home » approfondimenti, appunti, interviste, recensioni, storie

Intervista/Recensione: Oscar Greco “Lo sviluppo senza gioia. Eventi storici e mutamenti sociali nella Calabria contemporanea”

3 febbraio 2013 | milingo 2 commenti stampa stampa
 

(a cura del Nodo Redazionale di Cosenza di Radio Uninomade)
La trasmissione di Venerdì 01 Febbraio 2013 si è sviluppata intorno al lavoro di Oscar Greco “Lo sviluppo senza gioia. Eventi storici e mutamenti sociali nella Calabria contemporanea”. Oscar Greco è assegnista di ricerca presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università della Calabria e collabora da alcuni anni alle attività della Cattedra di Storia Contemporanea. Oltre a vari articoli e saggi su diverse riviste ha recentemente pubblicato “Da emigranti a ribelli. Storie di anarchici calabresi in Argentina”, Cosenza 2009 e, con Katia Massara, “Rivoluzionari e migranti. Dizionario biografico degli anarchici calabresi”, Pisa 2010. Per Rubbettino ha curato l’edizione del volume “Sotto Traccia. Idee per ridare un senso alla politica” (2010).

La storia della Calabria contemporanea narra le vicende di una regione che, per decenni, è rimasta imprigionata nel momento del non ancora, in quella dimensione a venire che proietta il presente, mai soddisfacente se rapportato ad altre realtà, al di là di se stesso, nell’attesa di un futuro economico di progresso e di modernità. Inseguendo il mito dello sviluppo la regione ha creduto di crescere allontanandosi dalle sue radici storico- culturali, dissolvendo forme di aggregazione che avevano consentito ad una società a vocazione contadina di vivere nelle ristrettezze, ma in una dimensione di povertà conviviale che preservava i valori primari della coesione sociale e della vita comunitaria.
Gli effetti perversi di un’economia di dipendenza e la fine dell’illusione della crescita illimitata dimostrano che per la Calabria e per il Mezzogiorno la via d’uscita è altrove. In un modello di «economia degli affetti» che garantisca uno stile di vita frugale ma non disperato e che valorizzi la dimensione territoriale nel contesto di un’Europa «policentrica» nella quale la «mesoregione mediterranea» sia uno spazio di condivisione di culture e di riconoscimento delle alterità.
La trasmissione dunque è una discussione in compagnia di Oscar Greco  con il quale tenteremo di mettere a fuoco il percorso di modernizzazione, che il testo di Oscar  di fatti compie, che è lungi dal favorire l’emancipazione del Sud, l’unificazione del paese, ma ha prodotto le amare condizioni dell’oggi.
La recessione economica che oggi colpisce non solo l’economia italiana ma anche quella europea e mondiale, dove gli unici dati reali sono riscontrabili nella polarizzazione della ricchezza, nella disoccupazione, nella drastica riduzione del monte salari, è sotto gli occhi di tutti.
Con il 2012 siamo arrivati al 5°anno di crisi. E il 2013 si prospetta molto simile. Neanche la grande crisi era durata così a lungo!!
Oggi le lotte, che vedono figure molto diverse tra loro ,cosa hanno in comune  con quelle dei primi decenni del dopoguerra, quando, come indica Oscar, i popoli del mezzogiorno dettero vita a grandi movimenti sociali di rivolta?
Di questi “movimenti sociali di rivolta e trasformazione” il lavoro in questione ci dà una drammatica e viva testimonianza e contemporaneamente, lo stesso, comunque, evidenzia che sono “lotte di terra e di libertà”. Da cosa in quegli anni, oltre al superamento della sussistenza, bisognava di fatti liberarsi?
Nello scorrere dei decenni analizzati: dagli anni ’50 sino all’inizio del nuovo millennio, si passa dalla mancata riforma agraria, al fenomeno dell’abbandono delle campagne e c’è l’aspetto conosciutissimo dell’emigrazione delle popolazioni meridionali verso il nord del paese e verso il nord  d’Europa. Ci sono anche ,aspetti meno conosciuti, come “l’emigrazioni interne”, paesi e comunità rurali che si spopolano in direzione diverse, verso centri urbani che si svilupperanno rapidamente. Cosenza è una città, di fatti, che si sviluppa in questi termini.
C’è, inequivocabilmente, indicata una tendenza in atto in quegli anni :un mondo contadino che si trasforma irrimediabilmente verso una società salariata, dove il rapporto di lavoro assume un forma di scambio ben precisa e all’interno di questa avviene la valorizzazione dello stesso.
Se ci soffermiamo, dunque, sugli anni ’60-’70, è facile cogliere il giudizio sulle lotte di fine  anni’60, la sfida che si aprirà di lì a poco sui “contratti” nelle fabbriche dove la presenza meridionale all’interno della composizione sociale della forza lavoro che si concentrava nelle grandi aree del nord del paese era ormai rilevante.
Si conferma così che ad ogni ciclo di lotta operaia, ad ogni fase storica, si caratterizza una specifica struttura di classe con interessi materiali specifici .
La figura nuova che emergeva e si determinava in quegli anni era quella dell’operaio-massa e intorno ad essa e con essa si determina il processo delle lotte nel nostro paese, e non solo, in quegli anni.
Il contadino che non vuole più vivere come il padre ma vuole necessariamente emanciparsi, pensa che l’emancipazione sia fare il metalmeccanico 8/9 ore al giorno in fabbrica.
In questo contesto il contadino perde la sua importanza, in questo contesto il contadino è destinato a scomparire.
La fine del contadino è la fine di quel mondo in Calabria e nel mezzogiorno, ma è la fine di quel mondo in tutta Europa.
Il modello di sviluppo fondato sulla fabbrica fordista è imposto e  il settore agricolo subisce delle enormi trasformazioni nelle sue forme e nei suoi modi di produzione.
Nuovi modelli produttivi si imponevano, l’imposizione di fatti era quello di un rapporto sociale capitalistico. Un modo di produzione capitalistico.
Oscar Greco in tutto  ciò che avvenuto in quegli anni sottolinea il fatto di essersi svestiti in fretta e in furia del proprio passato e che si è accettato acriticamente un modello di sviluppo che non aveva così  nessuna continuità storica, ad esempio, col territorio calabrese.
Ma la responsabilità di tutto ciò sembra evidente a chi va imputata. La modernità, comunque, si è data in questi termini e lo sviluppo del capitalismo, procurando profonde lacerazioni, pure.
Questi, come facilmente potete immaginare, e altro ancora, dunque, saranno gli elementi presenti nella discussione.
A tutti buon ascolto!!

Intervista: O. Greco – Prima parteASCOLTA
Intervista: O. Greco – Seconda parteASCOLTA
Intervista: O. Greco – Terza parteASCOLTA
ascolta:   ascolta:   ascolta:  
| more
1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (No Ratings Yet)
Loading ... Loading ...

2 commenti »

  • marius il 24 aprile 2013 alle 09:23 ha scritto:

    un libro bellissimo!

  • claudia il 28 maggio 2013 alle 23:42 ha scritto:

    Non mi capita mai di fare commenti sui blog che leggo, ma in questo caso faccio un’eccezione, perche’ il blog merita davvero e voglio scriverlo a chiare lettere.

lascia un commento:

aggiungi il tuo commento qui, o fai un trackback dal tuo sito/blog. evita di andare fuori tema o di inviare spam... se vuoi lasciare un commento generale, una jastima o un pernacchio vai sul muro