home » comunanza, musica, storie

«Non c’è gusto in Italia ad essere intelligenti». Ciao “Freak” Antoni

12 febbraio 2014 | milingo nessun commento stampa stampa
 

freakantoniRoberto “Freak” Antoni se n’è andato stamattina, al termine di una lunga malattia che, se non altro, lo aveva fatto smettere con la droga, come aveva confidato lui stesso con l’ironia dissacrante che lo ha sempre accompagnato. Cinquantanove anni, fondò gli Skiantos col gusto di prendere per i fondelli gli americanismi del rock di casa nostra, inventandosi testi stralunati che rileggevano la realtà giovanile sotto la lente deformante del rock demenziale (di cui la band bolognese ha coniato la definizione), in un linguaggio mutuato dallo slang dei ragazzi. Band espressione del movimento, certo, ma anche capace di sfottere il suo stesso pubblico, come avvenne durante uno storico concerto al palasport di Bologna nel ’79, quando gli Skiantos anziché suonare si misero a cuocere gli spaghetti sul palco, sotto una pioggia di ortaggi lanciati dalla platea. «Fate largo all’avanguardia/ siete un pubblico di merda/ tu gli dai la stessa storia/ tanto lui non ci ha memoria», urlava Freak al microfono cavalcando l’onda situazionista di quel periodo. Amicone di tutta la scena artistica di Bologna, con cui ha condiviso anche la passione per le sostanze stupefacenti, ha attraversato la scena discografica lungo “35 anni di grandi insuccessi”, firmando 14 album con gli Skiantos, che ha lasciato due anni fa per il progetto solista con la pianista e compagna di vita Alessandra Mostacci, oltre a nove libri e a collaborazioni con tante riviste. Nelle sue tante vite d’artista si è anche trasformato in Astro Vitelli e Beppe Starnazza, suoi alter ego musicali, e ha pure bazzicato il cinema, con i cameo in “Paz!” e “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”. Provocator gentile e di grande intelligenza, non sarà dimenticato facilmente.

Radio Ciroma, con le sue “incursioni speciali” vuole ricordare Freak Antoni:

- ore 14:30, “Siamo fatti così”, un documentario in cui Roberto “Freak” Antoni, grazie alla sua irriverente ironia, ci conduce attraverso le contraddizioni del proibizionismo in materia di droghe. Il risultato è un documentario che grazie a pareri autorevoli di avvocati, medici, operatori sociali e della gente comune, cerca di riflettere su un argomento molto complesso come quello delle sostanze stupefacenti e dell’impatto che queste hanno sulla società;

- ore 18:00, “Non c’è gusto in Italia ad essere intelligenti”, spettacolo teatrale del 1992, in cui Freak Antoni “auto-presenta” l’omonimo libro, che racchiude le sue poesie. Alcune poesie sono tristissime, altre molto allegre. Alcune bellissime. Sono, comunque, le poesie del vecchio Freak Antoni.

| more
1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (No Ratings Yet)
Loading ... Loading ...

lascia un commento:

aggiungi il tuo commento qui, o fai un trackback dal tuo sito/blog. evita di andare fuori tema o di inviare spam... se vuoi lasciare un commento generale, una jastima o un pernacchio vai sul muro