diego de silva – mia suocera beve
L’avvocato Vincenzo Malinconico è una di quelle persone che, mentre parla, pensa esattamente ad un’altra cosa. È felice a sprazzi, divorziato e con qualche problema di carriera. L’affetto della nuova compagna non è abbastanza per farlo stare bene: anzi, il suo atteggiamento lo irrita alquanto. La suocera malata si ostina a non voler parlare con la figlia, ma solo con lui. Ed in mezzo a questo turbine di emozioni ci si mette in mezzo un sequestro all’interno di un supermercato. Malinconico si trova al centro di un processo in pieno stile reality perché mandato in diretta tv grazie alle telecamere a circuito chiuso. Durante le sue lunghe divagazioni, l’avvocato non risparmia qualche velenosa frecciatina al mondo del giornalismo, più volte circondato da incapaci, ed ai vecchi di ideali di un tempo, una volta capaci davvero di cambiare le cose. Incubi catodici, colonne sonore, personaggi inquietanti e divertenti, e una deliziosa malinconia di fondo. Nomen omen, del resto. Il testo non è un noioso esercizio di stile, ma tanti piccoli affreschi di vita quotidiana. Diego De Silva, autore napoletano e vincitore di numerosi premi, è una figura promettente della nostra letteratura. Realisticamente fantasioso, ci fa entrare in un mondo dove l’assurdo non è tanto tale: forse questione di destino.












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