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Always Never Again: Go Dugong

16 gennaio 2014 | ciroma 4 commenti stampa stampa
 

 

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Club Silencio sempre a supporto di Always Never Again. Sul palco della rassegna cittadina di musica altra questa volta è stato il turno di Giulio Fonseca a.k.a. Go Dugong. Fresco della soddisfazione di finire con una traccia dritto dritto su XLR8TR, il ragazzo piacentino muove i controlli con sapiente mano e costruisce un set in una progressione impeccabile. Piacevolmente investiti dal flusso sonoro, diventa inevitabile accentare in pista il disegno dell’onda. Poco prima del live ovviamente abbiamo posto le nostre domande:

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foto di Simona Alexys Giordano

Always Never Again: Go Dugong by Club Silencio on Mixcloud

 

Hai da poco pubblicato il tuo EP, “Was”, e in rete si parla molto di te. In realtà “Was” contiene una serie di tracce rimaste chiuse in una cartella per un po’, che hai deciso di riaprire una volta per tutte…

Direi che hai già detto tutto tu! (ride, nda).

Effettivamente…vuoi raccontarci come sono state create e perché non hanno visto luce prima?

In realtà stavo già lavorando su un album, ma ci ho messo più del previsto. Nel frattempo i pezzi mi suonavano vecchi rispetto alle nuove cose e sai, non mi andava più di farli uscire. Sentivo però il bisogno di chiudere un capitolo e con i ragazzi che mi seguono (Bizarre Love Triangles. nda) abbiamo prima selezionato delle tracce, poi ho provato ad adattarle alle mie ultime sonorità e infine le abbiamo pubblicate. Tra queste ci sono anche delle collaborazioni, sarebbe stato un peccato lasciarle nel mio hard disk, così abbiamo messo tutto in free download. Il disco si chiama “Was” appunto per chiudere un ciclo di quello che è stato. E adesso se ne apre un altro con altre sonorità.

Hai già le mani in pasta quindi?

Si, sto lavorando a qualcosa a cui mi sto approcciando in maniera nuova. Vorrei dare un senso logico e una certa continuità tra una traccia e l’altra.

Parlando di sonorità, appunto, sei alla ricerca di qualcosa?

Da un po’ ho cominciato a collezionare vinili e ad ascoltare roba vecchia: afro, soul, funk e ho iniziato a campionarla. Cosa che facevo poco perché preferivo mettermi davanti la tastiera, suonare e far nascere da lì il pezzo. Adesso parto dalle cose che sto campionando ma in realtà ho cartelle piene di campioni e loop accumulati durante questi anni ma che accantonavo evitando quel tipo di approccio alla musica. Finalmente ho deciso di usarle e quel che ne sta uscendo mi piace molto.

Oltre che con l’elettronica, nel corso della tua carriera ti sei anche espresso attraverso altre forme musicali, basta pensare ai Kobenhavn Store. C’è qualcosa di quell’approccio che è rimasto anche in Go Dugong?

Guarda ho cercato di staccarmi totalmente da quella cosa lì. All’inizio è stato difficile, perché componendo canzoni in una band avevo in testa la forma della canzone e le mie prime cose da solo hanno quella struttura. Ora credo di essermene distaccato per bene.

Un progetto in cui sei coinvolto sono comunque i Japanese Gum…

In quel caso è una cosa totalmente diversa, do il mio apporto solo dal vivo. Prendo i loro pezzi e cerco di organizzare un live con una struttura e un senso. Curo le sequenze, le drum machines, i campioni, i giri di synth, e loro ci ricamano sopra con chitarra, batteria, voce e i loro giocattoli. Mi occupo solo di questo, i ragazzi sono adorabili e tutte le volte che posso suonare con loro lo faccio molto volentieri. Ho solo poco tempo da dedicare ad altri progetti, già ci riesco a malapena col mio.

Tornando su Go Dugong, i video di “Carry a flag” e “Growin up” sono entrambi splendidi e mettono ancora più a fuoco quelli che sono i tuoi suoni. A chi ti sei affidato per i video?

Per quanto riguarda “Carry a Flag” conoscevo già i ragazzi di Feel Good Lost ,che in passato avevano realizzato i video di Sigur Ros, Giraffage, Sun Glitters, Slow Magic, XXYYXX. Gli chiesi di potermi girare il video, gli ho dato carta bianca, loro in cambio mi hanno semplicemente chiesto queste sequenze di una mia silhoutte che abbiamo registrato con un amico, Daniele Signaroldi. E Daniele è anche colui che ha girato il video di “Growin’ Up”. È stato lui a proporre l’idea dell’autoscontro. Ci siamo divertiti tantissimo, aveva questa camera legata sul casco con la quale ha ripreso tutto. È un video a cui sono molto legato e rispecchia in pieno il pezzo.

Si può dire lo stesso per la copertina di “Was”. Guardandola mi ha dato la sensazione di poter toccare con mano i suoni di Go Dugong. Com’è nata quest’idea?

Ho affidato tutto a Enrico Boccioletti aka Death In Plains. Non c’è stato nemmeno bisogno di parlare. Gli ho mandato l’EP e ho ricevuto 3 bozze, tutte e tre perfette. Tra l’altro lui sarà pure il mio futuro coinquilino.

Speriamo che anche la convivenza vada così.

È iniziata bene dai. Sicuramente salteranno fuori belle collaborazioni. Sono un grande fan di Enrico, lo seguo da sempre, dai tempi dei Damien*.

Una curiosità: avrai avuto modo di assistere a numerosi live di svariati producer, suonandoci anche assieme magari. Qual è stato uno che ti ha particolarmente colpito?

Beh, è una domanda complicata, ce ne son stati tanti…non lo so…

Parlavi di Gold Panda prima dell’intervista…

È vero, scusami! In realtà pensavo alla gente che conosco. Gold Panda non lo conosco ma il suo live mi ha fatto decidere che musica fare. L’elettronica è sempre stato il mio pallino e quando l’ho visto con tutte le sue macchine sono impazzito. Mi son detto “devo farlo anche io”.  Un altro live è stato quello di Dèbruit, è un producer molto bravo , l’ho visto al Node Festival a Modena. Ultimamente poi sono stato a Firenze, sono andato a curiosare al live degli Apes on Tapes. Credo sia il miglior live set in Italia, nonostante non si sentano molto in giro e meriterebbero molta piu visibilità. C’è Digi G’Alessio poi, che è un mostro da palcoscenico. Parlando di stranieri devo molto a Sun Glitters, Slow Magic, Giraffage, XXYYXX, tutta gente che ha un live un po’ più simile al mio. Ognuno mi piace per un motivo diverso.

Domanda di rito, dicci cosa stai ascoltando adesso e cosa ti senti di consigliare ai nostri ascoltatori?

Sto ascoltando tantissime cose dei Parliament, Funkadelic, George Clinton e cose africane, caraibiche, roba impronunciabile, che troverete però in un mixtape che uscirà presto per Noisey. Non sono molto sulle ultime uscite. Tra musica e lavoro non mi rimane molto tempo da dedicare a tanti altri nuovi ascolti.

SITO UFFICIALE// SOUNDCLOUD

 

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4 commenti »

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