Tractor Lovers Vol. I – Dj Foster
La redazione
di Soca Beat decide di allargare le sue congiunture, facendo focus on su uno dei suoi campi di riferimento, tra i bpm sparati a 360° e le altre sonorità bastarde che, ogni giovedì, riesce a farvi inalare tramite l’etere. Producer, Dj e protagonisti della scena italiana, messi di fronte alla domanda di raccontare quel mondo dalla mescola diversificata che noi chiamiamo bass music. Suoni che, questa volta, si trasformano in parole che creano sfumature viste dagli occhi di chi, in quell’ambiente, ci vive e sa farsene travolgere.
Tractor Lovers
vol. I:
Dj Foster
(a cura di Francesco Cristiano e Marcello Farno, con la vicinanza spirituale di Mattia Argieri. Un doveroso grazie a Mimmo Gallo e Valerio Panettieri)
(Istruzioni per la lettura: prima di iniziare premi play, keep the sound)
INTRO
La figura di Dj Foster prende forma nei pressi di un piccolo paese delle Marche, nel 1998, attorno al mondo dei turntables e dei beat di matrice hip hop. L’avvicinamento verso la bass music è così una semplice e sistematica conseguenza. È considerato fra i pionieri della scena dubstep italiana, con il Dubspencer Sound, che condivide assieme ad MC Ganji Killah, vocalist dell’underground hip hop tricolore. Dal 2009 conduce uno show radiofonico settimanale su Sub FM, una delle realtà più influenti per lo sviluppo e la diffusione della dubstep, cosa che negli anni gli ha permesso di creare una fitta rete di alleanze fra le realtà italiane e quelle d’oltremanica. I suoi set hanno viaggiato per mezza Europa, le sue spalle hanno retto il peso di artisti come Benga e Pinch, e le sue sonorità sono ancorate nella purezza e nel rispetto delle radici sonore.
QUALCOSA SI MUOVE
Nell’evoluzione di un artista, sia esso musicista, produttore o dj, si ha sempre un punto di partenza. Nel caso di Dj Foster, il punto di partenza è stato l’hip hop, il mondo del turntablism e la disciplina dello scratch. Terreni che gli hanno poi permesso, attraverso le loro mille contaminazioni, di maturare un’evoluzione sempre associata a una costante ricerca musicale. “Il downtempo e i suoni ragga da una parte, e la drum’n'bass dall’altra, sono state le porte attraverso le quali sono poi riuscito a entrare nella dubstep. L’incontro con alcuni personaggi, due su tutti, Ganji-Killah e Torpedo Colorado, ha fatto il resto”, aggiunge Foster.
ASCOLTI FONDAMENTALI
Una persona che inizia a tuffarsi nel mondo hip hop ha sicuramente un background funk, e Dj Foster non si rivela certo un’eccezione. “Per quel che mi riguarda, le sonorità calde della scuola americana degli anni ’90, sono quelle a cui sono più affezionato, gente come DJ Premiere, Gangstarr, i Cypress Hill. La stessa attitudine che ho ritrovato poi in artisti italiani come Sangue Misto, Neffa, Kaos One, Uomini di Mare e lo stesso DJ Gruff”. Parlando di bass music invece, a parte le rarità e i dubplates, Foster non nasconde la sua passione per le VA della Tempa: “Le Dubstep All Stars, nei loro vari volumi, racchiudono vere perle sonore per i cultori del genere”.
DUBSPENCER SOUND
L’avventura del Dubspencer Sound inizia nel 2006, assieme ad MC Ganji Killah, e proietta da subito i due verso un’elevata crescita esponenziale, con un importantissimo ruolo nei confronti dell’embrionale scena dubstep italiana. Fu loro l’idea, nel 2008, di creare una connection con gli altri importanti nomi italiani del settore, gente come De Niro, Numa Crew, Mush, Mother Inc, Nauta, Viral Bass, Dj Cocco e altri, per poi mettere insieme dei mixati made in Italy con dentro pezzi esclusivamente dalla penisola. “Lo sforzo di produrre qualcosa di nuovo, ha fatto uscire tutta la voglia e la passione nei confronti di una cultura come la dubstep. Nonostante l’idea Italian Dubstep Mixtape si sia poi fermata al secondo volume, e non è detto che non continui, tutto questo ci ha già in parte ripagato e soprattutto aiutato a costruire ottimi rapporti”.
BPM MEETS FM
La radio si sa, specie nelle sottoculture elettroniche, ha avuto un ruolo molto importante, prima con la drum’n'bass e poi con la dubstep. “La radio è un elemento complementare, uno degli atti che fa esprimere l’essere un dj, un banco di prova per mettere a punto tecniche, set e abilità del mestiere”. E proprio Sub FM, emittente pirata made in UK, con un ruolo primario nella diffusione della bass music, è sempre stata un punto basilare e strumento di cultura per il nostro dj. Solo che, ad un certo punto, intorno al 2009, da fervido ascoltatore Dj Foster si trova a diventare conduttore di uno show tutto suo su quelle stesse frequenze. Da circa tre anni così, ogni lunedi dalle 14 alle 16, Londra trasmette in etere e sul web le sonorità di questo dj italiano, cresciuto nelle Marche: “Senza la radio e alcune persone, io non sarei sicuramente qui. Due ore di radio a settimana ti permettono di costruire in maniera più tranquilla il tuo set, senza ansie o aspettative del momento, andando a cercare sfumature diverse da quelle che propriamente si vivono sul dancefloor”.
TECNICA E SCELTE
Un altro requisito fondamentale per un produttore o dj, è quello di sperimentare nell’ambito sonoro, cercare nuove tecniche e adattarle al proprio stile, proprio come fa un sarto quando costruisce un abito su misura. Dj Foster in tal senso, è un purista del vinile, uno che colleziona chili di dubplates ma che, allo stesso tempo, ha saputo adattarsi e prendere il meglio dalle nuove tecnologie, senza storcere il naso come molti nell’ambiente. “Un dj set si vede anche dalle vibrazioni che emana e dalla selecta che si propone. E poi bisogna stare al passo, aprire la mente e non rimanere ancorati e fermi su certe cose”. Il suo percorso poi, lo ha portato anche ad utilizzare una tecnica particolarmente divertente per chi ascolta, quella dei tre decks (naturalmente non è il primo a farlo): “L’impatto sonoro usando questa tecnica, costruendo qualcosa di lineare, ma allo stesso tempo veloce e magari più attraente per il pubblico, facendo dialogare e giocare tre pezzi contemporaneamente, è qualcosa che davvero diverte, me per primo. E se io mi diverto ci sono più probabilità che lo faccia anche chi mi ascolta”. Se a questo ci si aggiunge il fatto che Foster resta un fedele del sound roots, snobbando quelle che sono le mode velleitarie del momento, il cerchio attorno a una figura come la sua inizia a quadrare.
ATTITUDINE
Sembrerebbe banale, ma Dj Foster è una di quelle persone che ha costruito la sua figura attorno a dei concetti molto semplici e spesso sottovalutati: tranquillità e umiltà. Uno di quelli che, pur sapendo di aver buttato i semi su un terreno incolto e di costituire un tramite, grazie alla collaborazione con Sub FM, fra sonorità italiane e inglesi, ringrazia per i complimenti, come si suol dire, ma mantiene un cosiddetto low-profile. Parlando poi dell’attitudine nei confronti di un genere come la dubstep, ci si rende conto che le parole dette prima hanno davvero un senso. Luca parla di “suoni ancorati” ma allo stesso tempo di “suoni freschi” e soprattutto della necessità di spingere “quei suoni che sono il risultato della mia formazione fino ad oggi”.
PRODUZIONI
Per quel che riguarda i mixtape che lo vedono protagonista, vale la pena ascoltare l’Outlook Mix (che trovate qui sopra), confezionato per l’Outlook Festival a cui parteciperà, e Dj Foster X New Era, con dentro uno special guest di Ganji-Killah, dedicato ai più famosi omonimi cappelli. Sempre a questo proposito, Ganji Killah sta ultimando un altro lavoro, una bomba a metà fra grime e hiphop: Cotto e Bruciato Mixtape. Aspettiamo trepidanti.
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Dj Foster
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Sub FM
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il movimento della bass culture si muove intorno a noi grazie a gente che si sbatte per renderlo alla portata di tutti .chi conosce apporfondice ,chi non conosce impara .complimenti per l’iniziativa continuate così
maremma maiala ho scazzato ascrivere “approfondisce” strano tanto non sbaglio mai a scrivere .ancora complimenti a tutti !!!!!!!!!!
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