine (Cpoa Rialzo) e il mio primo approccio al mondo del selecta. Ricordo benissimo e forse ancora di più, le ore chiuso in camera o in qualsiasi altro posto con un minimo di privacy, dove, letteralmente, le mie cuffie divoravano il suono di centinaia e centinaia di ep, brani o mixtape di matrice drum’n'bass. Ricordo, ancora più di tutto il resto, la voglia di rimanere costantemente aggiornato, forte della mia insaziabile fame di ricercatore ed ascoltatore, su quelle che erano le nuove uscite, sulle derive che stava prendendo il sound e tutto il resto. Una specie di dipendenza sonora senza medaglia rovesciata.

Personalmente, e non lo affermo solo io, il metodo più in auge per rimanere aggiornato e per stimolare l’interesse musicale, è quello dell’ascolto radiofonico. Lo è ancora oggi, o almeno lo è da quando il web ha ampliato i confini, distruggendo qualsiasi barriera geografica. Tu che abiti a 1000 km di distanza, puoi ascoltare il mio show radiofonico ed io posso incanalare il flusso di Kiss Fm e dello show che vede ai piatti Dj Hype. Il Dj Hype Kiss Show, per anni, ed ancora oggi, è stato uno dei programmi di d’n'b che più aspettavo, ogni settimana, un’ora per volta.

In uno di questi, rimasi folgorato da un brano di Original Sin, “Decibel“. La scorza del brano, era costituita dalla jump-up più violenta, i decibel in realtà ti mangiavano il cervello, senza deturparlo però, e il buon Hype, rendeva il tutto ancora più godibile con il suo scratch touch e le sue segrete tecniche di cut.

Original Sin, all’anagrafe Adam Tindall, scuola Real Playaz, è uno di quelli che prima di diventare un produttore e dj solista, si è fatto largo nel mercato jump up con i Generation Dub. Nato e cresciuto a Newcastle, Adam è uno di quelli che si è nutrito a pane e Metalheadz, uno che considera “Prototype Years” di Grooverider, uno dei lavori che più lo ha ispirato.

Una volta sciolto il matrimonio con l’altra costola che reggeva i Generation Dub, attorno al 2009, con “Grown Your Wings”, suo primo album di debutto, ha dimostrato a tutti di che pasta era fatto, esplodendo sia in Uk che nel Nuovo Continente. La creazione poi della realtà Image Muzik nel 2010, ha messo in evidenza la versatilità e la creatività del marchio Playaz, e Original Sin ha iniziato ad affrontare sfide su sfide, uscendo quasi sempre vincitore. Nell’autunno del 2011 invece, con il suo “Move Ep”, il produttore, sempre alla ricerca di nuovi stili sonori, è sbarcato nell’emisfero a 140bpm, deviando completamente la sua traiettoria.

Ancora oggi, a distanza di un anno, risuonano gli echi di “Move” e della sua hit “Miracle“. Di freschissima uscita invece, è il suo ultimo e scintillante Ep, “Mad World”, uscito per la Playaz il 29 ottobre. L’artista, in un certo senso, innesta la retromarcia e fa capire con questo sporchissimo lavoro, articolato in sei tracce, che lui può permettersi di passare dalla jump-up alla dubstep e viceversa. L’appoggio con la Playaz e il suo seguito, sicuramente glielo permette, ma sicuramente la motivazione principale, è da ricercarsi in una delle sue più eccellenti qualità: la costante evoluzione.

Sei tracce appunto, dall’ominima “Mad World”, al remix di uno dei suoi cavalli di battaglia, “Therapy”, passando per le atmosfere più tranquille e liquid di “Soul Food”, fino ad arrivare all’ultima “Donnie Darkness”. E mentre tutti pensavano che la parentesi intrisa di dubstep e synth a base di citofoni sugli standard 140bpm di Original Sin, fosse finita, lui alla fine ribalta tutto.

Poco meno di quattro minuti che esprimono a pieno tutto il suo talento, la sua genialità nel cavalcare le onde sonore e la sua continua evoluzione.

Ciao mamma guarda come mi diverto.

ascolta:  

LINK

http://www.realplayaz.co.uk/
http://www.imagemuzik.com/

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