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Luce Irigaray, una nuova etica del desiderio

27 maggio 2013 | ciroma 9 commenti stampa stampa
 

irigaray“…Sono dunque una militante politica dell’impossibile, il che non significa che io sia un’utopista: voglio piuttosto ciò che ancora non è, come la sola possibilità di futuro…” (Luce Irigaray)

Luce Irigaray è filosofa, psicanalista e linguista, e attualmente è Direttrice di ricerca presso il Centre National de la Recherche Scientifique di Parigi. Agli inizi degli anni ’70 diventa membro dell’EFP (Ecole Freudienne de Paris), scuola fondata da Jacques Lacan. Nel 1974 pubblica la tesi di dottorato, dal titolo Speculum. L’altra donna. Questo testo segna la rottura definitiva con il pensiero di Freud e di Lacan e più in generale con l”Accademia’ per la sua critica pungente nei confronti della psicologia tradizionale circa l’interpretazione della sessualità femminile. Nel 1982 ottiene la cattedra di filosofia all’Università Erasmus di Rotterdam, in seguito le sue ricerche la portano alla pubblicazione dell’opera Etica della differenza sessuale, lavoro che le farà guadagnare la fama internazionale. Nel 1991 è stata eletta deputata al Parlamento Europeo. Nel dicembre 2003 l’Università di Londra le  conferisce la laurea honoris causa in Letteratura. Fra i suoi lavori ricordiamo: Io tu noi. Per una cultura della differenza, Bollati Boringhieri 1992, Essere due, Bollati Boringhieri, 1994, La democrazia comincia a due, Bollati Boringhieri, 1994, Il respiro delle donne, Il Saggiatore, 1997, Oltre i propri confini, Baldini Castoldi Dalai, 2007, All’inizio, lei era, Bollati Boringhieri 2013.

Il pensiero di Luce Irigaray si e’ sviluppato in un vivo rapporto di scambio con la politica delle donne. Le tesi di Luce Irigaray hanno influenzato i movimenti femministi francesi e italiani ma, nonostante il legame con il movimento femminista, Luce Irigaray non ha mai aderito in modo esclusivo ad alcun gruppo in particolare. In occasione della lectio magistralis all’Università della Calabria e ai microfoni di radio Ciroma, Luce Irigaray espone il suo pensiero circa la necessità di una nuova politica del desiderio, di una nuova etica fra esseri sessuati. Per Luce Irigaray, infatti, la differenza sessuale  rappresenta il percorso attraverso cui ci si ricongiunge a sé,  percorso accidentato e non scontato, che costantemente ci richiama a un’ apertura verso chi ci sta di fronte. Di qui, rispettare la propria differenza e le differenze altrui è  la chiave per una convivenza pacifica e rispettosa.

Questo contributo è dedicato a Fabiana Luzzi. Perché  l’autonomia di pensiero non può essere messa a tacere.  Perchè l’unico modo per porre fine alla violenza diffusa è farlo insieme.

Il compito degli intellettuali, la necessità di ripensare la cultura greca:ASCOLTA
L’energia del desiderio:ASCOLTA
La relazione-fra-due: potenza e potenzialità. I limiti ideologici del concetto di ‘comune’: (prima parte)ASCOLTA
La relazione-fra-due: potenza e potenzialità. I limiti ideologici del concetto di ‘comune’: (seconda parte)ASCOLTA
Il corpo non una natura da superare ma principio di opera d’arte da completare:ASCOLTA
La politica del due come pratica quotidiana:ASCOLTA
Come utilizzare la prospettiva di L. Irigaray per scardinare l’eteronormatività dell’ideale repubblicano. Il diritto al matrimonio per le coppie omosessuali:ASCOLTA
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9 commenti »

  • donata chiricò il 2 giugno 2013 alle 07:18 ha scritto:

    Beh, lUcy Irigaray, nei due giorni in cui è stata ospite del Dipartimentodi Studi Umanistici, non ha dato un grande esempio di ascolto e reciprocità. Mi dispiace dirlo, ma è stata arrogante e sgradevole. Non abbiamo bisogno dell’ennesimo vate (anche se è una vatessa!) che ci dice: “io sono la verità” e se non siete d’accordo con me avete un problema. La filosofia non è questo. La FILOSOFIA è a FILO-SOPHIA! donata chiricò

  • carmen il 2 giugno 2013 alle 20:17 ha scritto:

    Gentile Donata,

    grazie per il suo commento. Colgo l’occasione per ringraziare la Scuola dottorale di studi umanistici che ha reso possibile questo evento.
    A titolo personale, vorrei farle presente che ho studiato (per ragioni di ricerca) il pensiero di Luce Irigaray con una certa attenzione e con convinzione ho sostenuto la necessità  di intervistarla per approfondire alcuni temi da lei trattati. Anche io mi sono trovata a fare i conti con certe asperità ma posso dirle che avendo interpellato la persona, avendo chiesto ragione, cioè, tanto di atteggiamenti per così dire ‘equivoci’ quanto di questioni più ampie e complesse, posso dirle che, complessivamente, il dono ricevuto corrisponde ed eccede lo sforzo compiuto.
    Dalla ‘filo-sophia’ come lei dice ho imparato a porre domande, il che vuol dire anche distinguere come formularle e porgerle. Mi permetta di chiederle – e chiedo semplicemente per sapere -  lei è sicura che per tuonare “se non siete d’accordo con me avete un problema” abbia posto tutte le domande necessarie per raggiungere uno scambio significativo e una conoscenza non superficiale della persona e del lavoro svolto dalla stessa? Le chiedo anche, più in generale, se è possibile affidare una valutazione a un elemento o se le valutazioni non siano il frutto di una composizione di elementi.

    Grazie e a presto,
    Carmen (Ciroma)

  • Donata Chiricò il 6 giugno 2013 alle 11:13 ha scritto:

    Gentile Carmen,

    io dialogo sempre volentieri. Ma credo sarebbe gentile e opportuno che lei si presentasse con uno status meno anomino e “celato” di quello attuale. Semplicemente “Carmen”, seppur “Ciroma”, a me non dice nulla.

    Un cordiale saluto, Donata Chiricò

  • Jacques Derrida il 7 giugno 2013 alle 12:31 ha scritto:

    Condivido l’opinione di Donata Chiricò, che reputo, tra l’altro, un’ottima e preparatissima docente dell’Unical. ho avuto il piacere di poterne apprezzare le doti professionali e la preparazione accademica frequentando le sue lezioni. devo dire che ho imparato molto più da lei che dai “doni” dell’Irigaray. Il pensiero di questa “sedicente” intellettuale mi è parso estremamente superficiale, evanescente e inattuale. le sue teorie sul corpo potevano andare bene per la riflessione filosofica degli anni ’70, ma allo stato attuale del dibattito, risultano ormai superate e poco rilevanti. Ridicole mi sembrano, inoltre, le sue considerazioni sulla meccanica dei fluidi.
    Avrei gradito che questa “madonna scesa in terra” avesse quantomeno la compiacenza di citare le fonti alle quali si ispira per la formulazione della sua riflessione.
    Sorvolo sugli atteggiamenti arroganti e sgradevoli della Irigaray nei confronti degli studenti, frutto di un’evidente avanzamento dell’età.
    Vecchia bacucca.

  • carmen il 8 giugno 2013 alle 14:48 ha scritto:

    Siamo lieti di ricevere un messaggio nientepopodimeno che da Jacques Derrida, studente dell’Unical.

    Spero possa capire, gentile Jacques Derrida, che pur apprezzando il suo punto di vista non è possibile offrire un’adeguata risposta al suo commento. Non ho acquisito l’abitudine di incensare qualcuno o impallinare qualcun altro, perciò, credo di non poterle essere utile su questo fronte.
    Ammetto che non solo non è nel mio stile ma non è – non dovrebbe, perlomeno- essere negli scopi del ‘fare informazione’.
    Che è quello che si è tentato di fare (con tanto lavoro e tanto impegno).
    Nei limiti del mio ruolo in questo sede, pertanto, se ritiene che il materiale raccolto sia per qualche ragione manchevole, sono contenta di ricevere critiche ragionate – per il presente e il futuro.
    Altrimenti, mi permetta di farle notare che scrivere solo sulla spinta di un istinto o un’emozione rischia di scadere in un comportamento belluino : a parte un’antipatia epidermica, infatti, ancora non è emerso qual è il limite del pensiero della persona in questione. Gli aggettivi da lei usati non sono ancorati ad alcuna analisi circostanziata. In aggiunta il suo citare ‘meccanica dei fluidi’ e la richiesta delle fonti alle quali si ispira la studiosa denotano chiaramente scarsa o nessuna conoscenza dell’argomento.
    Se ritiene che tutto possa concludersi poi con ‘vecchia bacucca’, faccia pure (…mi piacerebbe sapere: a noi che ci siamo interessati di una ‘vecchia bacucca’ come dice lei, invece, che cosa ci riserva?)
    Non le nascondo, però, che suona più come l’atteggiamento di chi non avendo argomenti solidi, e il nozionismo in genere fa questi scherzi, scredita.

    Carmen (Ciroma)

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