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heavy rotation – maggio 2014

12 maggio 2014 | milingo 5 commenti stampa stampa
 

1000-degrees-back-to-a-new-way1000 Degrees – Back To A New Way
Secondo disco per i 1000 Degrees, diventati in pochissimo tempo una vera e propria band di culto per il panorama punk/hc internazionale. Dopo svariati tour in Russia ed Europa il combo genovese si è conquistato il favore della critica e  del pubblico. Con “Back to a new way” la band si presenta in grandissima forma, non la manda a dire e da’ dimostrazione di saper comporre con estrema tecnica ma senza mai risultare pesante e fuori luogo dimostrando di avere un gusto senza eguali. Potenti, diretti e compatti gli 1000 Degrees sono pronti per un nuovo passo in avanti. Una grande band ed un grande disco.

ANTEMASQUEAntemasque – 4AM
Guardi gli Antemasque e subito ti verrebbe da dire “sono i Mars Volta!” Fuochino. La band è composta da 3/4 di quel combo ovvero Cedric Bixler Zavala alla voce, Omar Rodríguez-López dietro la chitarra e Dave Elitch a pestare le pelli, mentre al basso troviamo un instancabile Flea che, nonostante gli impegni con RHCP e Atoms For Peace, è riuscito a trovare il tempo per raggiungere in sala di registrazione gli altri tre musicisti per dare vita a questo nuovo e interessante combo. La band gioca con un rock dichiaratamente cervellotico, vicino alla decade 70, senza però risultare troppo complicato, la tecnica c’è ma non è così ostentata come in precedenza. C’è una ricerca della melodia quasi pop, soprattutto nella voce di Zavala, che rende la band più malleabile rispetto ai defunti Mars Volta.

black-label-societyBlack Label Society – Believe
Zakk Wilde mette a segno l’ennesimo bel colpo regalandoci, con la decima fatica in studio dei suoi Black Label Society, un gran disco di hard rock sanguigno e genuino. “Catacombs Of The Black Vatican” si compone infatti di 11 tracce calde e avvolgenti, ma allo stesso tempo pervase da un senso di malinconica, caratteristica tipica del più puro stile southern. Il fatto che, dopo tanti anni di carriera e numerose release, Zakk Wilde e soci siano riusciti a sfornare un disco così fresco e ispirato è davvero sorprendente. “Catacombs Of The Black Vatican” si colloca infatti di diritto tra i migliori capitoli dei Black Label Society, un album che parte da tutto ciò che era stato finora realizzato dalla band per portarlo ad un livello ancora superiore.

Deltametrina-Oltre-lo-schermoDeltametrina – Vivisezione
Il Punk rock Italiano continua a produrre e a vivere grazie a band che ci credono e che vivono per questa musica. I Deltametrina sono una di quelle band e con “Oltre lo schermo” il loro primo album ufficiale, dopo un primo lavoro autoprodotto, ci regalano 10 bombe di sano punk rock all’italiana. Il combo padovano capitanato da Davide alla voce e basso, Luca alla batteria e Alberto alla Chitarra tratta tematiche che spaziano dall’abuso della rete alla vivisezione, passando attraverso critiche sociali e ben delineate e decise. Attaccano e criticano ciò che in questo mondo non funziona, cose che tutti conosciamo a menadito ma che alla fine non cambiano mai! Una band che ama quello che fa, sa suonare egregiamente e non pretende di imporci nulla ma vuole proporci la propria personalissima interpretazione del mondo su giri e tempi.

Ex-Otago In capo al mondoEx-Otago – Foglie al vento
E’ uscito da poco In Capo Al Mondo, il nuovo album degli Ex-Otago, band che nonostante le innumerevoli qualità non ha mai sfondato per davvero. In Capo Al Mondo è un disco molto maturo dal punto di vista musicale. Tutti i pezzi sono ben arrangiati. L’originalità, ancora una volta, è ampiamente garantita. Ed i brani hanno un comune denominatore: i testi, infatti i pezzi degli Ex-Otago possono essere nostalgici, ottimisti, onirici o incomprensibili, ma sono sempre intimi. E un’atmosfera carica di intimità è quella che circonda tutto il nuovo album. Quest’album, nonostante l’uscita di Pernazza, rappresenta la piena espressione di una band e del suo modo di fare musica. Una maturità che si percepisce già dopo un paio di ascolti.

fu_manchu_gigantoidFu Manchu – Anxiety Reducer
E’ uscito “Gigantoid” il nuovo album dei californiani Fu Manchu. Girano da più di vent’anni, sono tra quelli che hanno contribuito a definire il genere stoner, sono patiti di vecchi film on the road e robot giganti. Gigantoid ha un titolo splendido ed una copertina stupenda. In questo lavoro, i Fu Manchu, continuano il loro percorso, uno stoner/rock immediato, squadrato, senza troppe seghe mentali. Le dieci tracce non presentano cedimenti di sorta, sia dal punto di vista della produzione, sia da quello dell’ispirazione. La devozione verso l’essenza del rock’n’roll nella sua declinazione più sanguigna, tipica delle decadi passate, sembra addirittura aumentata col trascorrere del tempo; brani costantemente incendiati da chitarre dirompenti, sorretti da un’amplificazione frastornante e da ritmiche indemoniate, assetati dalla consueta arsura desertica.

monaci-del-surf-monaci-del-surf-iiI monaci del surf – Que viva la fiesta
I mistici luchadores mascherati tornano per predicare la religione del surf n roll a suon di riff e trascinanti rullate, condividendo con noi il segreto del loro inconfondibile sound nel nuovo capitolo discografico firmato INRI e titolato rigorosamente MONACI DEL SURF II, con distribuzione Believe. Il singolo “Que viva la fiesta”, è solo uno dei 15 brani della ricca selezione del volume MONACI DEL SURF II, pezzi con un forte impatto nei nostri ricordi che non faremo fatica a riconoscere e ballare. Si va dalla cover de “Il pranzo è servito” alla musichetta del Tetris, per finire con “STADIUM”, la sigla della Domenica Sprint quella di viva viva il goleado. Ma non finisce qui: quella dei MONACI DEL SURF è una rinascita che passa anche attraverso il look, dove sarà l’abito a fare il monaco. Il Cobra, Il Tigre, Il Panda e il Toro grazie alle nuove maschere e ai nuovi kimono personalizzati sprigioneranno la loro energia nelle numerose tappe del tour, con uno spettacolo degno del migliore entertainment d’oltreoceano con giochi di luce, scenografie possenti e coloratissime mascotte alate.

moostroo_moostrooMoostroo – Silvano Pistola
I Moostroo sono nudi, crudi, grezzi ma curati. Esplodono e si trascinano, sembrano scarnissimi (la batteria è lì ma sembra intervenga il meno possibile, il basso è a due corde, che per cullare tutto non ne servon di più) ma non si saprebbe cosa aggiungere, non manca nulla. Testi talmente poco rincuoranti che aderiscono fin troppo alla realtà, cuciti su melodie che han ben poco di spensierato. Debutto eccezionale per i Moostroo che prendono i fronzoli e li allontanano il più possibile, si auto producono senza la velleità di suonare puliti, ci buttano una grinta e una voglia di suonare che va oltre le magie della post produzione troppo curata. Riescono a trasmettere tutto ciò che vogliono, non saranno per tutti, ma chi riesce a capire cosa annidano dietro tutta quella realtà raccontata nella sua sfaccettatura più miserabile ha fatto un bel colpo davvero.

Off-Wasted-YearsOff! – Hypnotized
Il mitico Keith Morris e i suoi Off! sono tornati con un nuovo album, a due anni di distanza dalla scossa tellurica causata del disco omonimo. I quattro californiani ci deliziano con 16 nuove canzoni di puro hardcore old school in 23 minuti, come solo loro sanno fare. Ma, del resto, con cotanto background sulle spalle non ci si poteva attendere che una nuova raffica di proiettili micidiali. Nella musica degli Off! c’è spazio solo per l’hardcore punk californiano come si suonava una volta e la continuità con quel periodo storico è assicurata oltre che dai componenti della band, ovviamente, anche dall’artwork che, come sempre, è affidato al grande Raymond Pettibon già autore delle copertine dei Black Flag.

the-divinos-the-divino-codeThe Divinos – The Divino Code
La musica dei The Divinos irrompe con tutta la sua energia attraverso le casse del nostro stereo, come se fossimo davanti a un musical sui gangster. Max Russo, leader e fondatore del gruppo, stupisce ancora una volta tutti con una prova compositiva incredibilmente efficente, che porta a un songwriting vario, riuscito ed ispirato, che combina assieme cinema, musical, opera e rock attraverso l’elettronica, il rock e tanta, tantissima, creatività. Una varietà pazzesca di suond e di stili che porta, mantenendo comunque sempre una precisa identità d’insieme, a un disco variopinto e totalmente imprevedibile.

wolfmother-new-crownWolfmother – New Crown
E’ uscito a sorpresa “New Crown”, inatteso album degli Wolfmother. New Crown è un lavoro discreto ma che non sorprende né fa sobbalzare sulla sedia: certo, fa felice, chi come noi è amante delle sonorità hard rock vintage, ma nulla aggiunge alla discografia degli Wolfmother. Mancano, i guizzi che avevano contraddistinto gli esordi della band austaliana, e così anche se il sound rimane riconoscibile, sono pochi gli episodi da ricordare davvero. Un compito svolto in maniera sufficiente e che regala alcuni sprazzi di buona musica, ma che dà la sensazione di essere stato in qualche maniera affrettato.

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5 commenti »

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    5) Wood blocks should be made that will be used to prop up furniture while it is drying.
    Mexico is the land of swaying palms and tropical breezes.

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