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Che
il mercato discografico sia in crisi è un dato di
fatto. Quello che forse a non tutti è chiaro il motivo
per il quale è maturata la crisi. A voler sentire i
mass-media “tradizionali”, tradizionalmente legati
alle grosse major discografiche, il tutto è da
ricercare nella pirateria musicale. E per pirateria
musicale è da intendere sia il fenomeno dei cd
“taroccati” che la condivisione di file mp3 via web.
Ma le cose stanno così? Siamo sicuri che chi acquista
un cd non originale sia la stessa persona che acquista
cd in un negozio? Siamo certi che chi scarica musica non
compri poi il disco, una volta appurata la “bontà”
di quest’ultimo? O forse la crisi è da ricercare
nell’elevato costo del cd? Perché sui libri l’Iva
non grava sul prezzo finale del bene (e chiaramente
neanche su quello intermedio!), in quanto assimilato,
giustamente, ad “opera del patrimonio culturale”,
mentre la musica resta discriminata? In tutto questo
discorso si inserisce il progetto “Anomolo” che
ribalta la situazione. Non solo la possibilità di
“scaricare” musica dalla rete, ma l’occasione per
molti musicisti di registrare un disco, di distribuirlo
e di curare anche l’aspetto grafico del packaging. Il
tutto gratuitamente! Ne abbiamo parlato con Marco,
fondatore del progetto in questione, che si pone alla
ribalta dell’universo musicale per l’estrema
innovazione che offre a tutti, musicisti e fruitori di
musica…..
L’inizio è scontato e penso che a farti questa domanda siano stati tutti quelli che ti hanno intervistato: cosa vi ha spinto ad un operazione di questo genere?
La passione innanzitutto, ma anche il desiderio di fare qualcosa per svincolare la cultura musicale dalla commercializzazione e dalla tenaglia della SIAE. La cultura dovrebbe essere un diritto riconosciuto dallo stato, come la scuola dell’obbligo, ma allo stato peserebbe come un macigno, un macigno oltretutto pericoloso e infruttuoso se guardato dal punto di vista del profitto.
In molti si chiederanno come stanno le cose con la Siae…. Ci tocca anche a noi farti questa domanda…..
La SIAE controlla i diritti dei suoi iscritti, noi quelli dei nostri. Con la differenza che noi non chiediamo un centesimo. Siamo completamente al di fuori del copyright, senza trasgredire le leggi che lo regolamentano. Gli artisti di Anomolo, in accordo con la filosofia dell’etichetta, accettano la libera diffusione delle proprie opere senza alcuna limitazione, se non quella di non ricavarne guadagni in denaro.
Prima c’era Napster, poi Audiogalaxy, ora c’è l’avvento della “peer-to-peer domination”; vuoi spiegare a chi ci legge le differenze tra voi e le esperienze che ho citato prima?
Anomolo produce e distribuisce album originali completamente scaricabili dal sito; nessun brano è protetto da copyright per cui, chiunque se ne impossessa o ne fa copie, non vìola la legge. Nelle esperienze che hai citato, chi si appropria dei brani disponibili in rete, agisce contro la volontà dei legittimi proprietari e delle case discografiche che ne controllano gli aspetti commerciali, quindi commette reato. Poi, nella realtà, il reato è di chi vende CD a 20 euro.
Parliamo dei gruppi che avete “sotto contratto”. Penso che anche per loro le motivazioni ad entrare in un progetto come il vostro debbano essere forti. Se è vero, come è vero, che registrare un disco è impresa ardua, è vero pure che chi inizi a suonare, oltre che per passione, lo faccia anche per poter “vivere” di musica.
Non si vive di solo pane è vero. Ma non è certo dalla vendita dei dischi che si decreta la sopravvivenza di un artista o di una band. Tant’è che nel nostro paese molti musicisti fanno anche un altro lavoro. Anomolo vuole invece incentivare l’attività concertistica, portare i propri artisti in giro per l’Italia e se possibile, in futuro anche per il mondo. Proprio in questi giorni stiamo prendendo contatti con agenzie di organizzazione spettacoli, per concretizzare almeno in parte quello che ci frulla in testa già da tempo e cioè organizzare eventi live che testimonino il reale valore del progetto e delle bands in catalogo. Ma come ripeto, stiamo muovendo solo i primi passi in questa direzione, ci vuole tempo e queste cose non si possono improvvisare.
Il costo di un cd ormai tra IVA ed oneri accessori vari è alle stelle. Le royalities degli artisti non sono poi così alte, o meglio, non penso influiscano in maniera determinante sul prezzo finale del prodotto. Può essere il vostro un metodo di diffusione che porti le bands a concentrarsi di più sull’elemento “live” come fonte di introiti economici?
Come dicevo prima, il punto di arrivo per una band o un artista di Anomolo sono gli spettacoli dal vivo. Semplicemente perché rappresentano per loro l’unica fonte di guadagno. E’ per questo che chiediamo a chi desidera collaborare materialmente all’iniziativa, di contattarci se ci sono possibilità di scambio di eventi, concerti etc.; alla fine, il successo del progetto, è determinato principalmente da due cose, dalla qualità delle proposte e dalla possibilità di portarle direttamente nelle città. In altre parole, si tratta di trasferire una realtà virtuale in contesti reali, fisici. Poi suonare è quello che le band preferiscono fare.
A parte i gruppi presenti sul vostro sito, avete avuto contatti con bands più conosciute, anche solo per curiosità, o a priori escludete la presenza di musicisti già affermati?
A priori non escludiamo nessuno, se ci piace quello che fa. Il problema è un altro e non dipende da noi ma dalla SIAE che non accetta situazioni multiple di gestione dei diritti. Mi spiego meglio, se domani per assurdo i Marlene Kuntz decidessero di donarci dei loro brani, la SIAE glielo impedirebbe; o si stà con loro o si stà “contro” di loro.
Mettiamo il caso che un “vostro” gruppo venga contattato da un’etichetta “tradizionale”: come proseguirebbe il rapporto con voi?
Quello
che ci è stato affidato resta di nostra proprietà,
anche se l’artista dovesse decidere di lasciare
l’etichetta (dato che non gli viene imposto nulla in
questo senso) e per un motivo molto semplice: la nostra
struttura organizzativa ci consente di fornire alla band
molta visibilità, siti e grafica delle copertine curata
dai migliori design del mondo. E non è un modo di dire,
pensa solo che il sito dei Soffull, una delle nostre
band, lo sta realizzando Andreas Kalborn, design danese
che lavora per Method Design una delle principali
agenzie del mondo e che l’ultimo servizio fotografico
delle prime tre band prodotte, è stato realizzato da
Bertrand Bosredon, fotografo francese noto per i suoi
servizi a Radiohead, Bijork e Sonic Youth, il tutto
gratuitamente. Tutto questo in cambio di due sole
condizioni, che il materiale resti comunque a nostra
disposizione e che non sia coperto da diritti di
copyright prima e dopo la pubblicazione. Ripeto, non ci
sono vincoli particolari che legano gli artisti
all’etichetta, sono liberi di andarsene in qualunque
momento. Li ringrazieremo di aver percorso la nostra
stessa strada anche se per un breve tratto.
Siete
a conoscenza di iniziative simili alla vostra,
chiaramente al di fuori dei confini nazionali? (se
si:quali sono – se no:come sono state le reazioni al
di fuori dell’Italia?)
Ci
sono altre iniziative che ruotano intorno alla filosofia
del no-copyright anche se non così strutturate. Anomolo
ha sicuramente il vantaggio, e per una serie di
motivazioni che sarebbe lunghissimo elencare, di essersi
spinta molto più in là delle altre, di essere riuscita
a costituire una vera etichetta di produzione e
distribuzione restando completamente al di fuori del
mercato tradizionale, pur lavorando allo stesso modo.
Tengo a sottolineare questo aspetto dato che in diverse
situazioni siamo stati scambiati erroneamente per una
sorta di Vitaminic dei poveri; i gruppi che sono in
catalogo sono stati selezionati secondo criteri di
valutazione molto rigidi, tanto che dei circa cinquanta
demo arrivati negli ultimi due mesi ne sono stati scelti
appena due. Alla qualità del suono possiamo anche
soprassedere, non all’originalità. Inoltre non
ragioniamo mai per generi musicali e questa, nel
panorama delle etichette indipendenti, è un’assoluta
novità. Se una band propone musica elettronica di
avanguardia, ha
le stesse possibilità di essere scelta di quella che
suona rock tradizionale, l’essenziale è che ci
piaccia, che sia interessante. Dentro Anomolo puoi
trovare di tutto, anche il liscio se elaborato in modo
insolito e interessante, cioè nuovo!
Facciamo
un salto in avanti di una ventina d’anni: come
immagini il futuro del mercato discografico mondiale?
Tra
venti anni? Non saprei. Mi auguro tuttavia che il
buonsenso dell’umanità sappia separare le cose che
devono fruttare soldi da quelle che devono fruttare
cultura, nel senso più esteso del termine. Rischio di
ripetermi, ma a mio modo di vedere non è conveniente
mischiare le azioni commerciali con l’espressione
artistica, non ci sono più i presupposti per tenere le
due cose insieme in modo equilibrato. Gli interessi
economici assorbono e sovrastano completamente quelli
artistici e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
E’ come voler impugnare
l’aria, non può funzionare.
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