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car@ amic@, compagn@, fratello o sorella che ami la città, la cultura, la lettura

5 giugno 2010 | Appunti di Sopravvivenza 17 commenti stampa stampa
 

car@ amic@, compagn@, fratello o sorella
che ami la città, la cultura, la lettura

l’associazione Coessenza e radio Ciroma stanno realizzando a piazzetta Toscano, in Cosenza Vecchia, un centro di documentazione che si vorrebbe dedicare alla figura del compianto poeta cosentino Raffaele De Luca.
Vorremmo allestire una videoteca/biblioteca a consultazione libera. Nel medesimo luogo organizzeremo incontri tematici con artisti del centro storico e del resto della Calabria.
Possiamo già contare su un primo nucleo di libri gentilmente donati dal fratello di Raffaele De Luca.
Ti chiediamo se sei disponibile a contribuire alla nascita di questo nuovo importante presidio culturale, donando uno o più libri.

per contatti:

tobbia@tin.it
stefytropea@yahoo.it
radio Ciroma 0984 28250

grazie

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Per un luogo di documentazione interattivo
Piazzetta Toscano non è solo luogo simbolico di degrado e deturpazione del paesaggio urbano. In essa, la storia ha inciso i propri graffiti tridimensionali, adoperando una scrittura ipertestuale. Non c’è una sistemazione sequenziale di ruderi e vestigia delle diverse epoche. Si intrecciano mura antiche, arcate tardomedievali, piani e livelli di una stratificazione involontaria, eppure dotata di un equilibrio proprio, in una sovrapposizione di stili, tecniche e necessità abitative. È un groviglio di tracce dei flussi umani sedimentatisi nei secoli, un luogo storicamente fruibile per necessità, passaggio, avvicendamento.
I siti deputati alla cultura, che nell’odierno centro storico sono fioriti a partire dell’età moderna, e nel periodo contemporaneo recente si sono affastellati lungo l’asse dell’antica via dei mercanti, non godono della medesima potenziale fruibilità. Sono luoghi privi di vitalità, confinati in una dimensione museale, distanti da qualsiasi vocazione interattiva. Non è solo un problema di domanda ed offerta culturale. È una regressione civile, testimoniante il generale distacco dalla sfera comune della conoscenza. È una relazione che va spegnendosi, così come scema la partecipazione alla vita pubblica e si abbandona il rapporto con le montagne e i fiumi che poi franano ed esondano. Del resto, perché meravigliarsi? Le relazioni sociali sono sempre più incorniciate in contenitori telematici che, oggettivizzando il soggetto comunicante, evocano più l’ellenistico Regno dei Morti che i paradisi artificiali trasudati dalla letteratura cyberpunk sin della fine del secolo scorso.
La cittadinanza, sia essa colta o ascrivibile ad un basso livello di scolarità, non abita più le piazze e nemmeno i propri musei, i teatri, le biblioteche. È il caso della Biblioteca Nazionale e della Civica, come della Casa delle Culture. Sono siti sospesi tra le difficoltà amministrative, le beghe partitiche e la staticità impiegatizia. Affogano nel disinteresse. Aspettano un’utenza che non arriverà mai, perché non sono né attrattivi né votati all’espansione. I pochi frequentatori rimasti, appaiono riconducibili alla sfera degli addetti ai lavori.
A Cosenza Vecchia, una delle possibili risposte a questo svuotamento di senso e prospettive, può essere rappresentata da un’azione condivisa da diverse realtà associative, in uno dei luoghi abbandonati a se stessi: piazzetta Toscano, in particolare nella sede dell’ex Centro d’Informazione Turistica. Anzitutto, perché in questa città non si può continuare a tollerare che gli spazi pubblici siano assegnati in nome di nuove e vecchie “amicizie”, mentre ci sono associazioni che combattono con edifici fatiscenti, amianto, topi e denunce, pur di portare avanti concrete attività sociali e culturali.
L’ex CIT non dovrebbe divenire uno spazio unidimensionale, in cui tecnici ed esperti delle arti si asserraglino a presidio di qualche nuova, drammatica, isola di residualità da difendere. Al contrario, un luogo di sperimentazione in cui privilegiare la libera espressione, lo studio, l’ascolto, l’approfondimento su temi specifici, un rinnovato protagonismo dei soggetti attivi, che nel quartiere non mancano.
La Coessenza propone che questi locali siano, in forma transitoria, anche – ma non solo – la sede del Centro di Documentazione “Raffaele De Luca”, in cui realizzare un archivio di libri, consultabile liberamente. L’aggettivo “transitoria” non semini confusione. L’ex CIT sarebbe infatti un network, quindi un luogo che potrebbe assumere forme, nomi e funzionalità ipertestuali, mai sequenziali, proprio come piazzetta Toscano.
Nei giorni in cui vi opererebbe la Coessenza, esso ospiterebbe laboratori di lettura ed ascolto, nonché incontri tematici, come già facciamo da tre anni in forma nomade. Si configurerebbe come la sede ideale di una sorta di racconto corale, agito da singole esperienze; una forma di editoria aperta ed in divenire.
Inoltre, potrebbe ospitare la redazione di Tam Tam e Segnali di Fumo, qualora la comunità curvaiola che lo ha pubblicato negli ultimi 22 anni, decidesse nel corso della prossima estate di continuare, a partire da settembre, a mantenere viva questa esperienza conosciuta ormai in tutta Europa per i contenuti antirazzisti veicolati negli stadi di calcio.
Cosenza, Sabato 15 maggio
la Coessenza
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La lettera della Ciroma al Municipio di Cosenza
Associazione culturale CIROMA
Al  Signor Assessore al Turismoe,
p.c., al Signor SindacoComune di Cosenza

LORO SEDI

Gentile Assessore ,
come si evince dall’allegato, gia’ nell’Ottobre 2005 l’Associazione Culturale Ciroma aveva presentato richiesta di concessione d’uso dei locali poi adibiti a Centro Informazioni Turistiche siti in Piazzetta Toscano. A distanza di anni tocca precisare che l’Associazione Ciroma ha autonomamente valorizzato la piazza restituendola alla socialita’ dei cittadini. Infatti nel periodo estivo 2003, piazzetta Toscano è stata Piazza delle Eresie; in quello del  2004 è stata Piazza delle Produzioni Indipendenti, nei mesi di aprile, maggio e giugno del 2005 è stata Piazza delle Riconoscenze, nel 2007 Piazza delle Officine Creative, fino ad arrivare al periodo più recente di  maggio-giugno 2009  quando è stata la piazza di CTRL-ALT-CANC: riavvia il Sistema. Ed è gia’ in fase di avanzata preparazione la stagione 2010. Durante gli inverni le arcate della piazza sono stati gli ARCHE’, luoghi di visioni cinematografiche collettive, di ascolto e produzione musicale.  Serate di ebbrezza,  notti di teatro, video, cortometraggi, musica, danza, poesia, discussioni, feste, comunicazione, radio,  durante le quali si è manifestato lo spirito creativo e libero dei giovani calabresi,  di chi si è messo all’opera e di chi ha voluto partecipare, di chi ha condiviso e non solo consumato. Tutto questo a costo zero per l’amministrazione comunale e ad esclusivo vantaggio dell’intera cittadinanza. Si segnala ciò sia perché riteniamo necessario e giusto riconoscere l’opera di valorizzazione ed uso sociale della piazza già avviata da Ciroma, sia per individuare le forme più appropriate per continuare in tale direzione, tenendo conto che l’esperienza ormai consolidata rappresenta un buon punto di inizio per un percorso di restituzione della piazza all’uso sociale.
Apprezzando la Sua disponibilita’ dichiariamo che:

1.È responsabile intenzione di Ciroma mettere sotto tutela l’intera area e in particolare i locali ex-Centro Turistico.

2.È scelta consapevole di Ciroma, in eventuale collaborazione con il suo Assessorato, avviare un percorso comune ai cittadini, alle associazioni culturali e di promozione sociale e a quanti comunque interessati che porti alla valorizzazione del luogo.

Nel frattempo richiediamo formalmente, dopo la gia’ citata richiesta del 23 ottobre 2005, che la Giunta Municipale conceda l’uso dei locali  ex-Centro Turistico, anche temporaneamente, all’Associazione Culturale Ciroma. A solo titolo esemplificativo, riportiamo alcune attivita’ che da subito potrebbero restituire lo spazio in questione all’uso e alla fruibilita’ della citta’:
In diaspora: la diaspora è un movimento sociale, una pratica politica, un’idea di cittadinanza cosmopolita e non esclusiva. Essa indica l’attitudine a fare comunita’ al di la’ e attraverso i confini geografici, giuridici e sociali imposti dal capitale. Attraverso questa manifestazione si vuole innanzitutto  riflettere con coloro che , individualmente o collettivamente, hanno tenuto viva un’idea, quella, cioè, di seguire le proprie inclinazioni, di dare corpo alle proprie intuizioni, di costituirsi, di fare comunanza. In diaspora sono momenti di incontro con le associazioni e le realtà attive nel centro storico, con cadenza fissa, allo scopo di creare un laboratorio permanente di discussione, monitoraggio, elaborazione sullo stato del centro storico cosentino e sulla citta’, sulle possibilità di valorizzazione del patrimonio e dei servizi alla cittadinanza. In diaspora sara’ anche calendario di incontri con artisti e associazioni che hanno fatto esperienza di diaspora ( Alfredo Pirri, Alfredo Granata, Derive&Approdi, Coessenza,ToniCorti, Gruppo Casa delle Culture)  da realizzare nelle piazze della città vecchia per capire dove o come si possa intervenire, a partire da noi e da quello che ci piace fare e immaginarne le ricadute sociali e culturale nella citta’ tutta e in  Ed inoltre:Corsi di formazione e autoformazione politica.Corsi di lingua e letteratura (Inglese-francese-arabo)Corsi di sviluppo delle competenze multimediali ( in particolare radiofoniche)Sala Navigazione InternetBiblioteca ed emeroteca, Centro di documentazione.
Auspichiamo che altre associazioni condividano con noi l’idea di trasformare l’intera piazzetta Toscano in una sorta di Piazza delle Officine Creative, rimanendo inteso l’impegno che tutti gli spazi e la piazza intera siano un luogo comune del quartiere e della città.

dalla   Ciroma
Cosenza, 10 maggio 2010

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le puntate precedenti…

Sabato pomeriggio (8 maggio 2010) diverse associazioni e singoli cittadini e cittadine della città di Cosenza hanno risposto all’invito di Radio Ciroma incontrandosi a P.zza Toscano, per discutere insieme dello stato di incuria e degli episodi di condannabile devastazione nei confronti di beni pubblici di  interesse storico/artistico che stanno attraversando da troppo tempo ormai la città vecchia e in particolare proprio P.zza Toscano. A seguito di una partecipata discussione i presenti hanno deciso di mettere sotto tutela l’ex Centro di Informazione Turistica situato a Piazza Toscano, con l’obiettivo di  porre freno al degrado e all’abbandono istituzionale di un importante luogo culturale della città di Cosenza.

OMNIA SUNT COMMUNIA

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CLICCA QUI PER VEDERE LA GALLERIA FOTOGRAFICA

<<Cosenza, Piazzetta Toscano: si fa schifu aru cazzu, na  pigliamu aru culu, così dice il brocardo di uno spot che si sente ogni tanto per le frequenze dei 105.7 f.m, con sottofondo d’arpa dell’Intervallo. A ragion veduta, infatti la piazza ubicata nel centro storico sotto la sede di Radio Ciroma presenta delle criticità, come hanno attestato le iniziative degli anni passato organizzate dalla radio, “le disinaugurazioni”, di una piazza che presenta pannelli rotti da mesi a dimostrazione delle intemperanze dei cittadini, ma anche della mancanza di attenzione istituzionale per quel luogo, il centro storico, la cultura in generale>>. Se ricordate bene questo è l’inizio di un articolo/intervista comparso sul vecchio sito della radio, noi volutamente siamo andati a riprenderlo perchè crediamo che ad oggi ci sia da aggiungere solo la cronaca della notte scorsa, quando nell’abbandono e nella non cura più totale da parte di istituzioni e non solo, ignoti hanno dato alle fiamme un arco della piazza.

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Francesco Febbraio racconta quanto accaduto a piazza Toscano

ascolta:  

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Le considerazioni di Emilio Pellegrino

ascolta:  

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Le considerazioni di Marcello Gallo

ascolta:  

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Le considerazioni di Andrea De Bonis

ascolta:  

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Marcello Gallo fa alcune precisazioni sugli spunti di riflessione lanciati da Andrea

ascolta:  

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L’assessore Lopez ai microfoni di Radio Ciroma su piazza Toscano e centro storico

ascolta:  

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Le considerazioni dell’assessore Ambroggio

ascolta:  

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17 commenti »

  • Borghetti il 5 maggio 2010 alle 17:38 ha scritto:

    Riporto una frase scritta in un’altra discussione: di questa città non frega niente a nessuno, a cominciare dai cittadini.
    Consentitemi una citazione ALTA: Cosenza siete e Cosenza resterete

  • ripresa il 5 maggio 2010 alle 18:33 ha scritto:

    Al degrado della città voluto da questo sindaco con la normalizzazione e svendita dei beni comuni bisogna rilanciare il senso comune e la volontà di tutelare i nostri beni.

  • canzoniere il 6 maggio 2010 alle 07:43 ha scritto:

    http://www.youtube.com/watch?v=U88KuWxayLg&feature=fvst

  • scioffato il 6 maggio 2010 alle 08:53 ha scritto:

    http://www.youtube.com/watch?v=uV0tbobOp5c

  • Gianluca il 6 maggio 2010 alle 12:35 ha scritto:

    La prima volta il comune ha messo in sicurezza la piazza, poi per sollecitazione di Ciroma, il comune ha aggiustato il pavimento ritto, poi ha pulito gli scavi, ora però basta.
    Voglio dire; non é che, se mio figlio rompe lo stesso giocattolo 1000 volte, io glielo ricompro sempre. Magari gli spiego che, per me ci vuole tempo e sopratutto denaro per ricomprarlo, ma se non lo capisce, rimane senza gioco.

  • Amadis il 6 maggio 2010 alle 16:54 ha scritto:

    Gianlù ma che dici? che vuol dire adesso basta? chi amministra questa città non ha alcuna capacità ne di farla progredire ne di conservare e tutelare i suoi tesori.. perchè non ammettono che non sanno cosa fare e se ne vanno? da parte nostra invece, perchè nessuno va e gli spacca il culo? (politicamente parlando eheheheh)

  • Gianluca il 6 maggio 2010 alle 18:59 ha scritto:

    Ciao Amadis.
    Sono daccordo con te, quando dici che questa amministrazione comunale, non ha le capacità per mandare avanti la città, ma il mio sfogo é nato proprio perchè, nonostante gli stenti, in passato quella piazza, come poche altre cose in città, é stata aggiustata (mi vengono in mente i vetri rotti del pavimento) ed é stata poi ri-distrutta, mica da me, te o dal comune stesso. Io non sono bravo a fare politica, lascio questo a chi ne sa più di me, ma é evidente che in città molte persone se ne fregano del luogo in cui stanno e degli altri abitanti, c’é una inciviltà che fa spavento. Concludo chiedendoti, come fai a far progredire e tutelare una città, se poi sono i cittadini stessi a rovinarla?

  • Global il 7 maggio 2010 alle 18:54 ha scritto:

    Ma dove é scritto che uno di sinistra, deve PER FORZA dire cose di sinistra?

  • massimo D'alema il 8 maggio 2010 alle 20:07 ha scritto:

    infatti hai ragione, dovresti fare il ragionamento al contrario. se uno dice cose di sinistra è di sinistra se uno dice cose di destra è di destra. E non che uno assume una parte politica a prescindere da quello che dice e che fa!

  • Global il 9 maggio 2010 alle 11:50 ha scritto:

    Troppo ovvio, Massimì, troppo ovvio… secondo me il discorso é un pò più complesso di come sembra. Quello che dici, capita nella maggior parte dei casi, ed é riduttivo, come é riduttivo il discorso, che se si brucia un cassonetto in citta, é colpa del Comune (che ha sicuramente le sue colpe). La sinistra dovrebbe guardare “oltre” e non ristagnarein queste ovvietà. Per esempio, tu come la leggi la frase, (che ho letto da qualche parte su questo sito): “ne rossi ne neri, ma liberi pensieri”? sappiamo tutti da chi é stata coniata, ma a te, personalmente, cosa ti comunica?

  • Alessandro Sallusti il 9 maggio 2010 alle 14:57 ha scritto:

    Balla coerenza, la sinistra andrà avanti… questa estate gita in barca? vero “compagni”???

  • yena il 9 maggio 2010 alle 18:41 ha scritto:

    Sallustri, credo che tutti abbiano colto il tuo riferimento alla barca di Dalema, allora si potrebbe fare una battuta anche sui maglioni di cashmere di Bertinotti. Alla fine stè battutine, non ti sembrano discorsi pleonastici?
    P.S.
    …ultimamente trasudo cultura da ogni dove…

    Collericamente vostro, yena!

  • rudolph giuliani il 9 maggio 2010 alle 20:19 ha scritto:

    riprendo il tuo esempio sui cassonetti. Allora qualcuno accende i cassonetti e questo è un fatto, allora a questo punto si dovrebbero fare delle proposte ver evitare che qualcuno in futuro appicci i cassonetti e provochi la dispersione di diossina per tutto il quartiere. la prima potrebbe essere molto semplice e sottintende la visione securitaria della cosa. Ci mettiamo affianco del cossonetto una bella telecamera così chi lo fa la prox volta lo sgamo e lo arresto, semplice e diretto. Ma questo va a intaccare l’aspetto sociale della cosa, nel senso che una volta che non bruceranno più i cassonetti si sfogheranno su un’altra cosa e così via all’infinito. E questa potrebbe essere considerata una soluzione di destra perchè si limita solo a creare degli impedimenti, punendo chi commette il reato. Oppure cosa ben più difficile, lo ammetto, consisterebbe nella ricostruzione di un tessuto sociale, per evitare che la frustazione causata dall’abbandono non si scagli contro un cassonetto ma trovi i giusti obiettivi. Ma questo lo so è difficile, è meglio una telecamera

  • Global il 9 maggio 2010 alle 23:40 ha scritto:

    Caro Giuliani aka D’alema…: se TU credi sia meglio una telecamera, sei tu che sei di destra, io non ho mai mensionato l’oggetto in questione. I tuoi discorsi sono condivisibili, ma se ti trovassi in prima persona a dover affrontare la cosa, non parleresti così. Vorrei vedere, se ti entrassero i ladri in casa, rubandoti tutto, la prima cosa che ti salterebbe in mente, quale sarebbe? “se l’avessi preso con le mani nel sacco, gli avrei spezzato le braccia” oppure “povero ragazzo/i la società lo ha fatto diventare così…! cosa ti interesserebbe sapere? chi é stato oppure perchè lo ha fatto!? sarebbe umano chiedere la testa di chi ha rubato tutto ciò che hai messo in piedi con tanti anni di lavoro e sacrifici, no? … Gli esempi si sprecherebbero, meglio non andare avanti, anche perchè in cete cose siamo tutti uguali, credo.
    Anche io sono per una ricostruzione del tessuto sociale, ma che va di pari passo con una corretta lettura delle leggi vigenti, leggi, ovviamente rivedute e corrette, ma sempre leggi. Purtroppo senza di queste non esiste uno stato.

  • calmino il 16 maggio 2010 alle 09:06 ha scritto:

    caro global, stai calmo assai. il tuo ultimo post è inaccettabile. la frase “sarebbe umano chiedere la testa di chi ha rubato tutto ciò che hai messo in piedi con tanti anni di lavoro e sacrifici, no?” è terribile. No, non sarebbe proprio per niente umana una reazione di questo tipo. se vengono a rubare a casa mia, io non vado a rubare a casa degli altri…. prego i moderatori dei commenti di stare attenti, ste cazzate sono pericolose. affermazioni tipo “se l’avessi preso con le mani nel sacco, gli avrei spezzato le braccia” sono pericolose per chi le scrive e per chi le pubblica..

  • Global il 16 maggio 2010 alle 23:51 ha scritto:

    Le parole sono talmente importanti che qualcuno non ne capisce il significato, ciò mi spiace, anche perchè non ho mai detto di andare a rubare in casa d’altri, non lo direi mai, questo significa che se mi arriva uno schiaffo, non é detto che io lo restituisca, probabilmente non ne sarei capace (questa é una metafora); quì non si chiede nessuna vendetta, come forse qualcuno ha capito, me ne guarderei bene, quì non ci si fa giustizia da soli, nel modo più assoluto, ma si chiede aiuto alle autorità.
    La mia metafora (per sapere cosa vuol dire, prego cortesemente di sfogliare la Treccani, che é una serie di grossi tomi con delle scritte dentro…ci sono anche delle immagini) mirava alla difesa naturale del proprio territorio, in questo caso, la casa che sfido chiunque a difendere, in caso si colga sul fatto un presunto colpevole, ma in caso contrario sfido, comunque, chiunque a denunciare il furto subìto (ecco cosa s’intente ed intendevo, per chiedere la testa del colpevole), sporgere regolare denuncia e chiederne, in caso si rintracci il colpevole, la detenzione, una cosa che farebbe chiunque. Una reazione questa, talmente naturale ed umana che veramente, sembra scontata una spiegazione, ma purtroppo mi accorgo che qualcuno ne ha veramente bisogno, ciò mi spiace, l’ignoranza (nel senso dell’ignorare) é pericolosa e quando l’importanza delle parole, viene ignorata o ne viene travisato il significato, allora tutto diventa più difficile. Mi spiace davvero, che si abbia paura delle parole, anche se l’unica cosa che fa veramente paura é l’ignoranza (sempre nel senso dell’ignorare…) e qualcuno la sfoggia anche, putroppo la nostra città ne é piena. Contro quella non può esserci contraddittorio.

  • tiziana il 1 settembre 2010 alle 17:30 ha scritto:

    ciao cla sono tiziana vedi ke qui tutto tace vorrei domani e confermato l’apputamento ma nn voglio i sindacati se puoi passa ok ke ti spieghiamo un pò

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