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la sinistra sconfitta e il governo della città – inventarsi la politica per cambiare la citta’

15 aprile 2010 | Appunti di Sopravvivenza 25 commenti stampa stampa
 

Associazione Culturale Ciroma e Radio Ciroma organizzano il dibattito pubblico tra associazioni, partiti e movimenti.
LA SINISTRA SCONFITTA E IL GOVERNO DELLA CITTA’
venerdì 23 aprile 2010, ore 17:00
salone di rappresentanza del municipio di cosenza

Viene da dire: finalmente!! I recenti risultati delle elezioni amministrative svelano, a chi ne aveva ancora qualche dubbio,  che il fossato tra societa’ e sinistra è profondo, incolmabile. Un enorme divario tra logiche di partito completamente sradicate ed estranee al terreno sociale e una società attiva ma disillusa rispetto alla natura e alle forme che il potere assume per dominarla. I partiti politici di ieri erano dei veri luoghi di socializzazione e di tirocinio della sfera pubblica. Ma oggi sono ridotti a strutture isolate dalla società, sterilizzate da rigide logiche di conquista del potere, incapaci di pensare di assecondare il cambiamento sociale, e ancora meno di contribuire a realizzarlo. I partiti come macchine disincarnate, senz’altro obiettivo che quello di arrivare al potere.  E la sinistra è un cimitero, fin troppo affollato di speranze deluse, che ancora si attarda a spiegare il disastro elettorale come se la colpa fosse di un paese ingrato e la redenzione dovesse arrivare da chissa’ dove. Guardare indietro serve poco. Nella giungla dei commenti post-elettorali meritano attenzione particolare quelli che hanno analizzato il successo della Lega. Si prende brevemente questo argomento  perché ci da’ l’occasione di discutere della forma – partito.  Saltando la parte abbastanza ridicola di chi pensa la Lega come una “cosetta” che ci tocca in sorte in questi tempi,  (partito “tradizionale”, radicato nel territorio, forte ideologicamente, leninista, composto da personale politico umile e laborioso), conviene interrogarsi su come la Lega (partito non marginale di un governo che non ha saputo far nulla di fronte alla sparizione di 300 mila lavoratori autonomi e il 16% delle piccole imprese) sia riuscita a tenere legata l’intera Padania. Esattamente come Adamo e Perugini, cioè con assistenzialismo, senza che però i nostri due campioni almeno siano stati capaci di portare a casa un successo elettorale. Andiamo in ordine: la Lega risponde alla crisi economica con la mobilita’ in deroga, cioè con quel tipo di cassa integrazione che paghiamo noi contribuenti e non le imprese e distribuita con assoluta discrezionalita’ politica. Come, appunto, hanno fatto Adamo, Loiero e Perugini con, per esempio, l’azienda why-not o la vallecrati e altre cento situazioni simili. Insomma contributi discrezionali ed esterne alle leggi di bilancio, di sussidi e sostegni a questa o quella azienda o zona affidati alla politica locale, ai territori più decisivi dal punto di vista elettorale. La Lega al nord e il sistema di potere demo-burocratico al sud (del quale anche la giunta Scopelliti sara’ solo una sostituzione, un ennesimo camuffamento) su questo hanno costruito specifiche alleanze sociali, hanno federato le paure, organizzato gli egoismi e i ricatti clientelari. La domanda da farsi dopo l’esito elettorale è la seguente: sara’ sufficiente il federalismo a mettere al riparo il nord da una crisi che è strutturale e non si ferma? Riusciranno le camicie verdi a tenere lontano i cinesi cioè la più grande potenza mondiale? Per dire: riusciranno a garantire ancora crescita e congelare il processo di globalizzazione? Non sara’ affatto facile per chi ha fatto tante promesse.Si dice ancora della Lega come del popolo che si fa immediatamente amministrazione e politica. Dopo il populismo mediatico di Berlusconi, “l’imprenditore diventato politico”, ciò è un passo ulteriore, nell’erosione della rappresentanza politica tradizionale e c’è gia’ chi (il Corsera, per esempio) suggerisce a Bossi di puntare più che sul federalismo sulla riforma della costituzione, e Bossi naturalmente sta gia’ brigando per scambiare il presidenzialismo (cui tengono Berlusconi e Fini) con il federalismo regionale.Ma veniamo a noi. Diciamolo subito: in Italia, e in Calabria massimamente, il PD è impresentabile e le destre si presentano come le sole forze politiche e sociali in grado di dare risposte efficaci (almeno sulla carta) alle paure, fin da subito generate dalla globalizzazione, ma oggi quanto mai più esplosive. La crisi produce spinte territorializzanti, istanze protezionistiche, qualcuno le ha chiamate neo-feudali, che fanno rima con razzismo e delirio securitario. In queste condizioni, il discorso delle destre è imbattibile. La Carinzia è il modello prima che politico, culturale, prevalente ed egemonico, luoghi e territori dove si bada alla “sostanza” (l’importante è che i problemi non ci siano, non chiedersi il perché sorgono), dove nonostante l’uso di Facebook o dell’ iPad o una laurea in economia le persone sono davvero povere.Non si può rispondere allo sfondamento della destra e delle leghe solo con un tiepido discorso difensivo o resistenziale oppure con scelte consolatorie di nuove e vecchie identità. Bisogna, di converso, riprendere a pensare in grande, che significa uscire dal minoritarismo, interrogarsi sui limiti dei movimenti e della cooperazione sociale, sulla loro impotenza, che ha determinato un’immediata ricaduta antipolitica tradotta in astensionismo di massa, grande protagonista di questa tornata elettorale. Possiamo pure consolarci e dire che l’anticapitalismo è talmente maturo che tra poco nessuno andrà a più a votare, ma sbaglieremmo ancora una volta. Forse converrebbe fare i conti, ed è quello che ci ripromettiamo dal 23 aprile in poi, con quello che c’è e non con quello che dovrebbe esserci. Per esempio c’è ancora un enorme divario fra i desideri dei cittadini e ciò che Cosenza offre. A proposito di limiti, il municipalismo cosentino degli anni 90, la stagione di partecipazione e creativita’ è rimasta un’incompiuta, non essendosi create, nonostante fossero state annunciate o solo evocate,  né l’allargamento della sfera di partecipazione, né l’innovazione delle categorie politiche, né l’affacciarsi di nuove forme di rappresentanza. Capovolte, queste asserzioni, costituiscono propriamente la ragione del nostro appello alla citta’ e alla sinistra.Senza peraltro voler esagerare, Cosenza è oggi una citta’ eterodiretta (sempre dipendente da scelte politiche che avvengono altrove, a Roma o addirittura a Catanzaro) incapace di  autoregolarsi (scelte amministrative, dai servizi alla cultura, copiate e calate nella nostra realtà), inadeguata nel difendere diritti o progettare la realizzazione dei suoi desideri. Un Consiglio Comunale muto sulle questioni vitali e attento solo alle logiche di potere, servizi non all’altezza dei bisogni dei cittadini (vedere questione delle Cooperative o ciclo dei rifiuti), poteri forti sempre più arroganti ed impuniti. Le responsabilità sono di tutti, dei cittadini, dei movimenti e delle associazioni (cos’altro c’è da aspettare per reagire a questo disastro?) ma soprattutto dei politici e degli amministratori, che sono stati mandati lì giusto per risolvere i problemi di tutti e che invece sono i primi a scaricarli  prima alla Regione poi al Governo e infine nientedimeno che alla situazione di crisi economica mondiale.Crediamo che le cosentine e i cosentini siano stanchi di avere come palle ai piedi questi piccoli feudatari che si arroccano nelle segreterie dei partiti o all’interno delle loro case con i soliti amici e decidere da quei luoghi i destini della città. I movimenti,  la cooperazione sociale cosentina, i sindacati, i cittadini devono fare un passo in avanti: i partiti hanno esaurito il loro ruolo e sono ai saldi, alle svendite di magazzino. Chi in questi anni si è battuto e ha agito con disinteresse e per il bene di tutti facendo di Cosenza un luogo amabile e vivibile, deve farsi avanti con il consueto coraggio. La partita si gioca fra chi vuole ripristinare il potere delle lobby e delle oligarchie sulla città e chi in questi anni ha agito per mantenerla libera, potente e autodeterminata.  Per questo avvertiamo forte l’esigenza di stimolare un dibattito che in città attualmente è carente. lo sforzo collettivo che proponiamo di compiere a soggetti, movimenti, partiti, sindacati, associazioni, istituzioni, riguarda giusto la capacità dei calabresi e dei cosentini di inventare nuove categorie politiche e nuove forme di rappresentanza. L’invenzione di una politica e dei suoi luoghi : questa, l’affascinante ambizione che ci sta davanti, una scommessa che vale la pena di tentare. Da subito, da venerdì 23 aprile.

La Ciroma

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Massimo Ciglio di Radio Ciroma, all’interno del programma Appunti di sopravvivenza, presenta l’iniziativa del 23 aprile

ascolta:  

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Marcello Gallo di Radio Ciroma, anticipa alcuni spunti di riflessione che verranno trattati il 23 aprile

ascolta:  

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Le considerazioni di Franco Piperno

ascolta:  

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Massimo Ciglio racconta come è andato l’incontro

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25 commenti »

  • u tamarru il 15 aprile 2010 alle 13:33 ha scritto:

    mi para na cosa cunclusa……si pò cuminciari i ccà……ci viagnu sicuru…
    u titulu è micidiali……lavuraticci i supra ca a cosa pò riesci……

  • il chiuR.Lo. il 15 aprile 2010 alle 14:24 ha scritto:

    Sinistra Sconfitta? Ma se nemmeno esiste.

    Destra o Sinistra ? Centro Destra o Centro Sinistra? PDL o PD-L ?
    ” Io Centro “?
    Un’interessante intervista su come questi partiti sono tra di loro complementari e funzionali al sistema !!
    10 minuti intensi !
    http://www.youtube.com/watch?v=Z6-nBOxqau0

  • Ciroma,Ciromae.. (redazione) il 15 aprile 2010 alle 15:57 ha scritto:

    ..a proposito di scelte identitarie
    ma che puttanata è Associazione Culturale Ciroma E Radio Ciroma?
    da quando sono due cose diverse?
    mah!

  • gentleman il 15 aprile 2010 alle 16:08 ha scritto:

    …la “sinistra” si interroga…da decenni…ma viene rimandata ad libitum

  • michelangelo il 15 aprile 2010 alle 22:19 ha scritto:

    e la schizofrenia dilaga anche nella ciroma..

  • yena il 16 aprile 2010 alle 11:50 ha scritto:

    Infatti Michè, si evince dal tuo MAO…OH ;)

  • mao-chelangelo il 16 aprile 2010 alle 11:56 ha scritto:

    e hai ragione anche tu :)

  • Oreste il 16 aprile 2010 alle 12:55 ha scritto:

    Mha!..Bha…! dovrebbe essere e l’autogoverno della città e cmq sconfitta della sinistra o della politica che la sinistra o sposato…da quando è diventata sinistra!!??
    Era meglio la ciroma dei comuni rivoluzionario e per l’autogestione,
    che vi preparate alle elezioni cittadine? io voterei Eva! Ah se non sarebbi anarchico… :-) :-) !?

  • massimino il 16 aprile 2010 alle 15:14 ha scritto:

    Prima di tutto bisogna dire che ogni forma di dialogo e di confronto è da apprezzare specialmente in una città dove sembra regnare la gerarchia della parola. Da cosentino emigrato sotto le due torri cosenza ha dato e continua a dare una pessima immagine di sè, ma penso che questo sia legato al solito benessere pilotato e occultato dai poteri forti che la governano. La sinistra e affini è da tempo che ha perso. Aver perso la Regione penso che sia il male minore, era inevitabile quasi scontato ( come la sconfitta con il rimini, ahimè non è cambiato nulla neanche sotto il profilo sportivo). Se posso lanciare dei temi da affrontare sono la cronica disgregazione sociale, l’assenza di una classe dirigente moderna, la subordinazione della piccola e media impresa legata ad una borghesia complice della ndrangheta, il carattere clienterale e personalistico della lotta politica, la conquista di un lavoro raggiungibile grazie a favori del notabile o deputato locale costituisce ancora oggi l’unica alternativa alla disoccupazione o all’emigrazione.Ecco io parlerei di questo avendo memoria di tutto quello che una pessima politica ha generato a Cosenza, non me vuole il Dottore ma ricorderei alla sua amica Eva Catizone cosa ha fatto mentre ricopriva il ruolo di assessore ai lavori pubblici mentre regnava Giacomo Mancini “primo”. Ora si parla di ecologia ma il cemento come centinaia di Euri piovevano a Cosenza (vedi progetto urban 1 e 2). Per non parlare dei sindacati con la 488 o rifondazione che non ha generato nulla a difesa del diritto al lavoro e lotta alla criminalità. Saluto il dottore e tutta la vecchia generazione di ciromisti cresciuti nel bunker di via sabotino.

  • Uno del Bunker il 16 aprile 2010 alle 18:21 ha scritto:

    Massimì un saluto affettuoso, da questa terra dimenticata, non tanto da Dio, ma proprio da chi la abita.

  • . il 17 aprile 2010 alle 10:25 ha scritto:

    http://ntacalabria.it/smile/fifoni/img/29.gif
    U U O A A A H H

  • lucio il 20 aprile 2010 alle 10:37 ha scritto:

    Spero che la Ciroma riesca a dare un contributo sostanzioso per la realizzazione di una lista per le comunali dell’anno venturo,anche perche’ lamentarsi una vita senza mettersi in gioco è la moda preferita dai rivoluzionari (a nonna) tipo Oreste o ki per lui, a parole anarchici nella vita reale servi del sistema,anche per questo è bene ricordare che Ciroma deve cambiare il suo linguaggio e le sue certezze,ricordo che alle ultime elezioni in cui la lista Ciroma si è presentata ha pigliato tutta la lista 202 (duecentodue) voti e basta.Eva Catizone politicamente è morta, dal Partito Democratico Meridionale al PD,finendo a Sinistra e libertà per prendere alle regionali 500 voti di pietà.Eva politicamente è O (zero),se Mancini fosse morto piu’ tardi non sarebbe mai esistita, se non c’era Piperno mo ne vedevi manifestazioni per i NoGlobal.

  • Zia il 20 aprile 2010 alle 12:02 ha scritto:

    ..Lucio ha una parola buona per tutti..
    e questo era solo un assaggio, Venerdì la lista continua

  • il chiuR.Lo. il 20 aprile 2010 alle 16:11 ha scritto:

    La costruzione della sinistra dal basso?
    … Ma perché non cominciamo con cambiarle il nome, per via di quel checché di sinistro che le è connaturato e connaturale.

  • oicul il 20 aprile 2010 alle 17:53 ha scritto:

    Io invece, spero che la Ciroma, NON si schieri più con nessuno e continui per la sua strada, senza dare contributi e senza infilarsi dinuovo, in liste comunali.

  • flash mob il 20 aprile 2010 alle 22:29 ha scritto:

    la città del trasformismo, prima ci si interroga sulle forme della rappresentanza, dichiarandola una pratica fallimentare, pensando a costruire comitati ,assemblee cittadine puntando sulle lotte ambientali, in sintesi ripartendo dal basso. ma al profilarsi delle elezioni si ritorna alla carica, dichiarando la rappresentenza una forma ancora possibile. mi domando se si dovesse avvicinare una persona giovane alle realtà di questa città che quadro si farebbe??
    l’immagine più immediata è il camaleonte, uno splendido animale che cambia il suo colore a seconda di dove si poggia… mi suona che i partiti più o meno di massa, che si profilano oggi nel parlamento (lega nord) prima di arrivare a ciò ha compiuto un lavoro territoriale non di poco conto, utilizzando molte pratiche del fù pci.
    conscio del fatto che la ciroma è lontana da pratiche partitiche, al contrario convinte sostenitrice delle liste civiche(a fasi alterne), mi domando come una persona si dovrebbe avvicinare alle assemblee di costruzione di codeste liste se, aihmè, il lavoro territoriale di questa radio nel suo quartiere è alquanto inesistente, (domandate a quello del bar se li conosce).
    deduco quindi che si vorrà proporre una lista di dinosauri ed esperti da salotto. vi auguro una buona fortuna, spero ci sbattiate le corna una volta per sempre.
    un saluto al caro pier silvio che continua a riciclarsi dopo che tutte le esperienze da lui costruite sono andate in fumo, ma siamo garantisti e un opportunità bisognerà darla a tutti.
    salutatemi eva e cersosimo…

  • Pierluigi il 21 aprile 2010 alle 13:50 ha scritto:

    hahahahahahahahahahaa :)

  • u tamarru il 21 aprile 2010 alle 14:25 ha scritto:

    iu dicu na cosa……a critica politica cci po puru stà..cum’è normali ka sia…ma ppi na vota vulimu fà nu sforzu ppe capiri cchi tenanu i dici puru l’atri?….e capitu ka ppe ancunu sta cosa ka vò fà a ciroma su cosi ggia viste…ma kistu un significa ka i stu percorsu un pò scaturì na cosa nova……unnì facimu ogni vota piglià du pessimismo e du personalismo…sostenimo e vidimu ki succeda….cumi si dicia sè prena figlia…..

  • in effetti il 21 aprile 2010 alle 15:07 ha scritto:

    a cusènza i politicanti fannu sùlu politica i salotto…

  • SGM Hartman il 22 aprile 2010 alle 12:09 ha scritto:

    Cosa dovete parlare ancora, branco do comunisti…cosa c**** dovete parlare…sarebbe meglio iniziare a imbracciare un fucile. Voi non credete a niente, sapete solo dire s******* e stare sedutimentre gli altri su fanno il c***. Fino a quando sarò io al comando di questa compagnìa, dormirete, mangerete e andrete al cesso, solo quando lo dirò io, luridi comunisti del c****.

  • estimatore il 22 aprile 2010 alle 19:53 ha scritto:

    Sergente si prenda una camomilla, mi saluti “Palla di lardo”. :)

  • frank il 24 aprile 2010 alle 08:54 ha scritto:

    fagioli fagioli lenticchiazze più ne mangi e più strombazzi

  • il chiuR.Lo. il 24 aprile 2010 alle 09:05 ha scritto:

    “Elogio dello spirito pubblico meridionale” (finito di stampare nel marzo del ’97) non vi pare che sia un vademecum superato da eventi, storie, Storia?

  • Libero il 2 maggio 2010 alle 14:06 ha scritto:

    Ne rossi ne neri, ma liberi pensieri!

  • Leonore il 13 settembre 2014 alle 16:56 ha scritto:

    Spot on with this write-up, I actually believe this site needs
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