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Tractor Corner #35: Ram Trilogy – Molten Beats (1999)

26 febbraio 2013 | francesco a.k.a. china nessun commento stampa stampa
 

Ripartono dopo una settimana di stop, gli approfondimenti dedicati agli album più importanti per il movimento jungle/drum’n'bass. Una serie di approfondimenti che vanno ad infilarsi negli anfratti più remoti della memoria, portando alla luce capolavori indiscussi che hanno poi influenzato la maggior parte di dj e producer di oggi. Dallo storico Timeless di Goldie, a Wormhole di Ed Rush & Optical, passando per Black Secret Technology di A Guy Called Gerald, quest’oggi è il turno di Molten Beats, prodotto dallo storico trio Ram Trilogy.

Andy C (fondatore dell’etichetta Ram Records), Ant Miles e Shimon, sono i tre dj che diedero vita nel 1998 con il singolo No Reality, alla creatura denominata Ram Trilogy. C’è da dire però che già i primi due personaggi musicali, scrissero una delle pagine primordiali del movimento oldschool/jungle sotto il nome Original Unknown; nel 1993 la loro Valley of the shadows divenne la Best Hardcore Tune agli Hardcore Dance Awards.

La Ram Trilogy, divenne ben presto l’esperimento musicale di questi tre dj, fra i più importanti per la scena jungle/drum’n'bass; dopo essersi fatto riconoscere con il loro darkstep sound con il loro primo singolo uscito nel 1998, decisero l’anno seguente di dar vita al loro primo lavoro vero e proprio, Molten Beats, fuori per la stessa Ram Records.

A dar un tocco visivo alla loro musica, si percepisce dal primo istante l’aria inquinata delle periferie londinesi, unita alla nebbia e all’umidità abissale. Si capisce già da queste mie parole che le atmosfere e i suoni jungle sono soltanto un ricordo o una lezione assimilata in maniera maniacale; l’album è uno di quelli abbastanza scuri anche se il suono metallico della neurofunk risulta ammorbidito da una varietà di stili e suoni. Molten Beats è un album di mezzo per la drum’n'bass, quasi come se i tre avessero trovato la linea simmetrica della perfezione sonora senza andare nè a destra, nè a sinistra.

Molten Beats nelle sue 10 tracce, trasuda anfetamina da tutti i pori e non dà un attimo per riprendere fiato: o lo hai accumulato in precedenza o è meglio avere un aereosol a portata di mano. Da Evolution, la first track del lavoro, quella forse più morbida, vuoi anche i campioni femminili (anticipando la tendenza che noi predichiamo da tempo) a traccie più oscure quasi fossero gli Optical come Flip The traps (sorella del suono jump up), fino a  Time Chamber, dove l’intro fa poi spazio a bassi e batterie assolutamente prepotenti.

Per certi versi poi , è come ascoltare la sorella maggiore dell’odierna jump-up, il sottogenere d’n'b che più infiamma il dancefloor; rimane il fatto che Molten Beats è sicuramente un album da ascoltare e nel contesto una vera e propria lezione di drum’n'bass.

Dritto al punto giusto e complesso, è una chiara lezione di anticipazione di tempi che separò definitivamente la drum’n'bass dal jungle sound.

ascolta:  

LINK UTILI:
ramrecords.com
www.facebook.com/socabeat

 

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