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Tractor Lovers vol. IV – Numa Crew

27 giugno 2012 | ciroma 2 commenti stampa stampa
 

La redazione di Soca Beat decide di allargare le sue congiunture, facendo focus on su uno dei suoi campi di riferimento, tra i bpm sparati a 360° e le altre sonorità bastarde che, ogni giovedì, riesce a farvi inalare tramite l’etere. Producer, Dj e protagonisti della scena italiana, messi di fronte alla domanda di raccontare quel mondo dalla mescola diversificata che noi chiamiamo bass music. Suoni che, questa volta, si trasformano in parole che creano sfumature viste dagli occhi di chi, in quell’ambiente, ci vive e sa farsene travolgere.

Tractor Lovers
vol. IV:
Numa Crew

 

(a cura di Francesco Cristiano e Marcello Farno, con l’aiuto spirituale di Mattia Argieri. Un doveroso grazie a Mimmo Gallo e Valerio Panettieri)

 

 

(Istruzioni per la lettura: prima di iniziare premi play, keep the sound)

New Underground Massive Alliance o, più semplicemente, Numa Crew. Uno dei primi collettivi dubstep nati in italia che, dal 2005, stabilmente unisce fotta e intenti di Lapo, Lèonard P, Botz, T.Kay, Arge e Mc DaNinjaz.

Resident dj al Mud Club di Firenze, storico locale, diventato, anche grazie al loro apporto, uno dei (furono) punti di riferimento per lo spaccio della bass music in Italia. Dal 2007 danno vita, con Simone “Seemo” Fabbroni e Alberto “Tuzzy” Tucci, al progetto Elastica, label discografica con la quale iniziano a pubblicare numerosi EP, affiancandosi ad artisti del panorama europeo, da Zion Train a Madaski fino agli Asian Dub Foundation.

Come costola dell’etichetta Elastica, nel 2008 nasce Erba Records, con la quale pubblicano tre bootleg, in edizione 12” (“Herbalist”, “Gangsta Nuh Play”, “Sweet Life”), tutti, puntualmente, record di vendita in ambito dubstep sui principali portali web internazionali. Nel corso degli anni Numa Crew esce su poi varie altre etichette nazionali e internazionali: EMI, Foulplay Records, DBox e System Crash.

Oltre a questo, la crew trasmette stabilmente anche dalle frequenze di Sub.FM, una delle principali webradio inglesi in ambito bass. Anche così la fama del progetto cresce, ben oltre i confini nazionali, e consolida Numa Crew come una delle realtà più seguite dell’intero panorama europeo. Le date internazionali diventano sempre più frequenti sia in Europa (Germania, Francia, Romania, Inghilterra, Austria, Bulgaria, Spagna, Outlook Festival) che in diversi paesi dell’America Latina (Colombia, Bolivia, Ecuador e Messico).

QUALCOSA SI MUOVE

Come nelle migliori storie, anche nel caso della Numa Crew, permane forte nel ricordo degli inizi quell’alone di artigianato e leggenda che finisce, inevitabilmente, per dare poi forma al tutto: “Quando abbiamo iniziato a suonare stavamo sempre a casa di Lapo. Presi benissimo, con una fotta micidiale. Quella cantina, coi topi, pensiamo possa rappresentare l’immagine esatta di cosa fosse per noi il concetto di grime, di dubstep, agli inizi. La cantina era il nostro centro creativo”.

Gradualmente, col tempo, iniziano ad arrivare anche le prime esperienze, i primi approcci con le altre realtà: “Dal 2006 iniziamo la nostra esperienza radiofonica, dapprima con BreaksFM, poi con Novaradio. Buttiamo giù anche i primi podcast collettivi. Arrivano feddback, conoscenze, crescita, strette di mano. In questo senso, la radio è stata il nostro tramite, la nostra porta d’accesso per entrare stabilmente in un dato giro”.

Parallelamente, assieme a Simone Fabbroni e Alberto Tucci, prende forma anche l’idea di dar vita a una label dubstep: nasce così Elastica: “Loro ci hanno veramente aiutato in maniera genuina e senza pretese. Il nostro percorso sarebbe stato più difficile se non li avessimo incontrati”. I Numa Crew la inaugurano con quella che è la loro prima release, a cui ne seguono ben presto altre. Prende vita anche il progetto Erba Records. Le release aumentano, i feedback anche.

OUT IN THE STREETS

Numa Crew diventa così non più qualcosa di limitamente circoscritto al raggio di club e scena italiana: “Abbiamo stabilmente iniziato a parlare in lingua europea. Attorno al 2008, 2009, veniamo anche chiamati a suonare per le prime volte all’estero. Fare date fuori ti dà un bagaglio d’esperienza indicibile”.

Ed è così, che attraverso stile e (ri)conoscenza, la ciurma fiorentina guadagna anche, per ben due anni consecutivi, un posto d’onore nella line-up del prestigioso Outlook Festival: “L’aspetto più importante di una cosa come l’Outlook sta, più che nel live e nell’esibizione in sé, nelle diverse dinamiche che si vengono a creare con un sacco di artisti di scala mondiale, dalle alleanze e dalle amicizie che poi vai a stringere”.

DUBSTE(EEEH?)P

Ovvio che, arrivati a un certo punto, il discorso non possa che andare inevitabilmente a cadere in quello che è l’indice ormai correllato al senso della parola dubstep. Perché il 2011 è stato l’anno della globalizzazione, perché anche in Italia, a livello proto-mainstream, si pensa si sia arrivati a cogliere l’ideale portata innovativa di un suono, svuotato però di tutto quello che è il suo spessore originario: “È l’attitudine che è sbagliata. Si sfrutta la scia che il sound a livello mondiale ha ormai generato, ma a uscirne fuori è roba senza grossa personalità. Oramai si parla di dubstep in certi ambienti, in determinati modi, che non ci viene spontaneo considerare tali. Anche in Italia, questa corsa al drop che c’è stata ad esempio nell’ambiente hip hop , se è questo quello che deve essere considerato dubstep, allora noi ti diciamo che questa non è la nostra scena”.

La scena, per come la considera la Numa Crew, è quella invece formata da gruppi, crew, che si reggono su un background fatto d’attitudine e sbattimenti, condivisione e volontà di lavorare per diffondere il verbo, a seconda delle varie prospettive: “Se dobbiamo citare un producer, una persona che apprezziamo per il modo nel quale realizza e fa girare le cose, allora diciamo Digi G’Alessio, che è uno soprattutto capace di far entrare tante contaminazioni nel suo suono, che è poi la cosa che a noi interessa. Anche Numa Crew in questo ha sempre assorbito naturalmente tutte le naturali evoluzioni che ci sono cresciute addosso. Viaggiamo a 360 gradi, questo è il nostro stile”.

ASCOLTI FONDAMENTALI

Prima cosa, in un genere come la dubstep, è la ricerca che parte dai bassi, in un sound dunque direttamente figlio di quello che è il dub giamaicano: “Tutta la musica proveniente da lì ci ha influenzato, dal dub al reggae per finire alla dancehall. Ovvio che però non è stata la nostra sola fonte di sostentamento, fondamentale ad esempio è stato uno come J Dilla, così come la musica jazz, la salsa, la jungle drum’n'bass, la techno”.

Tornando alle radici old-school della cosa, la Numa Crew si dice “profonda debitrice delle release della Tempa, dei Digital Mystikz, di tutte le seminali sonorità direttamente figlie del grime”.

ATTITUDINE

Parlare di Numa Crew significa anche parlare di un agglomerato di personalità diverse. All’interno delle quali è doveroso trovare un equilibrio che permetta in primis la crescita dell’idea come collettivo: “Tante personalità, diverse attitudini. E dunque allo stesso tempo il nostro bisogno è quello di una crescita individuale che però, ovviamente, deve riflettersi in quello che è il collettivo. Nel senso che è lì che poi il discorso della crew riesce a ripagare tutti. Solo se si sfruttano le potenzialità di ogni singolo adeguatamente”.

Il background, si diceva prima: “Noi siamo direttamente figli di una mentalità Do It Yourself. Nel senso che, sin dall’inizio, ci si è trovati bene o male a fare tutto da soli. E così ci siamo messi in gioco, ci siamo alzati le maniche. E in questo il primo push è stato importante, perché abbiamo dapprima fatto gruppo da noi e poi ci è stato anche più naturale entrare in contatto con gli altri”.

È semmai l’ambiente intorno quello a essere cambiato: “Come già dicevamo, abbiamo iniziato in un periodo in cui in Italia ancora nessuno faceva queste cose, quindi avevamo le orecchie fisse a Londra. Poi, naturalmente, tutto è cambiato, anche all’estero ovvio. Per quel che ci riguarda, e ribadiamo già ciò che dicevamo prima, il nostro obiettivo è continuare a fare altri step, aprire nuove porte, dar vita a nuove collaborazioni, mantenendo la nostra attitudine di fondo”

PROGETTI & FEATURING

E le collaborazioni, gli step anche verso territori altri, nella carriera della Numa Crew sicuramente non mancano: “Tra i principali progetti satellite, che abbiamo già portato avanti, vanno segnalati: Telematik Guru, nato per coltivare un suono tra glitch, post-dubstep e IDM, del quale è uscita, all’inizio del 2012 su Elastica, una raccolta di remix; e poi VoOdOo ReBeL, nuova etichetta discografica che si focalizza sul sound elettronico globale, derivante dalla fusione di suoni kuduro, dubstep, uk funky, moombahton e in genere di tutti i nuovi ritmi che arrivano dal ghetto mondiale”.

E soprattutto non mancheranno di stupire, vista anche l’imminenza di altri due progetti, che si prospettano molto importanti: “Da una parte c’è una cosa che stiamo portando avanti con Dj Foster, e che prevede la nascita di questa etichetta, 8hz, che si dedichi soprattutto a un tipo di dubstep che ci piace definire sperimentale, vicino al concetto di elettronica in senso stretto, ai concetti di meditazione, di vinile. Dall’altra c’è invece anche l’imminente uscita di un nostro lavoro per la Convoy UNLTD, l’etichetta di Dub Fx. Lui è uno che per attitudine sentiamo veramente molto vicino, uno che non segue logiche mainstream, che è parte della strada dalla quale è partito”.

INTERNET 2.10

A chiosa di tutto, inevitabilmente, si finisce a parlare di internet, virtualità in senso di lato, di necessarietà e differenziazione della cosa: “Ovviamente internet è un grande vantaggio, per diverse cose, dalle possibilità di costruire le date, agli strumenti di condivisione e networking, di possibili connessioni con realtà anche distanti milioni di chilometri. Di contro però, mantiene un grosso pericolo, quello di  creare un sistema ipocrita, fondato sul virtuale. Uno che rimane chiuso nella sua gabbia di Facebook o Soundcloud, non assaporerà mai niente. Il bello di fare il producer, il dj, sta invece proprio nel fatto di sentirsi parte di qualcosa, di fare qualcosa che sia veramente socialmente utile. Se rimani un semplice spettatore allora, perdi tutto il significato connesso alla faccenda”.

LINKS

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TRACTOR LOVERS

Vol. I – Dj Foster
Vol. II – Leleprox
Vol. III – Bonnot

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2 commenti »

  • radio ciroma 105.7FM – cosenza | rumori nell'etere cittadino » Blog Archive » SocaLa vol. XVI // Lapo – Essential Numa Crew il 20 gennaio 2013 alle 15:09 ha scritto:

    [...] diversi paesi dell America Latina (Colombia, Bolivia, Argentina e Messico).Fai un giro anche qui: Tractor Lovers vol IV – Numa CrewTRACKLIST:GANGSTA NA PLAY VIP mavado vs botz numa crew SOMETHING DABGEROUS botz numa crew STREET [...]

  • The Ninja Company il 16 agosto 2014 alle 00:21 ha scritto:

    Abscess could be of the following types: skin abscess or boils (armpits, groins etc are the vulnerable regions),
    peri-rectal (abscess in rectal area), Bartholin’s (abscess in the external vaginal area),
    pilonidal (abscess along the tail bone), and hepatic (abscess in liver), and dental (abscess in teeth), peritonsillar
    (abscess in tonsils) etc. Always make sure that
    each and every cabinet that you hang or set is plumb and level.
    These preventative steps may have to be taken in scenario of
    getting cabinets from a branded retailer as well in view that every
    now and then they sell low quality goods
    in the name of their label and ask for an excessive amount for awful products.
    It has an ergonomic Savvy – Grip handle and a no-slip base
    and is safe in the dishwasher (on the top rack only).

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