SPECIALE ANOMOLO

LA MUSICA CHE NON SI PAGA

Non vi sembra vero, eppure è così! Finalmente è possibile scaricare la musica da internet, legalmente e gratis.

di Pasquale D'Ambrosio

Che il mercato discografico sia in crisi è un dato di fatto. Quello che forse a non tutti è chiaro il motivo per il quale è maturata la crisi. A voler sentire i mass-media “tradizionali”, tradizionalmente legati alle grosse major discografiche, il tutto è da ricercare nella pirateria musicale. E per pirateria musicale è da intendere sia il fenomeno dei cd “taroccati” che la condivisione di file mp3 via web. Ma le cose stanno così? Siamo sicuri che chi acquista un cd non originale sia la stessa persona che acquista cd in un negozio? Siamo certi che chi scarica musica non compri poi il disco, una volta appurata la “bontà” di quest’ultimo? O forse la crisi è da ricercare nell’elevato costo del cd? Perché sui libri l’Iva non grava sul prezzo finale del bene (e chiaramente neanche su quello intermedio!), in quanto assimilato, giustamente, ad “opera del patrimonio culturale”, mentre la musica resta discriminata? In tutto questo discorso si inserisce il progetto “Anomolo” che ribalta la situazione. Non solo la possibilità di “scaricare” musica dalla rete, ma l’occasione per molti musicisti di registrare un disco, di distribuirlo e di curare anche l’aspetto grafico del packaging. Il tutto gratuitamente! Ne abbiamo parlato con Marco, fondatore del progetto in questione, che si pone alla ribalta dell’universo musicale per l’estrema innovazione che offre a tutti, musicisti e fruitori di musica…..  

L’inizio è scontato e penso che a farti questa domanda siano stati tutti quelli che ti hanno intervistato: cosa vi ha spinto ad un operazione di questo genere? 

La passione innanzitutto, ma anche il desiderio di fare qualcosa per svincolare la cultura musicale dalla commercializzazione e dalla tenaglia della SIAE. La cultura dovrebbe essere un diritto riconosciuto dallo stato, come la scuola dell’obbligo, ma allo stato peserebbe come un macigno, un macigno oltretutto pericoloso e infruttuoso se guardato dal punto di vista del profitto. 

In molti si chiederanno come stanno le cose con la Siae…. Ci tocca anche a noi farti questa domanda….. 

La SIAE controlla i diritti dei suoi iscritti, noi quelli dei nostri. Con la differenza che noi non chiediamo un centesimo. Siamo completamente al di fuori del copyright, senza trasgredire le leggi che lo regolamentano. Gli artisti di Anomolo, in accordo con la filosofia dell’etichetta, accettano la libera diffusione delle proprie opere senza alcuna limitazione, se non quella di non ricavarne guadagni in denaro. 

Prima c’era Napster, poi Audiogalaxy, ora c’è l’avvento della “peer-to-peer domination”; vuoi spiegare a chi ci legge le differenze tra voi e le esperienze che ho citato prima? 

Anomolo produce e distribuisce album originali completamente scaricabili dal sito; nessun brano è protetto da copyright per cui, chiunque se ne impossessa o ne fa copie, non vìola la legge. Nelle esperienze che hai citato, chi si appropria dei brani disponibili in rete, agisce contro la volontà dei legittimi proprietari e delle case discografiche che ne controllano gli aspetti commerciali, quindi commette reato. Poi, nella realtà, il reato è di chi vende CD a 20 euro. 

Parliamo dei gruppi che avete “sotto contratto”. Penso che anche per loro le motivazioni ad entrare in un progetto come il vostro debbano essere forti. Se è vero, come è vero, che registrare un disco è impresa ardua, è vero pure che chi inizi a suonare, oltre che per passione, lo faccia anche per poter “vivere” di musica. 

Non si vive di solo pane è vero. Ma non è certo dalla vendita dei dischi che si decreta la sopravvivenza di un artista o di una band. Tant’è che nel nostro paese molti musicisti fanno anche un altro lavoro. Anomolo vuole invece incentivare l’attività concertistica, portare i propri artisti in giro per l’Italia e se possibile, in futuro anche per il mondo. Proprio in questi giorni stiamo prendendo contatti con agenzie di organizzazione spettacoli, per concretizzare almeno in parte quello che ci frulla in testa già da tempo e cioè organizzare eventi live che testimonino il reale valore del progetto e delle bands in catalogo. Ma come ripeto, stiamo muovendo solo i primi passi in questa direzione, ci vuole tempo e queste cose non si possono improvvisare. 

Il costo di un cd ormai tra IVA ed oneri accessori vari è alle stelle. Le royalities degli artisti non sono poi così alte, o meglio, non penso influiscano in maniera determinante sul prezzo finale del prodotto. Può essere il vostro un metodo di diffusione che porti le bands a concentrarsi di più sull’elemento “live” come fonte di introiti economici?

Come dicevo prima, il punto di arrivo per una band o un artista di Anomolo sono gli spettacoli dal vivo. Semplicemente perché rappresentano per loro l’unica fonte di guadagno. E’ per questo che chiediamo a chi desidera collaborare materialmente all’iniziativa, di contattarci se ci sono possibilità di scambio di eventi, concerti etc.; alla fine, il successo del progetto, è determinato principalmente da due cose, dalla qualità delle proposte e dalla possibilità di portarle direttamente nelle città. In altre parole, si tratta di trasferire una realtà virtuale in contesti reali, fisici. Poi suonare è quello che le band preferiscono fare. 

A parte i gruppi presenti sul vostro sito, avete avuto contatti con bands più conosciute, anche solo per curiosità, o a priori escludete la presenza di musicisti già affermati?

A priori non escludiamo nessuno, se ci piace quello che fa. Il problema è un altro e non dipende da noi ma dalla SIAE che non accetta situazioni multiple di gestione dei diritti. Mi spiego meglio, se domani per assurdo i Marlene Kuntz decidessero di donarci dei loro brani, la SIAE glielo impedirebbe; o si stà con loro o si stà “contro” di loro.

Mettiamo il caso che un “vostro” gruppo venga contattato da un’etichetta “tradizionale”: come proseguirebbe il rapporto con voi?

Quello che ci è stato affidato resta di nostra proprietà, anche se l’artista dovesse decidere di lasciare l’etichetta (dato che non gli viene imposto nulla in questo senso) e per un motivo molto semplice: la nostra struttura organizzativa ci consente di fornire alla band molta visibilità, siti e grafica delle copertine curata dai migliori design del mondo. E non è un modo di dire, pensa solo che il sito dei Soffull, una delle nostre band, lo sta realizzando Andreas Kalborn, design danese che lavora per Method Design una delle principali agenzie del mondo e che l’ultimo servizio fotografico delle prime tre band prodotte, è stato realizzato da Bertrand Bosredon, fotografo francese noto per i suoi servizi a Radiohead, Bijork e Sonic Youth, il tutto gratuitamente. Tutto questo in cambio di due sole condizioni, che il materiale resti comunque a nostra disposizione e che non sia coperto da diritti di copyright prima e dopo la pubblicazione. Ripeto, non ci sono vincoli particolari che legano gli artisti all’etichetta, sono liberi di andarsene in qualunque momento. Li ringrazieremo di aver percorso la nostra stessa strada anche se per un breve tratto.

Siete a conoscenza di iniziative simili alla vostra, chiaramente al di fuori dei confini nazionali? (se si:quali sono – se no:come sono state le reazioni al di fuori dell’Italia?)

Ci sono altre iniziative che ruotano intorno alla filosofia del no-copyright anche se non così strutturate. Anomolo ha sicuramente il vantaggio, e per una serie di motivazioni che sarebbe lunghissimo elencare, di essersi spinta molto più in là delle altre, di essere riuscita a costituire una vera etichetta di produzione e distribuzione restando completamente al di fuori del mercato tradizionale, pur lavorando allo stesso modo. Tengo a sottolineare questo aspetto dato che in diverse situazioni siamo stati scambiati erroneamente per una sorta di Vitaminic dei poveri; i gruppi che sono in catalogo sono stati selezionati secondo criteri di valutazione molto rigidi, tanto che dei circa cinquanta demo arrivati negli ultimi due mesi ne sono stati scelti appena due. Alla qualità del suono possiamo anche soprassedere, non all’originalità. Inoltre non ragioniamo mai per generi musicali e questa, nel panorama delle etichette indipendenti, è un’assoluta novità. Se una band propone musica elettronica di avanguardia,  ha le stesse possibilità di essere scelta di quella che suona rock tradizionale, l’essenziale è che ci piaccia, che sia interessante. Dentro Anomolo puoi trovare di tutto, anche il liscio se elaborato in modo insolito e interessante, cioè nuovo!

Facciamo un salto in avanti di una ventina d’anni: come immagini il futuro del mercato discografico mondiale?

Tra venti anni? Non saprei. Mi auguro tuttavia che il buonsenso dell’umanità sappia separare le cose che devono fruttare soldi da quelle che devono fruttare cultura, nel senso più esteso del termine. Rischio di ripetermi, ma a mio modo di vedere non è conveniente mischiare le azioni commerciali con l’espressione artistica, non ci sono più i presupposti per tenere le due cose insieme in modo equilibrato. Gli interessi economici assorbono e sovrastano completamente quelli artistici e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. E’ come voler impugnare  l’aria, non può funzionare.

 

 

 

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