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Recensione: Ed – One hand clapping (or the Lp with one sound)

5 dicembre 2012 | francesco a.k.a. china nessun commento stampa stampa
 

Quando la musica incontra e decide di sposare il pensiero di uno scrittore, quasi sempre è un’esperienza che porta ad abbattere frontiere geografiche e mentali, scrivendo qualcosa di nuovo, intimistico e dotato di un’originalità senza precedenti. E’ successo a Marco Rossi all’anagrafe musicale Ed con il suo ultimo lavoro One Hand Clapping (or the Lp with one sound), uscito lo scorso 30 novembre per la Vulcanophono, neonato collettivo musicale modenese e portatore sano di quell’emisfero formato dalla musica indie.

La chiave di lettura nell’incontro fra la musica e la scrittura di questo nuovo lavoro, è racchiusa proprio nel titolo.
One Hand Clapping infatti, è una citazione di un nonsense buddista ripreso da J.D. Salinger nella prefazione di alcuni suoi scritti. Il Signor Rossi, è uno di quei personaggi che inizia a percorrere una strada, facendola sua passo dopo passo e arricchendola sempre più, ispirandosi allo scrittore, ai suoi personaggi e alle parole raccolte in Nine Stories. Una condivisione quasi totale fra i due personaggi, partendo dalle tematiche, passando per alcuni personaggi e arrivando ai giochi di parole che formano la sognante See more glass.

Dal punto di vista squisitamente sonoro l’impronta di Ed in questo suo esordio, accompagnato dal fratello Paolo (basso, tastiera, chitarra e cori) e da Ivan Borsani (batteria, tastiera, cori), è formata da un’attitudine indie-pop ’60 e ’90, fatta da sonorità calde e analogiche e che si porta dietro l’eredità di A Classic Education ed Elliot Smith. So called Shoulders, con le sue atmosfere dilatate e placide, rappresenta l’inizio di questo viaggio sonora e in poco più di un minuto e mezzo, fa capire all’ascoltatore la magia e l’alchimia che i tre riescono a tirare fuori.
#8 e The Missing point invece, con il loro tono disilluso e malinconico, ti catapultano in dimensioni fatte da un gioco sottile di contrappesi e sensazioni di sconfitta. Sybill e Muriell, con un caldo synth e delicati arpeggi, mette in musica la piccola Carpenter e la donna di Seimour Glass di J.D. Salinger, con il suo tono acustico e quasi da storytellers. Lo stesso Seimour che, nella penna dello scrittore è protagonista nel racconto A perfect day for bananafish, viene trasformato in musica e diventa Banana Song, probabilmente l’episodio più riuscito in fatto di emozioni che Ed riesce a tirar fuori con la sua voce e le sue atmosfere.

One Hand Clapping, continua il suo percorso sonoro passando da Changed your Stuff, con le sue atmosfere fatte di rarefatti echi country, alla suadente Your Simphony per arrivare alla conclusione con Down the shades. Una fine che ha gli stessi sapori dell’inizio e ti porta alla tentazione di ascoltare questo lavoro di nuovo per risentire le emozioni e le sensazioni prodotte da Ed e captarne di nuove.

E’ un pò come passeggiare in un pomeriggio d’inverno in un bosco e godere dei paesaggi che il nostro cammino ci svelerà, senza nessuna pratesa ma con la convinzione che gli sforzi prima o poi ci ripagheranno.

A guardarsi bene, nel sottobosco c’è qualcosa che si fa spazio prepotentemente.

ARTISTA: ED
TITOLO: One Hand Clapping (or the LP with one sound)
LABEL: VULCANOPHONO

TRACKLIST:
1. So Called Shoulders
2. #8
3. Missing the Point
4. Message Received
5. Sybill and Muriell
6. See More Glass
7. Banana Song
8. Don’t Shake You
9. It wouldn’t Be the Same
10. Changes and stuff
11. Your Simphony
12. Down the Shades

LINK UTILI:

edband.org
vulcanophono.wordpress.com
www.unomundo.it

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