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bad religion – 30 years tour – milano 12.06.2010

22 giugno 2010 | milingo 128 visite nessun commento stampa stampa

Giunto a Milano in treno dopo l’ultima settimana di lavoro , mi attardo davanti all’Alcatraz,    perché il clima sulla strada è piacevole e perché aspetto alcuni amici. All’interno dovrebbero già esibirsi i Peawees, band che propone un punk’n roll energico e accattivante; ma, ahimè, ultimamente mi capita di andare a vedere concerti e dimenticare di varcare la soglia per assistere ai set. Ad ogni modo, espletati i convenevoli e salutati gli amici, entro nel locale e da buon redattore mi precipito sul pezzo. Ed il pezzo è “Do What You Want”! I Bad Religion infatti, iniziano subito il loro concerto e aprono con la storica track di Suffer l’esibizione milanese. Dal punto di vista logistico mi toccano le retrovie, ma va bene così. Sul palco,  troneggia il simbolo storico della band che, nel frattempo, propone come secondo brano Sinister Rouge . La line up è quella classica,  composta da Greg Graffin alla voce, Greg Hetson alla chitarra, Jay Bentley al basso, Brooks Wackerman alla batteria e Bryan Beker, alla seconda chitarra. Personalmente, per festeggiare  i trent’anni, mi sarei aspettato sul palco anche Brett Gurewitz, ma così non è stato. Ad ogni modo, il quartetto trasuda di storia del punk e dell’hardcore: Minor Threat, Circe Jerks, Dag Nasty, Suicidal Tendencies, Vandals, sono alcune delle band di contorno e d’ispirazione ai componenti dei Bad Religion. Le radici invece affondano nell’humus attitudinale degli Adolescents, dei Germs, dei Redd Cross,dei MIA e di tanti gruppi californiani degli anni ‘80. Da quanto ho visto, pur rimanendo sul palco solo un’ora e un quarto, i quattro generatori di energia,  non mi sono sembrati affatto arrugginiti. Anzi, l’esibizione è stata migliore di quella di due anni fa. Forse perchè più essenziale.
Brani vecchi e nuovi sono stati proposti al pubblico senza sosta; circa trenta pezzi tra cui: “Fuck Armageddon….This is Hell”, “No Control”, “Suffer”, “I Want Conquer The World”, “Los Angeles is burning”, “Infected”, “Materialist”, “Requiem For A Dissident”, “Honest Goodbay”, “New Dark ages”, “Man With A Mission”, “Generator” , “Heaven is Falling”.  I Bad Religion si congedano eseguendo nell’ordine “Punk Rock Song”, “American Jesus” e “Sorrow”. Molta energia, ma anche tanta consapevolezza e precisione. Infatti, sia dal vivo, sia su copia digitale o analogica  il suono e la voce di Graffin e compagni, risultano uguali. Non che la qualità sia un fondamentale attributo del punk, ma, se dei Bad Religion, provaste ad ascoltare un brano dei primi anni ’80, sicuramente ne apprezzereste l’autenticità, ma rimarreste colpiti soprattutto dal suono grezzo e acido, rispetto alla maturazione  che esso ha subito negli anni, tanto da diventare un collaudato marchio di fabbrica.

Johnny Terror

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