da cosenza a rosarno – primo maggio di lotta
Circa duecento tra precari e migranti di Cosenza hanno preso parte alla manifestazione del primo maggio a Rosarno per portare in piazza una voce fuori dal coro. Studenti dell’Unical, rifugiati politici, rom e precari del movimento cosentino, hanno sfilato per le vie della città indossando una maschera bianca, simbolo dell’invisibilità delle loro condizioni, non adeguatamente rappresentate dai sindacati confederati,che, lo ricordiamo, nei tragici giorni della caccia al nero, si sono resi anch’essi latitanti.I precari e i migranti cosentini sono riusciti a guadagnare il palco e a conquistare il diritto di parola nonostante la rigida scaletta degli interventi previsti.
A seguire il comunicato di cui è stata data lettura dal palco.
Diritti, Reddito, Solidarietà. Primo maggio a Rosarno
La crisi colpisce duro, la crisi colpisce tutti: donne e uomini, italiani e migranti!
Eppure per rispondere alla crisi, il governo produce e impone differenze.
È la logica del razzismo istituzionale: la legge Bossi/Fini e il pacchetto sicurezza inseguono il sogno di una forza lavoro usa e getta. Tra i lavoratori, i precari con contratto a termine e senza garanzie, i migranti vivono una doppia precarietà, sanno che il permesso di soggiorno non sarà rinnovato, la clandestinità è una minaccia più vicina, l’espulsione una possibilità sempre presente.
Ma la crisi mostra spietatamente che lo sfruttamento non conosce differenze, perché la precarietà è una condizione esistenziale che minaccia le vite di tutti. La sicurezza che vogliamo si chiama Reddito sociale, diritti nel lavoro e oltre il lavoro, cittadinanza per i migranti, diritto alla casa, scuola e sanità pubbliche e di qualità, trasporti gratuiti, conoscenza e formazione libere e condivise, tutela della salute sui luoghi di lavoro.
Non vogliamo più pagare il costo di una crisi che maschera gli interessi di un’economia di guerra che produce morte, esodi di massa, distruzione dell’ambiente, impoverimento umano.
Non vogliamo più sottostare ad un sistema economico e produttivo che costringe migliaia di migranti alla schiavitù e a condizioni di vita inaccettabili, così come è successo a Rosarno, dove alla ribellione legittima di un’umanità oppressa è seguita una vera e propria deportazione istituzionale.
Per contrastare la precarizzazione del lavoro e della vita occorre guardare la società da un punta di vista alternativo a quello dell’impresa, del mercato e della competitività. Occorre pensare e rivendicare un’altra società, senza lo sfruttamento della persona e dell’ambiente, senza l’oppressione sessuale, senza la discriminazione.
Occorre pensare ad un nuovo mondo possibile attraverso la riapertura dal basso del perimetro dei diritti.
Perché i diritti si costruiscono nella ritmica di un’insorgenza che ci vede uniti, precari e migranti, nella loro rivendicazione quotidiana.
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Enza Papa racconta il primo maggio dei “cosentini” a Rosarno
ascolta:




sempre le stesse cose. maschere bianche, invisibili …ma un pò di originalità no. e per fortuna che alcuni dai microfoni della radio avevano lanciato un flash-mob a sorpresa. complimenti bella sorpresa
zzzZZzz ZzzZZzZZZzzZZ ZzzzzZZZz zzZZzZZz ZZzzZZzzz
zzzZZzzZzZz ZZzzZzzzZzzz
Aldilà della solita maschera bianca che di per sè non fa oramai nessun effetto, il problema è un altro e cioè il fatto che i sindacati si siano anadati a lavarsi la faccia a rosarno dopo la loro completa assenza durante la guerriglia di qualche mese fa. sono gli stessi che non hanno mai denunciato le condizioni di sfruttamento dei migranti e che soprattutto sapevano e hanno sempre voluto mantenere la situazione com’era. i migranti a rosarno hanno pagato la collusione mafia-politico-sindacale. la rivolta migrante come tanti hanno detto è stato un segno importante su cui tutti dovevamo ragionare per rilanciare un percorso di riappropriazione di diritti contro lo sfruttamento. mi sembra allucinante che si sia deciso di andare a rosarno a manifestare ingrossando le fila del sindacato, facendo la pagliacciata delle maschere e strappare l’intervento che si poteva pure evitare. fino a quando non saremo noi (movimento) a impostare i percorsi di lotta, possiamo andare a tutte le manifestazioni che vogliamo a contestare ma nn costruiremo niente, bisogna rilanciare percorsi di movimento no attaccarsi alla cgil che ora è in piazza e domani non sai se ti ha venduto.
storicamente i sindacati sono andati sempre dietro le istanze del movimento che anticipava teorie e pratiche saremo anche in crisi ma perdere tempo così. saluti a tutti.
Una giornata di lotta che studenti, disoccupati, rifugiati, rom e singoli cittadini hanno condiviso insieme, dal basso, senza svendere le proprie idee e le proprie battaglie quotidiane e concrete al sindacato, rafforzando relazioni umane sempre più a rischio in un’era virtuale fatta di individualismo sfrenato in cui anche tanti compagni e compagne sembrano essere scivolati senza ritorno!
io preferisco stare tra la gente, conoscere le ragioni degli altri, confrontarmi con le persone….stare in piazza, senza la paranoia di dover ingrossare le fila di nessuno…semplicemente, meglio essere stati a Rosarno che essere abbrutiti davanti ad un monitor…o pontificare in solitudine cosa sia, una volta ancora, più rivoluzionario fare…Io il compagnometro non lo uso da tempo! Credo invece che solo
mettendoci la faccia e l’impegno costante e concreto nelle cose si potrà non semplicemente criticare il sistema ma provare a cambiarlo, come diceva un tale….ma su questo mi pare ben pochi ci perdono il proprio tempo!
una giornata di lotta? senza svendere cosa? non parlate di storie che non vi appartengono! gente come te si è già svenduta molte volte. fatevi una tessera di qualcosa e finitela di ingrossare la città di retorica e qualunquismo che di certo non mancano.
Io sono uno di quelli che, (e siamo in tanti), a malincuore afferma che il movimento sia finito a Genova. Un movimento che continua a sbagliare in maniera imbarazzante. L’ultimo sbaglio é stato fatto a P.zza Navona, dove una buona fetta di “antagonisti” (antagonisti di chi!? se non ci sono protagonisti…), credendo di avere il monopoliio della manifestazione, ha sentito il dovere morale di picchiare i fasci, questo enorme sbaglio ha fatto passare questi ultimi come i “buoni” agli nocchi dei più. Un movimeto che manca non solo di idee, come si evince dall’azione di Rosarno, ma sopratutto di organizzazione, ed é proprio questo il punto focale. Un organo senza un minimo di organizzazione é destinato a fallire miseramente e ciò é quello che é accaduto a livello nazionale. La conseguenza di tutto questo, stà nel fatto che i ragazzi si allontanano, da una sinistra ormai vecchia e rachitica, porgendo l’orecchio ad altre entità, ciò fa si che questa vecchia, pianga su se stessa, additando chiunque piuttosto che prendersi la colpa. Credo bisogni prima di tutto, rinnovare le persone, che che non abbiano formazioni di scuole di partito, rinnovare la terminologia, eliminando frasi come “politica dal basso”; purtroppo bisogna essere un tantino più in alto, per cambiare le cose, se davvero si ha intenzione di cambiarle, altrimenti andiamo dove ci pare, “mettendoci la faccia” e portando a casa un’altra medaglietta.
Prima di decidere se e come andare a Rosarno ci sono stati vari incontri, pubblici, aperti a tutti/e, duranti i quali sono state fatte analisi e valutazioni che ci hanno portati a scegliere di esserci comunque… sarebbe stato utile e interessante porre in quella sede perplessità e contributi in grado di arricchire il terreno del dibattito, e non in un’area virtuale,dove non c’è possibilità di confrontarsi guardandosi negli occhi e scambiare opinioni nel rispetto reciproco delle rispettive visioni…Detto ciò concordo sul fatto che ci sia bisogno di rinnovarsi, non credo, invece, che bisogna essere “un tantino più in alto” per cambiare le cose, semmai diventare sempre più numerosi e consapevoli, soprattutto del difficilissimo momento storico in cui viviamo…la verità in tasca non ce l’ha nessuno….PER FORTUNA!
Capisco anche chi,forte del suo anonimato, non avendo proposte ed argomentazioni politiche, non può che scadere sul terreno dell’insulto, …metterci la faccia non è da tutti/e!
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ha ragione chi vi consiglia di farvi una tessera!!!
Aney: È stato un errore cacciare i fascisti da piazza Navona dopo che avevano aggredito gli studenti medi? Ma per piacere… vedo che non hai idea di come sono andate le cose quel giorno eppure blateri di “Movimento”…
facile interessarsi dei problemi dei poveri migranti dietro compenso…il vero movimento, ridotto ai minimi termini grazie a gente come te, si muove per ideali non per denari…e quelli non hanno prezzo!
Ho un problema: abito vicino ad un terreno dove razzola del pollame, e la notte non riesco a dormire…perchè il “movimento” fa ridere i polli, aiutatemi.
Scherzi a parte, ognuno ha le proprie opinioni, non credi serraspiga? comunque se vuoi parlare di questo, ne possiamo parlare tranquillamente, magari apri una discussione a riguardo…
P.S.
Io comunque un pò di verità in tasca me la trovo, se vi serve….;)
http://www.youtube.com/watch?v=Evz49ygtOew
la verità è che in questa città non c’è rimasto niente, continuate a scornavi su questo muro, e vi cacciate le frustrazioni. e la cosa bella è che la ciroma si vanta di tutte ste discussioni sul sito…era meglio se apriva na bettola se questo era il fine.
beccatevi questa:
http://www.youtube.com/watch?v=HweU-Nc__HE
Scusa “caramelle”, chi si vanta di cosa? sii chiaro: tutta la Ciroma? uno in particolare? e tu? di quale delle 100 aggregazioni di sinistra fai parte? sono costretto a ri-dedicarti il video che hai postato!
http://www.youtube.com/watch?v=SOyRm4a7j-I
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