home » storie

Affinchè Salvatore possa di nuovo volare!

2 dicembre 2013 | ciroma 1 commento stampa stampa
 

salvatoreDa alcuni giorni il nostro fratello/compagno Salvatore Iaccino è stato rinchiuso nell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto.

Un provvedimento che arriva a seguito della querela di una ragazza che da anni era al centro della sua attenzione. Interi quaderni dedicati a lei, poesie, scritti e domande di attenzione che sono degenerate al limite della persecuzione. Comprendiamo la paura della ragazza e le esprimiamo la nostra solidarietà.

Non è facile per nessuno avere a che fare con Salvatore, bisogna riuscire a stare nelle sue corde, conoscere la sua storia e gli intrecci con quella di questa città, per cogliere le essenze dei suoi ragionamenti. Da leader della curva sud del Cosenza, -osannato e conosciuto in tutte le tifoserie dello stivale- a quello che è oggi sotto gli occhi di tutti, un emarginato, scansato dai più, etichettato e percepito come un “socialmente pericoloso”.

Il suo posto a Barcellona Pozzo di Gotto era già pronto ed è l’ineludibile esito dell’assenza di ogni attenzione ed intervento istituzionale nei suoi confronti, sin da quando, dopo una delle tante carcerazioni, rivoleva il suo posto di lavoro nelle cooperative e scoprì di non essere mai stato “licenziato” e che invece, sotto il suo nome, lavorava un’altra persona. Chiese aiuto all’ex sindaco Perugini il quale non volle prendere nessun provvedimento in merito, e allora ruppe un vetro del comune.

Salvatore cova una rabbia enorme verso la sua Cosenza ma allo stesso tempo la ama e nutre un enorme voglia di riscattarsi. Qui e non in un altro posto. Perché è qui che hanno creato “l’Uccellizzazione”. Disattenzione, inadeguatezza, errori delle istituzioni che lo hanno reso rabbioso e rifiutato dai più. È etichettato come “socialmente pericoloso” ma nei suoi soliloqui, quelli che i più sentono come “deliri”, Salvatore racconta le ingiustizie subite negli ultimi20 anni, dal lavoro sottrattogli alle cure forzate dei numerosi TSO, dalle inchieste giudiziarie (in molte delle quali è stato forzatamente inserito pur essendo totalmente estraneo) alla mancanza di un progetto di cura e di una assistenza adeguata. Anni e anni di criminalizzazione, carcere e neurolettici lo hanno toccato profondamente ma non al punto da fargli perdere la sua forte personalità ed i suoi valori, la voglia di conoscere e di ritornare ad essere padrone della sua vita, dei suoi pensieri, delle sue azioni. Oggi Salvatore rifiuta finanche l’appellativo di Acieddru perchè è un’etichetta legata al passato. Da anni scrive e studia per migliorarsi, per darsi quelle possibilità che la vita e questa società gli hanno negato. Potrà sembrare strano ma Salvatore ha valori che in molti ignorano. Basta ascoltarlo, frequentarlo o leggere le cose che scrive.

Certa magistratura e certa psichiatria lo dipingono come uno psicopatico seriale con forti disturbi della personalità, tossicomane e violento. Quanti lo conosciamo fuori dalle squallide stanze del centro di igiene mentale o dalle aule di un tribunale sappiamo che non è niente di tutto questo. È una persona estremamente provata e stravolta da circa 20 anni di neurolettici (l’Organizzazione mondiale della sanità ne sconsiglia l’uso se non per poche settimane) che gli hanno compromesso organi e funzioni motorie. I comportamenti di Salvatore possono incutere legittimi timori, ma essendo la sua un’altra indole, va aiutato, e concretamente.

Salvatore vuole e merita un’altra possibilità. Chiediamo tutti assieme che Salvatore venga tolto immediatamente dall’OPG e messo in una struttura adeguata che gli ridia la giusta dignità. Siamo sicuri che ne abbia bisogno, ma ha necessità di un aiuto concreto e competente per uscirne, non sicuramente di una struttura incostituzionale (sentenza di cassazione N.367/04) e aberrante quale l’OPG perché qua rischia di non uscirne più ma solo di peggiorare ulteriormente (nella migliore delle ipotesi).

Ma, soprattutto, Salvatore ha bisogno di tutti noi, di quella parte di città che lo ha conosciuto, osannato, amato e tante volte difeso, per poter tornare a volare.

Chiudiamo questa lettera con uno scritto di Franco Basaglia ed un pensiero a tutti gli internati, affinché l’aberrazione dei manicomi criminali possa finire per tutti:

«Dal momento in cui oltrepassa il muro dell’internamento, il malato entra in una nuova dimensione di vuoto emozionale ([...]); viene immesso, cioè, in uno spazio che, originariamente nato per renderlo inoffensivo ed insieme curarlo, appare in pratica come un luogo paradossalmente costruito per il completo annientamento della sua individualità, come luogo della sua totale oggettivazione. Se la malattia mentale è, alla sua stessa origine, perdita dell’individualità, della libertà ,nel manicomio il malato non trova altro che il luogo dove sarà definitivamente perduto, reso oggetto della malattia e del ritmo dell’internamento. L’assenza di ogni progetto, la perdita del futuro, l’essere costantemente in balia degli altri senza la minima spinta personale, l’aver scandita e organizzata la propria giornata su tempi dettati solo da esigenze organizzative che – proprio in quanto tali– non possono tenere conto del singolo individuo e delle particolari circostanze di ognuno: questo è lo schema istituzionalizzante su cui si articola la vita dell’asilo.[17]»

(Franco Basaglia, 1964)

per info e adesioni inviare una mail a rialzo@autistici.org oppure su Facebook cerca il gruppo Affinchè Salvatore torni a volare.

Il Mister saluta Uccello, uno degli ultrà più popolari della Curva Sud, internato in un ospedale psichiatrico: “Spero che torni presto con noi” 

Mister Cappellacci ha conosciuto Salvatore “Uccello”, uno degli ultrà rossoblu più popolari, in un pomeriggio assolato e caldissimo del mese di settembre. Si era presentato al San Vito quasi a fine allenamento ma in tempo per “volare” dentro il campo come ha fatto chissà quante volte. Due, tre, quattro corse liberatorie nel prato del San Vito, qualche piroetta e poi l’incontro col Mister, immediatamente stregato da questo spirito libero, diverso, che gli ha illuminato la “solita” giornata.

“Uccello” e il Mister poi si sono fermati a parlare di tante cose nel tragitto che li ha condotti dal San Vito al Sanvitino-Delmorgine ed è nato un feeling inevitabile tra due autentici spiriti liberi. Tante risate piene e qualche sorriso amaro per i casi della vita. Salvatore non fa passare mai molto tempo prima di tornare al San Vito e lo avevamo visto in sede anche quando c’era stata l’ispezione della Deloitte, intorno a metà ottobre. Giusto un’apparizione, per vedere quella che è stata la sua vita per tanti anni e che adesso non lo stimola più come una volta.

“Uccello” girava sempre per la città, svolazzando alla sua maniera e ha incontrato nuovamente il Mister qualche settimana fa, a corso Mazzini. Si sono salutati affettuosamente, si sono detti che quest’anno la Lega Pro unica non ci potrà sfuggire e si sono dati appuntamento al San Vito. Salvatore è stato presente anche alla fiaccolata per Denis e alla consegna del premio in Comune a Donata Bergamini. Nessun segnale di insofferenza, anzi tanta partecipazione e tanta passione.

L’altro giorno l’annuncio-shock: Salvatore è stato allontanato dalla sua città per essere trasportato nell’ospedale psichiatrico di Barcellona Pozzo di Gotto. Ufficialmente perché “disturbava” la quiete pubblica. Una decisione che ha rattristato tutta la Cosenza sportiva, quella che ha continuato a volergli bene in tutti questi anni, non quella che l’ha condannato ad un’esistenza misera e ad un esilio immeritato.

Mister Cappellacci ha saputo ieri che Salvatore era stato mandato via in un ospedale psichiatrico e avrebbe voluto dedicargli la vittoria. Non ci è riuscito ma non ha rinunciato a mandargli un saluto accorato e pieno di affetto e passione. “Voglio mandare un saluto a Uccello – ha esordito davanti alle telecamere delle televisioni -, un ragazzo che abbiamo conosciuto qui a Cosenza. Un grande. So che non è in città e lo saluto calorosamente insieme a tutta la squadra. Mi auguro che lo trattino come merita e che possa uscire presto e tornare da noi”.

dal sito Nuova Cosenza Calcio

UCCELLO E’ IN GABBIA! e stavolta per sempre. OPG Barcellona Pozzo di Gotto. Come dire? l’ultimo girone dell’inferno. Un inferno che per Salvatore va avanti da troppo. Carcere, cim, TSO e soprattutto psicofarmaci (neurolettici http://www.nopazzia.it/dannipsicofarmi.html) sono state le ricette del sistema repressivo, isolamento e paura la risposta di questa città. Hanno voluto sedare la ribellione lo hanno voluto domare. Chi non ricorda Salvatore “volare” in curva tra i cori e l’abbraccio ideale di una città intera. Quella stessa città che da anni ormai lo scanza e ne ha paura. Troppo presa forse dalla propria quotidianità per rispondere alle domande profonde, a volte ossessive, che poneva Salvatore sulla sua condizione e sul perchè era finito in quel vortice di galera e camicie di forza chimiche che lo stavano annullando e divorando fino a farlo sembrare pazzo. Ma pazzo non è. Sarebbe bastato ascoltarlo per capire quali sono le sue verità su questa città e sui meccanismi che la dominano. L’isolamento a cui è stato relegato. Le collusioni e la corruzione, i favori che si scambiano nelle stanze della procura o in quelle del comune. Racconta dei prezzi pagati sulla propria pelle e molti hanno preferito liquidarlo come pazzo piuttosto che ascoltarlo e tendergli una mano. Molti lo hanno illuso, pochi hanno cercato di fare qualcosa per lui, meno ancora lo amano per quello che è e non ne hanno paura.
Questo provvedimento, che è scritto come “provvisorio”, sappiamo già che definitivo. Semplicemente e tragicamente non uscirà più. Dall’Ospedale Psichiatrico Giudiziario non si esce. Sarà l’ultimo girone dell’inferno. Punture e lettini di contenzione, isolamento sociale e fisico. Oggi pomeriggio siamo riusciti a vederlo e ad abbracciarlo, forse per l’ultima volta, mentre lo portavano via. Col suo sorriso e la forza di sempre. Mi lasci una sigaretta? E l’accendino? Le ultime battute prima che si chiudesse il portellone del blindato. Crede che riusciremo a tirarlo fuori. Come noi, crede in una giustizia che non è quella della Procura ma quella sociale.
SALVATORE LIBERO! LIBERI TUTTI!

CPOA RIALZO, AREA EX OFFICINE – Via Popilia 39 Cosenza

| more
1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (No Ratings Yet)
Loading ... Loading ...

1 commento »

  • dino il 4 dicembre 2013 alle 09:34 ha scritto:

    E’ allucinante che esistano ancora dei posti del genere ed è ancora più allucinante che una persona a noi cara; per simpatia o per amicizia, sia stata forzatamente condotta in un altro pianeta. Un pianeta che potrebbe arrivare a cancellare l’esistenza di persona fino al rischio di renderlo un vegetale? E’ TERRIBILE.
    Nella sua vita LIBERA avrà sicuramente sbagliato, ma il prezzo che gli è stato imposto di pagare ora è troppo esagerato. Anche Salvatore, come tutti è un essere umano. Forza a Salvatore.

lascia un commento:

aggiungi il tuo commento qui, o fai un trackback dal tuo sito/blog. evita di andare fuori tema o di inviare spam... se vuoi lasciare un commento generale, una jastima o un pernacchio vai sul muro