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Recensione: Cut – Operation Manitoba (Ristampa)

3 febbraio 2013 | francesco a.k.a. china nessun commento stampa stampa
 

I Cut, sono una di quelle band che di italiano hanno solamente il documento di identità. Ferruccio Quartetti (chitarra, voci), Carlo Masu (chitarra, voci), Luisella Matricardi (chitarra), Elena Skoko (voce) e Daniela Pala (batteria), dal 1996 hanno costruito la loro identità sonora sulle influenze cardini della musica contemporanea statunitense. Il loro è sempre stato un viaggio costruito su binari sonori che trasudano il proto-punk degli Stooges, la psichedelia più pura, le commistioni blues e boogie e l’alta tensione del rock’n'roll. Attivi ancora dopo 17 anni (Annihilation Road prodotto per la Go Down Records, risale al 2009), scrissero una delle pagine più belle della musica indipendente italiana con Operation Manitoba, pubblicato nel 1998 per la storica etichetta Gamma Pop (non a caso Rumore, li inserii nei cinquanta dischi italiani più importanti degli anni ’90). Recentemente, l’etichetta che li produsse all’epoca (e che produsse anche band come i Giardini di Mirò), rinasce con una nuova linfa e decide di ristampare questo piccolo ma immenso capolavoro.

Registrato in presa diretta nel marzo del 1998 presso i Sub Cave Studios di Bologna da Gianluca Grazioli e mixtato da Poncho, all’anagrafe Fabio Magistrali, si snoda in poco più mezz’ora, divisa in undici tracce più l’intro iniziale. Proprio dopo l’intro, Mundo Estranho, l’ascoltatore viene risucchiato dalla forza esplosiva di Snake Dancer  che porta marchiato a ferro e fuoco, il suono del garage noise più sporco ed oscuro.

L’elemento che più fa quadrare il cerchio all’interno dei Cut, oltre la pienezza delle tre chitarre elettriche, è sicuramente la graffiante e rugginosa voce di Elena Skoko, che arricchisce il tutto dando ancora più carica al sound. Il disco si snoda fra, il ritmo incalzante e le chitarre distorte di Soul Deranger, passando per le atmosfere scure e lisergiche di Psycho, a quelle che più ti fanno odorare le atmosfere punk, come GRT out of my way, sicuramente una delle tracce più riuscite dell’intero lavoro.
Talvolta poi, le atmosfere si rallentano e si fanno più riflessive, come nel caso di Super cynic, per poi riprendersi subito dopo con il sound agitato di Barbie Lifting.

La band poi chiude con Psycho rock’n'roll, che sin dal titolo si preannuncia come la traccia manifesto di Operation Manitoba. All’interno, si ritrovano tutte le influenze isolate in ogni singolo processo compositivo, che creano un continuum tale da far venire voglia di rimettere dall’inizio l’intero lavoro.

In definitiva che Iddio benedica i Cut e la Gamma Pop, (specie per aver ristampato questo disco) anche perchè con molta probabilità, ti portano nell’immaginario di un torbido poliziesco anni ’70, annaffiato di violenza ed ambientato in vicoli senza uscita e maleodoranti bettole di periferia, dove le Margaritas rappresentano l’unica via percorribile.

Siete pronti ad immergervi in questa storia?

ARTISTA:  Cut
TITOLO: Operation Manitoba
LABEL: Gamma Pop

TRACKLIST:
1.Mundo Estranho
2.Snake Dancer
3.Thorns
4.Soul Deranger
5.Psycho
6.Get Out Of My Way
7.Sound Of Cut
8.Super Cynic
9.Barbie Lifting
10.Something
11.At Last
12.Psycho Rock’n'Roll

LINK UTILI:
www.soundofcut.com
www.facebook.com/pages/CUT

Francesco Cristiano

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