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Recensione: Queens of the stone age – …Like Clockwork

20 maggio 2013 | fernanda 1 commento stampa stampa
 

Queens of the stone age - Like ClockworkLike clockwork è il titolo del sesto album in studio del gruppo di Palm Desert capitanato da Josh Homme, la formazione che abbiamo in questa nuova uscita vede Josh Homme affiancato da una new entry del progetto, al basso abbiamo infatti Michael Shuman, entrato nel gruppo dopo le registrazioni di Era Vulgaris; alla seconda chitarra poi è confermato ancora Troy Van Leeuwen assieme a Dean Fertita alle tastiere e alle percussioni.
C’è anche un ritorno alle batterie di Dave Grohl, alternato a Joey Castillo e Jon Theodore,e le sorprese non finiscono qui.
Like Clockwork è un lavoro fatto di continui capovolgimenti di fronte, grazie soprattutto alle riuscite collaborazioni che spaziano da vecchi amici quali Trent Reznor e Mark Lanegan per arrivare a Jake Shears degli Scissors sisters e anche Sir Elton John che regala al gruppo una performance veramente preziosa se arricchita poi dai classici suoni del deserto delle regine.
Se molti si aspettavano, e in parte speravano a un volgare ritorno a radici più dure, come se nulla fosse successo negli ultimi 8 anni, non è stato così.
Le esperienze maturate nell’ambito degli ultimi 2 album studio, con i conseguenti tour, hanno portato la band ad un punto di non ritorno e il risultato è difficile da definire all’inizio con assoluta certezza, di certo la mente di Josh Homme ha cercato di voler uscire da quel cerchio che lo stringeva, anima e corpo, a quei suoni e a quelle atmosfere tanto a noi care; i ritmi sincopati e le cavalcate isteriche sono un vecchio eco che ruggisce in sottofondo, ma non raggiungono mai il pieno fragore e potere che hanno saputo dimostrare in passato, al loro posto troviamo alcune canzoni che dopo poco cominciano a sgonfiarsi parecchio, con suoni forse un po fiacchi, ma troviamo anche esperimenti di pianoforte classico come se Damon Albarn si fosse impossessato della mente di Josh Homme, nella traccia di chiusura che dà il nome all’album, ma questo non era uno degli aseptti negativi dell’album, per nulla.
Ci sono sfaccettature di questa formazione e di questo lavoro che lasciano immaginare una buona aspettativa futura, magari con un riabilitato Nick Olivieri da non rilegare soltanto in una sola traccia e solo alle voci, e con ulteriori progressi nel riempire un album con ancora più anima, che in questo si è dimostrato di averne, quando le idee ci sono.
Forse il significato del titolo di quest’album: “come orologi”, va da ricercare nell’idea che una fredda combinazione di elementi, piazzati li per far funzionare le cose meccanicamente, non sono ciò che rendono poi il prodotto finale appetibile, ma che un gruppo di musicisti motivati e coadiuvati da altri professionisti a produrre e a partorire in continuo qualcosa che magari non sa di nuovo ma suona forte e convincente, forse si.

TrackList

1.    ”Keep Your Eyes Peeled” (featuring Jake Shears)
2.    ”I Sat by the Ocean”
3.    ”The Vampyre of Time and Memory”
4.    ”If I Had a Tail” (featuring Alex Turner, Nick Oliveri and Brody Dalle)
5.    ”My God Is the Sun”
6.    ”Kalopsia” (featuring Trent Reznor)
7.    ”Fairweather Friends” (featuring Elton John, Trent Reznor, Nick Oliveri and Mark Lanegan)
8.    ”Smooth Sailing”
9.    ”I Appear Missing”
10.    ”…Like Clockwork”

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1 commento »

  • funny videos il 29 luglio 2014 alle 13:40 ha scritto:

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