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Socabeat presenta: Intervista a Dj Foster, Larssen e Lapo – Italian Ambassadors -

19 maggio 2013 | francesco a.k.a. china nessun commento stampa stampa
 

Cover - SocaBeat_3x3InterviewVisto come già si sente parlare molto meno di Skrillex e compagnia varia? Per come la vedo io l’unica dubstep che è morta è quella, come fanno tutte le mode del momento.

Qualche giorno fa Dj Foster, pioniere italiano della dubstep culture, scriveva così sulla bacheca personale di Facebook, coinvolgendo con  ironiche quanto amare parole, gente del settore, simpatizzanti e di chi  si presenta come portatore positivo di una cultura vera e propria da condividere e in qualche modo tramandare.

Partiamo con ordine: più di un anno e mezzo fa ho dedicato un articolo  (Dubste(eeh)p – quel che chiamano Dubstep –  clicca_qui) in cui parlavo del fenomeno  dilagante che gli inglesi chiamarono brostep e del dilagare nel mainstream di Skrillex, un giovane producer con un passato street-punk che poi si è buttato nei suoni electro-house fino a prendere il suono dubstep, cambiandogli qualsiasi connotato. L’effetto più negativo che pesò quasi come un macigno fu il fatto che la dubstep, uscita dai suoi meandri underground per abbracciare il grande pubblico, rischiò ai più di essere conosciuta sotto il nome di Skrillex.

In realtà, forte di questo fatto, il mercato ed i dj-producer appartenenti a questa cultura, divennero semplicemente un sottobosco fitto di sonorità e produzioni  difficili da immaginare, un pò come il sommerso sotto la punta di un iceberg. Forte di questo e dell’affermazione di Dj Foster di alcuni giorni fa, è venuto spontaneo rivolgere alcune domande sulla  situazione a lui e ad altri due personaggi simbolo del suono dubstep: Larssen, dj e producer pugliese e Lapo, outta N.U.MA. CREW.

- Come vedete il dubstep oggi dopo l’ondata Skrillex? Cosa c’è sotto la punta dell’iceberg?

Dj FosterLa mia affermazione da cui parte l’intervista, riassume al meglio la  presa di posizione nei confronti di questa faccenda e sia chiaro: non ho mai detto di avercela con Skrillex…

Larssen –
Skrillex e compagnia non li demonizzo. Semplicemente, non mi piacciono quei suoni troppo digital, con mille arpeggiatori e duemila breaks… E’ uno standard produttivo che porta a costruire una costante deflagrazione, con tutti i suoni in primo piano… A mio parere parliamo di due iceberg diversi. Skrillex è la punta di quello legato a una serie di crossover molto estremi e saturi. Ha preso piede tramite dancefloor rave di seconda generazione, cioè quelli dove il dancefloor ti chiede: “Ti prego, spaccami la mascella mentre ingoio dodici Uniplus e parcheggio il mio Rottweiler accanto ai sub!”. Il dubstep nasce da suoni come il grime, il garage, la jungle, lo UK dub. E’ un suono meticcio già dalla nascita. Di sfaccettature e approcci ne ha vissuti già molti, nonostante una sua codifica esista da poco tempo. Quello che vedo oggi è che questo suono continua a cambiar pelle. Da esempio, penso possano fungere alcuni producer e dj che hanno contribuito alla nascita e maturazione di questo suono: Loefah, Scuba, Pinch. I loro lavori  hanno tracciato direzioni importanti. Cosa producono ora? Parlo dei loro set, delle loro produzioni e delle loro label… Vedo il dubstep vivo, anche se prende nomi differenti, perché conserva quella mutazione costante che è stato fin dal principio il suo marchio. Per capirci tutti quanti, forse, oggi è più semplice parlare di Bass Music.

Lapo – Il filone underground ha sempre continuato a esistere grazie ad una larga comunità che non si ferma al mainstream ma ricerca la musica attraverso altri canali come le web radio. Radio show come quello su Rinse fm di Youngsta, sono molto seguiti e stanno dettando il suono di una dubstep piu ricercata e che continua a promuoversi in modo alternativo. Penso per quanto mi riguarda che il suono della dubstep debba ritrovare un po l orginalità dei primi periodi e non standardizzarsi come è accaduto per la drum’n'bass. L’ondata Skrillex non è da vedere solamente  come un qualcosa di negativo: ha portato l’attenzione di un vasto pubblico verso la bass music.

Pensate che la fine di questa moda (se così si può chiamare), è da attribuire al fiorire della trap?

Dj FosterAssolutamente no.

Larssen -Non credo. Quando due o più suoni in ascesa si toccano, in genere ne nasce uno nuovo. Prendi il parallelo tra dubstep londinese e il footwork di Chicago: da lì hanno preso forma progetti come Africa Hitech, Addison Groove, Machinedrum. O il ciclico ritorno del grime che,  affiancando costantemente il suono Croydon, ha prodotto degli ibridi come Plastician e Terror Danjah. Tornando alla moda: dopo l’esplosione di un fenomeno underground, in genere, si fa sempre strada una frangia che commercialmente prende sempre più piede. Per immediatezza e riconoscibilità dei suoni, per via di insistenti passaggi televisivi e radiofonici, ora anche gli spot fanno la loro parte. Poi, questa, si appiattisce su se stessa per poi scomparire. C’è qualcosa di naturale in questo. Il comparire di questa frangia, però, non significa che la linfa originale più sperimentale svanisca… eh no! In sostanza: Peverelist e Vivek esistevano già prima del brownstep (termine volutamente adattato). E continuano a esserci anche dopo.

Lapo –
No, penso la dubstep sia ormai un genere vecchio destinato ad evolversi e ad ispirare altri generi, che si tratti di trap o altro.

Il Dubstep non è più di moda. Questo vi rende triste o felice?

Dj FosterLa risposta migliore sta nell’affermazione iniziale: visto come già si sente parlare molto meno di Skrillex e compagnia varia?

Larssen – Mi diverte quando un termine che indica un genere musicale entra in crisi. Nei primi anni del 2000 nella mia borsa dischi si sono affacciati queste cose UK con i bassi del dub, i synths dei Drexciya e le drums molto variabili. I miei primi acquisti dubstep sono stati i primi due 12” Allstars della Tempa e “Red” di Artwork (scoperto all’interno di un mixtape di Bugz In The Attic uscito con il magazine inglese Breaking Point, per cui scrivevo alcune recensioni). Siamo nel 2004… ma ancora non traducevo quei dischi come dubstep. Tutto questo per dirti che un suono nasce prima del termine che lo riassume. E muore molto dopo la fine di questo. Il suono cambia di continuo, le parole meno.

Lapo – Indifferente: anche se siamo legati effettivamente al genere, ci siamo aperti negli anni ad altri stili ed ora il nostro sound è molto più misto e non per forza condizionato da quello che succede nella comunità dubstep.

Le tre produzioni che in questo 2013, crediate siano una spanna sopra le altre?

Dj Foster - Scegliere tre pezzi per un anno intero è impossibile, sicuramente i nomi da guardare sono Piezo, D-Operation Drop e Dub Mechz.

Larssen – La produzione dell’anno per me è già il 5×12” “Think & Change” su Nonplus. Un dub che non riesco a scollare dal giradischi, invece, è l’ultimo di Youngsta su Tempa. Infine, un’altra cosa che sto suonando ininterrottamente, Zed Bias & Paleman su Swamp 81. Ma tra dieci minuti, potrei fare già delle sostituzioni…

Lapo – Mi piace il remix firmato da Deniro di Something about you, le produzioni jungle di Aries e Digi G’alessio.

Una realtà (crew-label) da tenere sotto controllo?

Dj FosterD-Operation Drop come crew e Nomad Rec. come label.

Larssen – Tutto quello che succede tra Londra e Detroit. Camilla Parker e Marchionne inclusi.

Lapo – I ragazzi di D-Operation Drop e Piezo.

Chiudiamo con una domanda personale: E a voi in questo periodo che passa fra le mani?

Dj FosterHo lavorato ad una compilation che uscirà su NoMad Records…dentro ci saranno un sacco di nomi…a breve saprete tutto.

Larssen -Diversi festival, una collaborazione con un foundation giamaicano, alcuni remix per due combos molto originali, mini gig a Vienna, una nuova colonna sonora per il cinema: un ciclo infinito… 

Lapo – E’ uscito da poco un rmx per Almamegretta feat. Horace Andy e abbiamo altre uscite in programma sempre in stile “dubby” in questo periodo.  Poi saremo a suonare in Norvegia, Grecia , Romania e Francia, sperando dopo questo periodo di concretizzare il lavoro in studio per il nuovo album…tenete d’occhio www.numacrew.com.

LINKS UTILI:

Dj Foster
www.facebook.com/djfosterofficial

 

Sub FM – Foster & Mc Torpedo Colorado 28.04.2013 by Djfoster on Mixcloud

Larssen:
http://www.facebook.com/larssen.industrie

 

BRIXTON TAPES – Chapter 1 [Roots] by Larssen on Mixcloud

LAPO:
www.facebook.com/numacrew

 

NUMA CREW Xclusive Mix x MALA by Mixology on Mixcloud

 

Francesco “China” Cristiano

 

 

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