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heavy rotation – marzo 2014

2 marzo 2014 | milingo 3 commenti stampa stampa
 

andy-almqvistAndy Almqvist – No
Ascoltare difilato un disco di Almqvist non è da tutti e non è certo una cosa da prendere alla leggera. Anzi, bisogna mettersi d’impegno. Tanto. Il primo step da superare è il suono non proprio radiofonico, che possiamo provare a definire come dark-cinematografic-nordic-folk-rock, insomma un cantautorato colto con un’aggiunta di Tom Waits. In più ci sono i testi: tosti, ossessivi, che parlano di vita e morte, alienazione e amori disfunzionali. Si tratta di un lavoro estremamente poetico, tragico, permeato da umanità e compassione.

Beck-Morning-PhaseBeck – Blue Moon
Beck non è più un ragazzino, ma continua ad avere la stessa grazia di sempre, qualsiasi musica faccia. Morning Phase è dichiaratamente un sequel di “Sea change”, il gioiello semiacustico e intimista del 2003. In fin dei conti in questo lavoro ci sono poche cose: chitarre acustiche (tante), piano, archi. Qualche coloritura, frutto di anni di esperienza nello studio. E ottime canzoni: indipendentemente da poi come le veste e le arrangia. Di sicuro non è il miglior lavoro di Beck, ma senza dubbio possiamo dire che Beck è bravo in ogni cosa lui faccia, ed anche qui fa un lavoro egregio.

Cripple Bastards - Nero In MetastasiCripple Bastards – Malato Terminale
Con oltre un quarto di secolo di attività la premiata ditta Cripple Bastards, esce con il sesto album in studio, dal titolo: Nero in metastasi, e continua a raccogliere i risultati di un lavoro instancabile, caparbio e ostinato, che li ha resi una delle certezze incrollabili della scena italiana e mondiale, del grind-core. I Cripple Bastards sono un gruppo che non concede nulla. Lo si intende già prestando attenzione ai titoli e alle loro copertine: rigorosi, severi, strazianti. Un gruppo che intimidisce, ma di cui ti puoi fidare. Chi li segue dagli esordi ormai lontani sa che le loro canzoni possono tagliare in profondità e fare anche molto male. Non c’è spazio per soluzioni facili o consolanti, men che meno per concessioni a quello che il “mercato” domanda o impone. Canzoni di sangue e carne, di tormenti e rimorsi, di ricordi e ossessioni. Tutto ciò espresso in un linguaggio talmente crudo da risultare persino rivoltante; raffiche di parole e suoni, incastonate nella migliore tradizione grind, hardcore, thrash e noise-core. In 18 tracce i Cripple Bastards sventagliano tutto il loro mondo narrativo, mostrando una coerenza inossidabile ma anche un’indubbia evoluzione del progetto, che non è rimasto cristallizzato in una forma che sarebbe ben presto venuta a noia, ma ha invece una sua organicità ben precisa.

Crosses - CrosseCrosses – The Epilogue
Crosses è il nuovo progetto di Chino Moreno dei Deftones, progetto in cui mescola il suo amore per la musica elettronica carica di synth con la sua tendenza a scrivere materiale molto scuro. Ascoltando i Crosses si capisce immediatamente che molte delle influenze arrivano dall’epoca della new wave (Depeche Mode e New order su tutti). Tastiere e arrangiamenti di livello a farla da padrone in ogni track con basso e chitarre ridotte spesso e volentieri solo ad un piacevole contorno, ma non c’e’ problema, perché il disco fila liscio così come è. Un album d’atmosfera che ispira intimità, sia psichica che fisica, che ci trasporta in una dimensione parallela.

Cynic - KindlyBentToFreeUsCynic – True Hallucination Speak
A sei anni dall’ultimo lavoro, arriva: “Kindly Bent To Free Us”, terzo album in studio dei Cynic. “Kindly Bent To Free Us” è un viaggio, quasi interstellare, con aperture celestiali verso nuovi mondi e orizzonti inesplorati. I Cynic sperimentano, facendolo con un gusto ed una maestria che non ha pari. Suoni curatissimi e arrangiamenti intricati, cangianti, ma, a loro modo, digeribilissimi sono il punto di forza di questa uscita. La marcia in più dei tre e di questo disco è che hanno prodotto un’orgia di vibrazioni, vorticosa e seducente, altalenata a intro, intermezzi o finali, su toni miti, a volte semplicemente dolci, a volte del tutto inquietanti.

duofourfootDuo de Twang – Man In The Box
Nuova avventura di Les Claypool, famosissimo bassista dei Primus, che conivolge in questo nuovo progetto, dal titolo Four Foot Shack, l’amico di sempre Bryan Kehoe. Senza dubbio siamo di fronte al lavoro più folk di Les, che tra folk classico americano, country e bluegrass ci regala alcuni inediti, rivisitazioni di vecchi suoi pezzi e cover interessanti. Suono molto spoglio ed essenziale, dove spadroneggia il basso di Les. Non c’è bisogno di essere un amante del country per godere del disco. Senza isterismi e sensazionalismi è prima di ogni cosa un disco divertente.

Kamchatka-The-Search-Goes-OnKamchatka – Somedays
Blues sporco e ruvido, dal gusto retro al limite dello stoner ecco cosa propongono da sempre i Kamchatka. “The Search Goes On” è un CD gradevole, caratterizzato dall’ispirato cantato di Thomas Andersson, dal gran lavoro di chitarra dello stesso Andersson e dalla batteria di Tobias Strandvik. I Kamchatka non sono mai particolarmente complessi, ma è proprio nella loro semplicità che risiede la bontà di una formula certamente classica ma altrettanto vincente.

luci-centrale-elettrica-costellazioniLe luci della centrale elettrica – I Destini Generali
E’ uscito il nuovo album di Vasco Brondi aka Le Luci della Centrale Elettrica. “Costellazioni”, il terzo album del cantautore ferrarese, è stato scritto insieme a Federico Dragogna dei Ministri con la collaborazione di Giorgio Canali vecchio mentore di Brondi. Vasco ha annunciato, con queste parole, il nuovo album: «Pensavo le luci della centrale elettrica come delle costellazioni, qualcosa che rischiari l’orizzonte e questi tempi. Pensavo alle canzoni come a delle storie luminose tenute assieme da un disegno geometrico e insensato, come succede alle stelle nelle costellazioni. Volevo più che altro che queste piccole storie provinciali e spaziali in qualche modo risplendessero».

nana-bang-space-is-a-cakeNana Bang! – Millionaire
Si definiscono “duo sciamanico” e sono leggeri e psichedelici senza essere monotoni o alienanti. I Nana Bang, sono tornati con un EP di cinque pezzi, dal titolo Space is a Cake. Dentro ci troviamo tanti suoni mescolati, fusi, una batteria che si ferma pochissimo, la voce che gioca e cambia su sé stessa. L’impressione è proprio quella di un live, sono freschi e sinceri come poco altro, si divertono e non stancano. Riescono a coinvolgere per tutti e cinque i pezzi; ora è da vedere se riusciranno a mantenere la stessa capacità di sembrare vivi anche su un minutaggio più esteso, ma c’è da scommettere che non deluderanno.

SV-TFTROTQOPSuzanne Vega – Crack In The Wall
A sette anni dall’ultimo disco di inediti ed a tredici dal penultimo, Suzanne Vega torna sulle scene con questo Tales from the realm of the queen of pentacles. Che dire, un bel disco, struggente, severo. Suzanne Vega si svela, si concede, parla di se e lo fa come sa. Si rimane con la sensazione di trovarsi di fronte a un disco fuori dal tempo, o lontano dai nostri, che regala quello che un disco dovrebbe regalare: autenticita’, passione, musica.

thefleshtones-wheeloftalentThe Fleshtones – It Is As It Was
Non sono più dei ragazzini, ma i Fleshtones hanno un’energia, una vitalità e una forza di volontà da far invidia a qualsiasi band di ventenni. Chissà se l’inquilino che ha dimenticato i suoi strumenti musicali in una camera nel Queens, a New York, nel lontano 1975, avrebbe mai pensato di contribuire a creare una delle band rock più influenti degli ultimi 30 anni! E’ così infatti che è iniziata l’avventura dei Fleshtones: quando Keith Streng e Jan Pakulski hanno trovato questi oggetti nella camera ed hanno deciso di formare un band. In breve tempo divennero famosi nella zona, creandosi una piccola schiera di fans, fino a quando nel 1976 suonarono nel mitico CBGB’s. Il loro sound è più unico che raro, prendono tutto ciò che è rock, dal rockabilly al surf, dal garage all’horror, creando una amalgama perfetta. E’ da poco uscito il loro ultimo lavoro dal titolo Wheel Of Talent, e proprio dall’ultimo album ci andiamo ad ascoltare il brano It Is As It Was

Zen_Circus_CanzoniControNaturaZen Circus – Viva
Gli Zen sono degli osservatori di questa società, sono dei menestrelli beffardi che con lucidità attraverso la loro musica si ribellano parlando di quello che succede intorno a nostri occhi. Dalla cultura, alla politica fino alla fede.  Gli Zen Circus sono così o li ami o li odi. Una band che non scende a compromessi, loro sono così, diretti, schietti. E questa è anche la loro musica. E’ Uscito: Canzoni Contro La Natura, ottavo lavoro per la band pisana, disco Zen Circus al 100%, con la loro tipica impronta anarco-folck-cantautoriale.

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3 commenti »

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