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heavy rotation – aprile/maggio 2013

18 maggio 2013 | milingo nessun commento stampa stampa
 

anthraxanthemseANTHRAX – SMOKIN
Gli Anthrax, sono tornati, e per l’occasione hanno sfornato un disco di cover, dal titolo Anthems. Otto brani in tutto, sei classici del rock anni settanta, più un pezzo del loro ultimo album. I sei classici scelti e riadattati dagli Anthrax sono: Anthem dei Rush, TNT degli ACDC, Smokin dei Boston, Keep On Runnin dei Journey, Big Eyes dei Cheap Trick e Jailbreack dei Thin Lizzy. Una buona idea, questa degli Anthrax, per loro che hanno dato un’impronta precisa ai brani scelti, per i vecchi fan che potranno collezionare un album atipico, per i giovani fan che così possono scoprire dei classici che magari non conoscevano. Il brano scelto per l’HR di questo mese è Smokin, dove è Charlie Benante dietro le pelli a farla da padrone insieme alle tastiere, strumento atipico per gli Anthrax ma fondamentale per portare a casa il pezzo.

calibro-35-ragazzo-di-strada-feat-manuel-agnelliCALIBRO 35 – RAGAZZO DI STRADA
Sono tornati i Calibro 35. La banda a mano armata più ascoltata su queste frequenze si è nascosta per tre giorni negli storici studi romani del Forum Music Village per vestire di suoni SAID il film dei Drop Brothers, un pulp di produzione italo-spagnola tutto mafia e violenza. I Calibro hanno registrato in diretta la colonna sonora del film mentre la pellicola scorreva sullo schermo, esattamente come facevano le orchestre per il cinema italiano anni ’60 e ’70. Nasce così questo nuovo album di Calibro, prodotto da Marco Patrignani e Carlo Pontesilli che verrà pubblicato dalla collaborazione delle etichette Roadhouse e DGP Entertainment. L’operazione è completata dalla possibilità di vedere il film in streaming su YT. Ritroviamo quindi i nostri impegnati con una sfida in perfetta linea evolutiva con la loro carriera, un passaggio obbligato per chi dalle colonne sonore ha attinto tale esplicita fonte di ispirazione. Ancora una volta i Calibro 35 giocano a mischiare i generi mantenendo un’innata coerenza stilistica, supportata da una confidenza tecnica ormai riconosciuta a livello internazionale. Per l’Hr di questo mese, ci andiamo ad ascoltare un vecchio brano della tradizione italiana, Ragazzo di strada, che vede alla voce la presenza di Manuel Agnelli.

deep-purple-now-whatDEEP PURPLE – HELL TO PAY
I Deep Purple: sinonimo di costanza, dedizione, impegno e fedeltà alla musica rock, torna nuovamente nei negozi con del materiale inedito, raccolto in un album dal titolo Now What?!, diciannovesima fatica in studio per la band fondata nel lontanissimo 1968. I Deep Purple dimostrano così la loro ancor intatta voglia di mettersi in gioco. C’è comunque da dire che in tutti questi anni i vecchi leoni inglesi non sono rimasti fermi, ma hanno proseguito con una instancabile attività live che li ha portati sui palchi di tutto il mondo, Cosenza compresa. Un buon album, non c’è che dire, per questi immortali Deep Purple, che sembrano non avere assolutamente voglia di appendere gli strumenti al chiodo. Ovviamente non siamo ai livelli dei capolavori purpleiani, ma i brani spaziano diversi generi con gusto e raffinatezza, mentre l’esecuzione è, come sempre, ottima. Il brano scelto per l’HR di questo mese è Hell to Pay, maestosa e granitica: un brano in perfetto stile Deep Purple con prolungati assoli di chitarra e tastiera.

DepecheMode-DeltaMachineDEPECHE MODE – SHOULD BE HIGHER
I Depeche Mode, ritornano sugli scaffali degli store musicali con Delta Machine, tredicesimo album in studio della band britannica. Delta Machine pur riprendendo idee e suoni già presenti e sentiti lungo i solchi di una carriera trentennale, riesce nel miracolo di collocare i Depeche Mode in una nuova dimensione: moderna, cupa, oscura e quasi impenetrabile. La non presenza di un vero e proprio singolo “riempi pista”, pone tutte e 13 le canzoni sullo stesso livello, generando quasi un mood ininterrotto di 60 minuti. I temi delle liriche sono quelli di sempre: il tempo che fugge, le paure, le sofferenze, gli incubi.  Un disco unico nella loro carriera, se lo possono permettere. Un lavoro complesso, ipnotico, coraggioso e apprezzabile che lavora con lentezza e nel tempo, e che fa ben poco per accaparrarsi le simpatie del primo ascolto.

Gerson-GenerazioneInDifficolta

GERSON – GENERAZIONE IN DIFFICOLTA’
A distanza esatta di due anni, tornano i Gerson con Generazione in difficoltà, sesto album in studio dei nostri. Generazione in difficoltà vuole puntare il dito contro l’apatia generazionale, ma anche e soprattutto contro chi questa apatia l’ha causata, privando di speranze i giovani, svuotando di contenuti i mezzi di comunicazione, riempiendoli di specchietti, soldi facili e bellezze varie. Canzoni che fanno pensare, ridere, divertire: inni a una generazione spavalda che si sta perdendo nel tentativo di risollevarsi e reagire ai luoghi comuni e alla quotidianità. Un disco da apprezzare per sincerità, profondità e per la costante ricerca della melodia nei meandri del Punk.

iggy-readytodieIGGY & THE STOOGES – JOB
Chi non muore si rivede. Iggy Pop è un uomo dalle mille vite, perde il pelo, ma non il vizio: continua a sculettare e dimenarsi sul palco come se non ci fosse un domani. A sessantasei anni suonati l’Iguana ed i suoi Stooges ritornano con l’album Ready To Die. Ready To Die è solo rock ’n’ roll, e ci piace che sia così. Tutto gira intorno ad Iggy, gli Stooges costruiscono il tappeto sonoro, ed Iggy ci si infila con il suo fisico asciutto e con le rughe sul petto. Come al solito Iggy Pop si fa beffa del pubblico, non ci sputa più sopra, ma si diverte, con gusto, a prenderlo in giro con proclami impossibili. Non cambia mai, l’Iguana. È il solito bastardo.

Motorpsycho-Still-life-with-eggplantMOTORPSYCHO – BARLEYCORN (LET IT COME/LET IT BE)
Nella vita abbiamo pochissime certezze, una di queste è che assieme alla primavera arrivano sempre i Motorpsycho. Questa volta è il turno di Still life with eggplant sedicesimo album in poco più di vent’anni. I Motorpsycho, continuano audacemente il loro viaggio nella sperimentazione e questa volta si lanciano all’esplorazione del prog e della psichedelia, tre quarti d’ora di sano intrattenimento e di buon revival anni ’70. Still Life WIth Eggplant forse non diventerà mai un classico, ma nemmeno tenta di esserlo, tutto l’album ha il sapore di uno scherzo tra amici, fatto per divertirsi, e sotto questo punto di vista è dannatamente ben riuscito. Il brano scelto per l’HR di questo mese è Barleycorn (Let It Come/Let It Be) parte bucolica che si apre prima in un portentoso ritornello e poi in sereni slanci strumentali.

skap-99SKA-P – ALI BABA’
Dopo 5 anni dal loro ultimo lavoro, ritornano sulle scene gli odiati/amati/criticati ska-punkers iberici Ska-P, con l’album dal titolo 99%. Ovviamente il nome è preso dallo slogan del movimento Occupy, e capiamo subito che ancora una volta gli spagnoli portano in musica il malcontento che pervade l’intera Europa. 15 tracce, pezzi veloci, più ska che punk e di facile presa. Insomma cambiano i tempi, cambia la protesta, ma gli Ska-P restano sempre uguali a loro stessi, nel bene e nel male. Il brano scelto per l’HR di questo mese è Ali Babà, fiati e trombe a più non posso e coro di bimbi che rendono il brano più armonico e leggero.

SoundCity_RealToReelSOUND CITY PLAYERS – MANTRA
Dave Grohl è un mito, e se qualcuno non la pensa così lo vado a prendere a casa e gli faccio cambiare idea. Inutile raccontare la sua biografia, servirebbero ore ed ore di HR e non ne abbiamo il tempo, ma la sua ultima brillante idea va raccontata. Il nostro eroe, ha pensato di girare un documentario sui famosi studi di registrazione Sound City. Finito il film, si è portato a casa la consolle di quegli studi ed ha invitato alcuni amici a suonare. Gli amici, giusto per citarne alcuni sono: Trent Reznor, Josh Homme, Paul McCartney, Krist Novoselic, Pat Smear, Corey Taylor, Stevie Nicks ed altri ancora. Il tutto Real too reel, come dice il titolo, ovvero “autentico su nastro”. Questo è proprio lo spirito che unisce l’album, lo spirito del rock, che permette ad oltre 20 musicisti, di creare un disco di rock unito e coeso, 55 minuti di puro godimento, che confermano le nostre ipotesi: ovvero non serve essere solo dei grandi artisti, altrimenti le super reunion spaccherebbero di brutto, ma per fare dell’ottima musica serve l’idea, l’amalgama, la chimica, le giuste condizioni, il giusto spirito ed allora si che abbiamo dei capolavori. Il brano scelto per l’HR di questo mese è Mantra, un nome, una certezza, lunga ed ipnotica, ma d’altronde con Reznor ed Homme dentro non poteva essere altrimenti.

suicidaltendencies-13SUICIDAL TENDENCIES – CYCO STYLE
E finalmente luce fu, dopo una via crucis lunga tredici anni, fatta di tanti annunci d’uscita ma sempre disattesi come tappe di un pellegrinaggio senza una fine, i Suicidal Tendencies sono tornati con l’album che si chiama proprio 13. Vera e propria band di guerrieri, sono stati tra gli antesignani del “crossover” hardcore/thrash nei primissimi anni ottanta, per poi gettarsi nelle più affollate maglie del thrash metal, uscendone comunque a testa alta grazie ai testi al vetriolo di Muir, la carica live e alla fantasia di una sezione ritmica piena di groove funky. La loro forza è diventata anche il principale ostacolo, che li ha tenuti sempre nell’underground musicale: troppo punk per i metallari, troppo metal per i punkers… troppo Funk per tutti. Prerogativa dei grandi, quella di essere poco allineati. Per chi li ha amati ed è cresciuto con la loro musica, 13 rappresenta un piacevole salto indietro nel tempo. Noi li abbiamo amati e continuiamo ad ascoltarli con immenso piacere.

volbeat_outlaw_gentlemen_and_shady_ladiesVOLBEAT – ROOM 24
Sono tornati i danesi Volbeat, con l’album Outlaw Gentlemen & Shady Ladies, Volbeat che da questi microfoni non hanno bisogno di molte presentazioni. Li seguiamo dalle loro prime uscite, quando ci colpirono moltissimo con la loro originale mistura musicale dove thrash metal, hard rock e punk prendono a braccetto atmosfere western, rockabilly e accenni country, come se Metallica, Misfits e Johhny Cash iniziassero a suonare insieme. Questa volta però, e ci spiace aggiungere “però”, vista l’enorme stima che nutriamo per loro, il disco ci convince a metà, complici sicuramente un fattore sorpresa ormai svanito dopo 5 dischi di studio ma soprattutto alcune scelte melodiche e stucchevoli, che pur presenti da sempre nel loro suono, sembrano abbondare e convincere veramente poco nella loro prevedibilità. Fortunatamente i Volbeat che abbiamo sempre conosciuto ci sono ancora, e lo dimostrano nei loro pezzi più tirati, quelli hard/metal che noi preferiamo. Uno di questi pezzi è Room 24, il brano scelto per l’HR di questo mese: oscura, sinistra, dall’intro sabbathiano  e dall’incedere sulfureo alla Mercyful Fate che vede la presenza del malefico King Diamond e della sua incredibile “doppia” voce pienamente calata nella parte.

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