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CALABRIA, L’ACQUA COSTA

26 marzo 2012 | ciroma 1 commento stampa stampa
 

Come se fosse benzina! In Calabria il costo dell’acqua cresce a vista d’occhio. Nella determinazione delle tariffe, la Regione è fuorilegge. In soli quattro anni, Comuni e contribuenti hanno pagato almeno 30 milioni di euro in più del dovuto. A denunciarlo è il Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri” che lancia una campagna per il ripristino della legalità. Durante un’affollata conferenza stampa tenutasi nel salone consiliare di Catanzaro, sulla base anche di una recente relazione della Corte dei Conti, è stata resa pubblica un’articolata diffida nei confronti del presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, e della società Sorical che gestisce il servizio. Già nel dicembre scorso il documento redatto dalla Sezione Regionale di Controllo attestava il mancato adeguamento delle tariffe alle deliberazioni del CIPE. Ora sono gli attivisti per i beni comuni a porre il problema, annunciando reclami e banchetti per promuovere l’obiezione fiscale . “La Regione centralizza, nel senso che si arroga anche funzioni che non le competono, per poter successivamente affidare il “pacco completo” a chi ritiene più opportuno, abdicando alle funzioni di indirizzo, regolazione e, soprattutto, controllo”, ha spiegato Alfonso Senatore, attivista del “Bruno Arcuri”. Secondo il Coordinamento, la Regione, “ha approvato un Piano Operativo inerente le azioni di natura organizzativa e finanziaria da intraprendere in ordine all’esposizione debitoria dei Comuni, il cui protocollo di intesa prevede però un ricorso dei Comuni all’indebitamento per il pagamento dei debiti pregressi nei confronti della So.Ri.Cal. s.pa.. E ciò, sebbene l’art. 119, comma 5, Cost. stabilisca che i comuni possono ricorrere all’indebitamento solo per finanziare spese di investimento”. Inoltre, gravi sarebbero “le omissioni di verifica circa il completamento di opere progettate da parte della So.Ri.Cal.”. Le responsabilità politiche sono da attribuire a tutti i governi regionali, dalla Giunta Chiaravalloti in poi. La stessa amministrazione Loiero ha versato generose anticipazioni di cassa alla Sorical. L’istituzione di una commissione d’inchiesta, oggi proposta dal consigliere del PD Mario Maiolo, nel 2008 era richiesta da Sergio Abramo, attuale presidente Sorical, all’epoca all’opposizione e fiero avversario della società che gestisce l’erogazione del prezioso liquido in condominio con la multinazionale Veolia, socio di minoranza, ma senza il quale nessuna decisione è possibile. Il Coordinamento chiede alla Regione “che venga adottato in tempi relativamente brevi (e previa urgente indizione di una conferenza regionale) un testo unico sull’acqua – che recepisca peraltro integralmente l’esito referendario -  affinché siano finalmente espunte le disposizioni di legge incostituzionali e contrastanti con la ratio e con la legislazione nazionale, ed affinché vengano revocati tutti i provvedimenti amministrativi illegittimi e contra legem assunti in materia”.
Claudio Dionesalvi, il manifesto, domenica 25 marzo 2012

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1 commento »

  • lucia il 3 aprile 2012 alle 19:07 ha scritto:

    è bello sapere che il referendum non è servito a nulla.

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