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Tractor Corner #32: Ed Rush & Optical – Wormhole (1998)

30 gennaio 2013 | francesco a.k.a. china nessun commento stampa stampa
 

I Tractor Corner, fanno un passo indietro e decidono di rispolverare la soffitta della memoria. Quattro appuntamenti dedicati ad alcuni dei lavori più importanti per il mondo della d’n’b; album che hanno invaso i timpani di chi li ha calati nelle cuffie, portando in maniera indelebile un contributo di fondamentale importanza per far crescere e segnare un punto di svolto al genere.

Riprendiamo le fila dopo aver parlato del leggendario Timeless di Goldie  licenziato nel 1995, partendo da una breve parentesi.
Mentre New Forms di Roni Size accese di nuovo l’attenzione verso il mainstream drum’n'bass e secondo alcuni uccise la scena con pochezza e superficialità, Wormhole di Ed Rush & Optical in qualche modo bruciò i tempi, si allontanò brutalmente dalle sonorità jungle per affondare nella techstep e nelle sonorità neurofunk, esplorate ancora da poco fino a quel tempo. Fu un vero e proprio apripista e probabilmente anche per questo viene considerato un’altra perla della drum’n'bass music sulla quale è doveroso soffermarci.

Ed Rush, è uno di quei produttori attivi fin dalla prima metà degli anni ’90, che trova la sua forma d’ispirazione più grande sfidando l’ingegneria del suono e la perfezione fisica quando decise di avvicinare gli Optical, diventando così una famiglia. Si sa, l’unione fa la forza e dopo questo primo passo, decise di creare la sua etichetta, la Virus Recording, per produrre appunto Wormhole. Il risultato è un doppio cd, il primo quello vero e proprio composto da undici tracce e il secondo un cd mix con remix ed altri inediti (furono i primi ad aprire nella d’n'b questa prima tendenza; vedi i continuos mix by Ukf).

Il lavoro detta i ritmi fin da subito, sin da quell’inizio incalzante e le lezioni di jungle si riflettono nei bassi, poderosi quasi da far prendere ai timpani nuova vita. Le atmosfere cupe, dark e rarefatte nei synth e nelle campionature, aggiunsero qualcosa di nuovo alla scena, qualcosa di assolutamente straordinario e mai sentito prima. Gli echi di Wormhole risuonano ancora oggi, nelle produzioni e nel filone techstep e neurofunk, che da allora ha conosciuto una ricchezza inaudita.

Alla fine bastò prendere le lezioni del passato e trasformarle come fa l’artigiano che lavora il legno: passione, amore e un pizzico di alterazione chimica.

ascolta:  

TRACKLIST:
1.Mystery Machine

2.Splinter

3.Slip Thru

4.Millenium

5.Glass Eye

6.Compound

7.Fixation

8.Point Blank

9.Dozer

10.Wormhole

11.Lithosphere

2-1.Point Blank

2-2.Millenium

2-3.Splinter

2-4.Fixation

2-5.Void

2-6.Dozer

2-7.Slip Thru

2-8.Wormhole

2-9.Medicine (Remix)

2-10.Compound

2-11.Lifespan

2-12.Mystery Machine

LINK UTILI:

www.facebook.com/VirusRecordings

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