home » approfondimenti

ad ogni favore corrisponde un sopruso. per una terribile campagna

18 ottobre 2010 | Appunti di Sopravvivenza 27 commenti stampa stampa
 
La vicenda del Bando Comunale per la realizzazione di un Caffè Letterario nei locali dell’ex Deposito Ferroviario: un po’ di storia e le ultime news
________________
Era gia’ in corso nella nostra citta’, e nella area di pensiero più vicina alla tradizione ciromista, un tentativo di fuoriuscire dalla vilìenza (e anche un po’ dall’impotenza) cosentina attraverso la costruzione di un percorso di condivisione, di interrogazione e di azione sui temi della qualita’ della vita a Cosenza, quando la Giunta Comunale ci venne incontro. Alla fine di giugno 2009, in un delirio di onnipotenza e di impunita’, era infatti accaduto che gli adamantini amministratori, noti per non avere mostrato uno straccio di proposta su come vivere tutti meglio e più felici nella nostra citta’ in questi anni, tirassero fuori, come un coniglio dal cappello magico, la brillante idea di far diventare l’unico spazio pubblico cittadino (l’ex Deposito delle Ferrovie dello Stato) niente meno che un Caffè Letterario, attraverso l’affidamento della gestione a privati. Passammo lunghe ore a leggere e a rileggere il Bando e più lo leggevamo più ci accorgemmo dell’approssimazione e della capziosita’ del bando stesso: intanto perché, in base a quali analisi di mercato o di studio delle tendenze culturali, si asseriva “la necessita’ di dotare la Citta’ di Cosenza di un Caffè Letterario”?  e perché no invece una sala per il ricamo o il gioco del tressette o le pratiche sado-maso? E ancora: perché affermare che il luogo in questione era “non utilizzato” quando sarebbe bastato scorrere un po’ di rassegna stampa cittadina o visionare le richieste inoltrate all’Ufficio Rapporti con il Pubblico per l’utilizzo del posto e scoprire che, non solo l’ex Dopolavoro era il solo luogo cittadino dove le Associazioni potevano svolgere parte delle loro attivita’ ma anche che solo qualche mese prima persino il Sindaco vi aveva ballato con un gruppo di pensionati? Infine: poteva pure starci che il comune si interrogasse sul funzionamento della struttura, ma allora perché porre nel Bando condizioni tali (spese di ristrutturazioni pressocchè insostenibili per qualsiasi vera Associazione di cittadini) che solo pochi soggetti che svolgessero esclusivamente e professionalmente attivita’ economica/lucrativa avrebbero potuto partecipare alla gara escludendo di fatto tutte le altre associazioni ? Insomma, poiché abbiamo il vizio di pensare, il cervello cominciò a friggere: domanda su domanda, ci incazzammo sul serio.
Partì da queste considerazioni la piccola ma significativa esperienza di OMNIA SUNT COMMUNIA e del F.O.R.A. !!! Cittadine e cittadini, musicisti, teatranti, poeti, scrittori, precari della ricerca, operatori della comunicazione, studenti e studentesse, decidemmo che la vicenda dell’ex-deposito ferroviario rappresentava la goccia che fa traboccare il vaso: dopo aver “normalizzato” le più significative esperienze nate dalla cooperazione sociale e diventate “comuni” (Città e Biblioteca dei Ragazzi, Casa delle Culture, L’Invasioni e San Giuseppe Rock, ludoteche e cooperative sociali ecc.), si era messa mano alla privatizzazione dell’ex-Deposito Ferroviario, un luogo che nel corso degli anni era stato uno spazio “comune” più che del Comune,  un luogo cioè di tutti, la cui utilizzazione riguardava tutte e tutti.
Da quel momento partirono assemblee di cittadini, incontri e discussioni, manifestazioni di indignazione e conflitto, richieste formali di incontri con l’Amministrazione Comunale.  Precari della comunicazione e dell’arte fecero un’irruzione situazionista alla conferenza stampa di presentazione de “L’Invasioni” versione – Perugini, durante lo svolgimento del Consiglio Comunale di Cosenza (9 luglio 2009, dove si discuteva ancora una volta di come spartirsi l’obolo delle Commissioni) esponemmo lo striscione “Omnia sunt communia”,  manifestammo solidarieta’ a favore di un compagno perseguitato dal sistema solo per aver espresso le proprie idee, portammo la nostra protesta sotto la sede della Sorical, per difendere il  bene-comune acqua che in Calabria ormai significa proprietà VEOLIA e poi ancora un presidio sotto la sede del PD, dove non si discuteva di niente. Alla nostra richiesta di aprire una discussione leale fra cittadini e Comune, associazioni e Giunta, si rispose con il silenzio assordante rotto solo, non da discussioni sul merito delle questioni che ponevamo, ma  da attacchi personali e dalle consuete minacce di galera. Era chiaro, e la vicenda del Deposito ne fu la prova certificata, che per Perugini e i suoi amici del PD il modello è quello secondo cui i politici decidono e i cittadini tacciono.
Naturalmente noi non tacemmo, e il conflitto, la cooperazione e la produzione di condotte sociali, prese, come sempre avviene, altre strade. Migranti, precari, cittadini si unirono, vincendo una battaglia civile non di poco conto e che costituisce precedente giuridico, contro i decreti di allontanamento emessi nei confronti dei rom, per l’avvio dell’autocostruzione di un campo sosta e dei processi di scolarizzazione dei bambini. Abbiamo difeso spazi e luoghi della produzione di ricchezza sociale (ex Officine delle Calabro –Lucane) contro i maldestri tentativi del Comune di scipparli ai cittadini e regalarli alla speculazione edilizia.
Insomma, non è stato l’esito del bando a determinare le nostre idee e le nostre azioni.
La storia poi racconta che l’ex Deposito Ferroviario è stato assegnato a chi di dovere e secondo quanto pattuito fra vergognosi poteri declinati alla maniera meridionale: a favore dei figli e delle figlie di “famigghia” o di qualche società-fantasma fedele al sistema.
Se ritorniamo su queste vicende, è per rccontare le ultime:
1. La conclusione, con relativa assegnazione dell’ex Deposito Ferroviario ad una societa’ di comodi prestanomi non è stata mai comunicata, né agli altri concorrenti (fra cui l’Associazione Ciroma), né alla citta’.
2. Facendo passare un lungo periodo di silenzio, puntando sulla stanchezza e il disincanto, cioè mortificando le energie, il Sindaco ha fatto avviare lavori di ristrutturazione che nel Bando era previsto fossero a carico della societa’ o associazione vincitrice. Qui è interessante notare la furbizia da servi dei nostri amministratori: con la scusa di lavori di emergenza (rifacimento del tetto)in realta’ stanno consegnando come nuovo il deposito alla societa’ vincitrice, con la duplice beffa di aver prima emesso un bando fra le cui condizioni –capestro, per tutte le associazioni autentiche di cittadini, c’erano quelle relative ai costi della ristrutturazione, poi di farla in realta’ con soldi di noi tutti e regalarla ai soliti amici degli amici.
3. Poiché evidentemente la societa’ vincitrice era troppo legata, fin dai legami di parentela, ai nostri boss, non hanno trovato di meglio che far cambiare nome alla stessa societa’ assegnataria, come tanti piccoli e provinciali Ricucci e le sue societa’ fantasma.
Come si vede, obbrobriosi atteggiamenti di arbitrio e arroganza. Ricordiamo al Sindaco che ad ogni favore corrisponde un sopruso e che per noi la vicenda non è chiusa.
La Ciroma
| more
1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (2 votes, average: 5,00 out of 5)
Loading ... Loading ...

27 commenti »

  • annibale il 18 ottobre 2010 alle 20:25 ha scritto:

    LAVITOLA SINDACO. que viva la terribile campagna!

  • sostenitore il 19 ottobre 2010 alle 13:01 ha scritto:

    Questa è la ciroma che ci piace, propositiva, combattiva, comunicativa
    avanti cosi rassegna stampa appunti di soprevvivenza il cuore della radio.

  • la ciromanza il 20 ottobre 2010 alle 16:44 ha scritto:

    Piace anche a me pensare che dalla Ciroma risorga una città migliore.
    Quello spazio non si usa più per concerti e comunanza da un po’, conviene entrare senza bussare e fare festa per tutti.

  • Disincanto il 20 ottobre 2010 alle 17:03 ha scritto:

    Per una corretta informazione bisogna aggiungere che la vergogna dell’ex Deposito Ferroviario inizia prima di Perugini con la giunta Catizone che arrivata oramai al Capolinea decise, nelle ultime settimane di vita,senza fare uno straccio di bando(almeno Perugini è stato più democratico) di assegnare lo spazio per farne un Caffè Letterario alla moglie del suo amico che già gestiva una librearia all’Unical.Se informazione bisogna fare le cose bisogna raccontarle per bene e non omettere le cattive azioni dei propri amici o amiche.

  • Ciccio il 23 ottobre 2010 alle 10:13 ha scritto:

    Ma se quello che dice Disincanto è vero perchè Ciroma non ha denunciato allora questa operazione clientelare tra la Catizone ed il suo fido amico Magnelli???La verità e scomoda?Che credibilità avete?

  • energix86 il 23 ottobre 2010 alle 16:43 ha scritto:

    a ciccio e a disincanto (che magari sono la stessa persona): avete un poco scassato i maroni. se avete da dire qualcosa in merito, accomodatevi. ma se il vostro contributo è solo risentimento, abbiate un po’ di contegno, per favore. piuttosto chiedo ai ciromatici se hanno intenzione di riprendere la campagna per gli spazi pubblici e soprtattutto come e con quali iniziative. hasta.

  • perugini il 25 ottobre 2010 alle 15:14 ha scritto:

    Vulissa sapì alla luce del titolo”LA TERRIBILE CAMPAGNA” cosa avete da dire? M’aspettassa nu Watergate…invece nomi non ne fate,fatti circostanziati non ne dite…ara fine di cunti…chi dè sta terribile campagna?
    Repubblica ha fatto 10 domande per il premier…io sempre se è permesso(spero che energy86/disincanto,ecc.. lo consentano)vorrei fare una semplice domanda a Ciroma ed ai sostenitori della “Terribile Campagna”
    :e’ vero o non è vero che l’ex-deposito era stato già assegnato per farne un caffè letterario(senza nessun bando)dall’allora sindaco Catizone ai suoi amici?
    Se così è perchè Ciroma ha omesso tutto ciò finora?
    A gente vi pò crida si un cuntati tutta a verità?
    SECONDO VOI IL CITTADINO SEMPLICE,NON INTELLETTUALE COME VOI,putissa pensa ca faciti chissù sulu picchì l’aviti cu Perugini?
    e ca invece quannu aru Comuni c’erano l’amici vuastri un diciati nenti picchì ara fine siti cumu a tutti l’atri….sperando di non avere urticato la sensibilità ciromica spero che rispondete con argomentazioni o smentite.

  • Come sempre il 26 ottobre 2010 alle 11:18 ha scritto:

    Come accade ogni volta, invece di entrare nel merito delle questioni sollevate, si preferisce attaccare il soggetto che le ha proposte alla discussione… il vecchio vizio cosentino del “PERò VOI..” tra l’altro mentendo spudoratamente.. ricordo ai distratti che persino durante la mobilitazione dell’anno scorso, alcune cose ai diretti interessati sono state dette chiare e PUBBLICAMENTE, non nascondendosi dietro l’anonimato del web. Passano queste sterili polemiche che non portano da nessuna parte, e resta invece aperto il problema REALE degli spazi in città.

  • pubblicoeprivato il 26 ottobre 2010 alle 11:38 ha scritto:

    ma scusate, se era già stato assegnato dovrebbe esserci nero su bianco un’atto di assegnazione e successivamente di ritiro di questa. senza questo passaggio -fondamentale per legge- non si può emettere un bando di assegnazione di uno spazio. non si è mai sentito che viene assegnato uno spazio assegnato. sarebbe successo un bordello… o no?

  • ssss il 27 ottobre 2010 alle 08:38 ha scritto:

    tutti i pregiudizi hanno un fondo di verità. sta a noi decidere quali trascurare e quali mettere in discussione. nel caso specifico, abbiate pazienza, dato il consociativismo cronico, per usare un eufemismo, è comprensibile sollevare dei dubbi. Certo, le accuse si possono evitare ma il dubbio resta. Chi rivendica una distanza da certe pratiche non può pensare che basti la semplice affermazione verbale, chè a parlare ci siamo tutti. La corrispondenza fra parola e azione fa la differenza. Se questa ci fosse, energix non avrebbe avuto alcun problema a rispondere…

  • Lettore il 27 ottobre 2010 alle 09:57 ha scritto:

    L’incipit è fantastico…”Tutti i pregiudizi hanno un fondo di verità”…ma veramente? anche i pregiudizi razziali?

  • ssss il 27 ottobre 2010 alle 11:51 ha scritto:

    …certo, anche i pregiudizi razziali. in quel caso le differenze fisiche o etniche sono utilizzate a fini politici. ma questo e’ un altro discorso, non credi, attento lettore?

  • Lettore il 28 ottobre 2010 alle 08:21 ha scritto:

    No, non credo !!! A fini politici??? secondo me che tutti i pregiudizi hanno un fondo di verità è una gran minchiata (e scusa la volgarità..eventuale).Se poi si vuol dare una spiegazione sociologica e filosofica a tutto, vabbè scusate ma sono terra terra e non comprendo qusti discorsi radical chic.

  • ivan il 28 ottobre 2010 alle 12:19 ha scritto:

    Da umile lettore vorrei fare alcune osservazioni:cosa intendono i ciromatici per TERRIBILE CAMPAGNA??considerato che ne parlate da circa 1 mese ed io ancora non l’ho capito?
    Ma la contro/informazione è questa? allura stamu friscky daveru…
    verrebbe da dire W Minzolini…
    perchè non fate nomi e gettate solo fango?
    perchè non confermate o smentite i dubbi che sono stati sollevati sulle omissioni contenute nel vostro post sull’ex-deposito…
    vorrei che ci fosse un minimo di serietà quando lanciate accuse e dite di volere fare vere inchieste…
    x Energy mi sembra che le critiche che vi vengono rivolte vadano ad incidere nel merito della questione…a meno che tu non ritenga un fatto di lesa maestà il solo mettere in dubbio le vostre opinioni per giunta anche argomentate…suvvia un pò di serietà non guasterbbe anche da parte vostra…altrimenti siete voi anche complici della regressione cosentina.

  • x lettore il 29 ottobre 2010 alle 07:33 ha scritto:

    meno male che lo dici tu che sei terra terra…

  • energix86 il 29 ottobre 2010 alle 08:12 ha scritto:

    La terribile campagna ( per la verita’ i ciromisti potevano trovare un altro nome), come appare evidente anche dall’immagine che completa l’articolo, è under construction, cioè in preparazione. Per evitare errori dello scorso anno consiglio agli interessati alla questione spazi e servizi in citta’ di concentrarsi sull’argomento e sviluppare intorno tutta la capacita’ di cooperazione e conflitto. Proprio questa è la faccenda: cosenza è una citta’ provinciale a cui manca la capacita’ propositiva preferendo abbandonarsi a pettegolezzi e sospetti. La riprova è che vari lettori piuttosto che contribuire con argomenti e anche critiche amano puntare il dito, come le verginelle. Vale quello che si dice e poi si fa o almeno si tenta. Suggerisco poi ai ciromisti di stare attenti a chi posta commenti come quelli sopra: affermare che “dietro i pregiudizi” c’è un fondo di verita’ è roba da far rabbrividire, tipico di chi ha aderito all’IDV fulminato dall’affermazione personale. Non interverrò più e consiglio a tutti di non lasciarsi coinvolgere in queste discussioni virtuali e anonime da chi, impotente e frustrato, preferisce la pratica onanistica al confronto diretto e alla relazione. Mi auguro che ciroma organizzi una bella discussione su spazi e stili di vita in citta’. hasta

  • piero il 29 ottobre 2010 alle 16:33 ha scritto:

    Più che pregiudizi, verrebbe da dire che tutti i luoghi comuni hanno un fondo di verità. La verità in questa questione è che chiunque si azzarda a proporre una qualsivoglia discussione, rimane schiacciato dai pettegolezzi e dal provincialismo di questa città. Il luogo comune che da tempo campeggia in città (negli ambienti movimentisti) è: Cosenza regressa. Gli argomenti proposti da alcuni in questa discussione sono la riprova che in questa affermazione c’è assolutamente del vero.
    piero

  • Lettore il 29 ottobre 2010 alle 17:48 ha scritto:

    Grazie energix86 per il sostegno…vedo che la frase sui pregiudizi non ha colpito solo me…

  • il chiuR.Lo. il 29 ottobre 2010 alle 20:29 ha scritto:

    c’è una cosa che non cambia ad ogni latitudine del web l’attacco frontale e l’anonimato. non c’è differenza tra destra e sinistra, movimentisti e non. …e ciò e deludente. sempre. del resto ognuno non ha che le proprie certezze da propagandare e vendere. a prescindere. e non solo in riferimento all’argomento in questione.

    saluti deferenti
    Rosario Lombardo.

  • peterpan il 3 novembre 2010 alle 18:55 ha scritto:

    Per carità, questa storia del bando è una cosa che fa un po’ schifo. Perché non è trasparente, sottrae uno spazio importante alla città, riduce la cultura al rango di Cosa Loro. Fa un po’ schifo come faceva schifo il vecchio affidamento targato Catizone, che infatti alla fine non passò (anche se con modalità pure quelle un po’ schifose).
    Detto ciò, per fare davvero un servizio alla città, credo che – se ci sono dei riscontri concreti – la storia vada raccontata per intero, altrimenti un cittadino che non frequenta il Comune o Ciroma o le associazioni culturali o i partiti non ci capisce nulla. Va raccontata, con tanto di nomi delle società coinvolte e di cognomi dei “figli di”. Se no sembra una “chiacchiera”. E invece credo che sia tutt’altro che una diceria.

  • Pulitzer il 4 novembre 2010 alle 13:02 ha scritto:

    Allora la raccontate per bene sta storia dell’ex deposito?
    Basta reticenze ciromiste.
    Da quando avete pubblicato il post “La terribile campagna” non avete aggiunto nessun altro elemento informativo…anzi sono stati i blogger intervenuti a dare più info della vostra inchiesta (???)…ma dico un pò di giornalismo d’inchiesta?Perchè sti grandi proclami se poi non vengono suffragati da vere informazioni? Pure quì si getta fango o parliamo di vere inchieste…se le parole hanno ancora un senso.Cordialmente in attesa di “Terribili”…good news.

  • oscar il 4 novembre 2010 alle 15:38 ha scritto:

    Tena ragiuni Pulitzer…..tavverranu i da daveru u premiu….
    comunque aspettamu sa grandi inchiesta…ppi vida cumu va a finisci….

  • narnia il 4 novembre 2010 alle 17:06 ha scritto:

    naaaaaa, la terribile campagna e’ solo la sostanza psicoattiva del momento, dici che fa discutere, cosi’ si ha l’alibi di essere impegnati e si dimenticano i propri problemi

  • Pulitzer il 4 novembre 2010 alle 18:02 ha scritto:

    Chi è più TERRIBILE? Ivan (il serbo) o la Campagna..ai ciromatici l’ardua sentenza.

  • peppelinux il 7 novembre 2010 alle 15:17 ha scritto:

    Quel terreno vale “veramente” parecchio. Sembra che l’unica possibilità di sottrarre quello spazio al profitto privato sia il progetto di costruzione di una chiesa. In questo caso il comune non potrebbe avanzare pretese su una proprietà dello stato vaticano, mera consolazione, perchè allo stesso tempo si dovrebbero raggiungere accordi anche con il vaticano (!) per evitare che case di pellegrini e progetti fantasmagorici sottraggano tutto lo spazio fin’ora utilizzato dalle associazioni e dalle realtà attualmente presenti in loco.

    Se si desiderasse condurre un progetto civile e responsabile il comune dovrebbe aprire un tavolo composto da tutti i portatori di interesse, mediare sulla spartizione della torta e preoccuparsi delle minoranze scaturite da questo, fin’ora ideale, accordo fra le parti.

  • franco il 8 novembre 2010 alle 09:29 ha scritto:

    Giusè, non si parla dell’ex officine bensì dell’ex deposito, cioè quello che sta vicino al due fiumi, vicino il capolinea dei pullmannnnnnnnn!

  • kik messenger emoji android il 13 settembre 2014 alle 14:39 ha scritto:

    I pay a quick visit daily a few web sites and websites to read
    content, except this web site gives quality based content.

lascia un commento:

aggiungi il tuo commento qui, o fai un trackback dal tuo sito/blog. evita di andare fuori tema o di inviare spam... se vuoi lasciare un commento generale, una jastima o un pernacchio vai sul muro