carbonizzati: rossano come auschwitz
L’Enel vorrebbe trasformare tutta la piana di Rossano in un enorme buco nero. Nero di carbone e di polveri sottili che entrerebbero ovunque e decimerebbero una popolazione già stremata e fatta fuori, giorno dopo giorno, dall’elettromagnetismo indotto dai cavi elettrici che partono dalla sua centrale ed attraversano a bassa quota interi quartieri. Quartieri come la contrada Petraro, o quella di Spina Santa o quella di Piragineti. Contrade popolose che fanno da cintura al centro di Rossano e che da decenni stanno subendo una decimazione per tumori di ogni specie. L’Enel ora vuole di più. Vuole trasformare la centrale elettrica alimentata ad olio combustibile e gas naturale in centrale a carbone. Una centrale che con le sue due lunghe ed inquietanti ciminiere è diventata il simbolo di Rossano.clicca qui per approfondire
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A margine dell’assemblea popolare contro la centrale a carbone, tenutasi venerdì scorso a Corigliano, il sindaco di Cerchiara, Antonio Carlomagno, si è espresso su un’altra annosa vicenda, quella delle ferriti di zinco sotterrate clandestinamente nella piana di Sibari, provenienti dalla Pertusola (Eni) di Crotone.
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Sicuramente l’Enel vuole di più, é una multi nazionale e come tale bada solo ai suoi interessi senza curarsi della salute delle persone, ma per costruire una centrale come questa, o per trasformarla, qualcuno deve dare i permessi. Il problema dunque stà a monte.
La nostra regione, ancora una volta, dimostra di esse zero in tutto e di meritarsi il peggio.
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