E' PROPRIO SVILUPPO SOSTENIBILE?

A Simeri Crichi è in fase di ultimazione l'iter burocratico per la realizzazione di una centrale termoelettrica: l'ultima bufala ai danni del territorio calabrese.

di: Giorgio Sia, Erika Sabato e Mauro Gagliardi*

Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio, di concerto con il Ministero per i beni e le attività culturali, hanno dato il loro assenso alla realizzazione della centrale termoelettrica nella località di Simeri Crichi, sostenendo che quest’ultima possa essere strumento di sviluppo territoriale.

L’investimento prevede 330 milioni di €uro con un’occupazione stimata in 700 unità per i primi due anni di realizzazione e poi, durante la fase di gestione (25 anni) impiegherà un massimo di 50 unità tra addetti diretti e indiretti. Trascorsi questi anni, per continuare il funzionamento della centrale, sarà necessario un riadeguamento con conseguente nuovo e ingente investimento di capitale.

Simeri Crichi è un piccolo comune della provincia di Catanzaro, presenta una popolazione residente di 3836 abitanti ed una estensione territoriale che dall’entroterra giunge fino al mar jonio.

Questa località presenta caratteristiche tipiche delle zone rurali, paesaggio collinare con una contenuta antropizzazione e un’intensa attività agricola che si evidenzia particolarmente in colture da frutto e serre, oliveti, viti, orzo e grano. Sono anche presenti case sparse, con incluso il Centro Agricolo Sperimentale, ad una distanza di 450 m dal sito scelto per l’insediamento della centrale.

Il clima è temperato, caratterizzato da una relativa umidità, l’ambiente idrico locale è prevalentemente costituito dal mare con le sue coste ed i suoi fondali sabbiosi e dal fiume Alli. Sulla sponda opposta del fiume è attualmente in funzione una discarica di circa 5 ettari realizzata negli anni ’90 per lo smaltimento di rifiuti solidi urbani. Recenti studi hanno segnalato che la metà del territorio limitrofo all’area è caratterizzato da zone in dissesto o in degradazione con scarsa consistenza dei suoli, evidenziando che la maggior parte di essi, se sottoposti a carichi concentrati anche minimi, potrebbero subire deformazioni irreversibili fino a rottura.

L’insediamento della centrale, avrà sul territorio degli effetti di varia natura:

  • sull’atmosfera, sono identificabili nella ricaduta al suolo di ossidi di carbonio e di azoto;
  • sull’ambiente, idrico sono attribuibili lo scarico a mare delle acque reflue;
  • sul suolo, sono riconducibili alle torri di raffreddamento, gocce di acqua salata (circa 0,4 m3/h) ed alla conseguente deposizione di sale che interesserà: le aree interne al perimetro della centrale, l’area PIP del Comune di Simeri Crichi all’interno della quale sarà localizzato l’impianto, le aree esterne alla zona industriale che sono in piccola parte adibite ad uso agricolo;
  • sul clima acustico, possono essere attesi nei pressi della discarica e del Centro Agricolo Sperimentale (circa 45 dBA) in termini di pressione sonora presumibilmente mascherata dalle emissioni del traffico stradale di giorno, ma costituente un rumore di fondo la notte.
  • sul paesaggio dovuto a:    edifici e manufatti che compongono la centrale, la cui altezza varia tra i 15-17 m delle torri;   50 m del camino; pennacchio di vapore acqueo di lunghezza superiore a 300 m che potrebbe innalzarsi dal gruppo delle torri di raffreddamento per circa 350 ore/anno;
  • sulla flora, potrebbero essere attribuiti agli effetti tossici selettivi dell’aerosol marino sulle piante ed in particolare alla capacità di quest’ultimo di provocare la necrosi del tessuto fogliare.

A servizio della centrale sarà realizzata un’opera di Presa a Mare costituita:

  • da una vasca pompe localizzata a 250 metri dalla battigia, con bocca di presa sommersa e torrino posto tra le batimetriche –5 e –10 m;

  • da due condotte di lunghezza 4,6 km e 4,4 km, rispettivamente dedicate all’adduzione ed allo scarico dell’acqua mare, realizzate interamente interrate nell’alveo del fiume Alli.

L’ acqua aspirata dal mare, dissalata, verrà, in primo luogo utilizzata per il raffreddamento della centrale e poi, immessa nel sistema irriguo regionale. A tal proposito, l’Ufficio Bonifiche ed Irrigazioni del Dipartimento Agricoltura Foreste Caccia e Pesca della Regione Calabria dichiara la propria disponibilità a recepire circa 2 milioni di m3/anno di acque dissalate, e disponibili per uso agricolo, rese disponibili dall’impianto. Appare evidente che l’acqua risultante da questi processi e che sarà utilizzata per irrigare i campi non sarà delle più incontaminate.

Dalle conseguenze sul territorio su elencate, appare evidente che, al contrario di ciò che viene sostenuto dalle fonti ufficiali, la centrale non può rientrare nel programma di sviluppo sostenibile del territorio come invece è dichiarato dal Programma di Riqualificazione Urbana per uno Sviluppo Sostenibile del Territorio di Catanzaro,  in quanto va contro i principi di tutela ambientale.

Il fatto che il territorio in questione sia già gravemente danneggiato dalla presenza di una discarica, non giustifica un ulteriore danno all’ambiente; in oltre lo sviluppo sostenibile del territorio necessita di un equilibrio virtuoso tra regole di costruzione dei luoghi e ambiente, è necessario attingere alle risorse del presente tenendo conto del futuro.

Inoltre, non possiamo non valutare l’irrisoria ricaduta occupazionale in rapporto all’ingente capitale che s’intende investire, 330 milioni di €uro contro un totale di 50 addetti tra diretti e indiretti.

Bisogna considerare che questi pochi posti di lavoro saranno “sicuri” per soli 25 anni e che, se teniamo anche conto di eventuali altri insediamenti industriali che questo impianto dovrebbe attrarre grazie agli incentivi (sconti significativi sull’energia fornita alle aziende che verranno ad insediarsi nell’area produttiva di Simeri Crichi), il rapporto tra occupati e impatto ambientale appare, in ogni caso, assai sproporzionato. Risulta evidente che la costruzione di una centrale termoelettrica  per la località in questione,  una con il più alto tasso di disoccupazione dell’intera regione Calabria, non rappresenta sicuramente la scelta più opportuna per lo sviluppo economico e sociale di lungo periodo.

Parlando di energia, viene spontaneo porsi alcune domande: in un’era in cui la produzione di energia alternativa, più pulita, appare ormai una necessità più che una scelta, e soprattutto dopo che associazioni autorevoli, come Legambiente, spingono molto in questa direzione evidenziando il grave degrado ambientale ed atmosferico in cui versa l’intero pianeta, è ancora sensato investire su questi tipi di produzione energetica inquinanti e origine di depauperamento del territorio?

E soprattutto in un a regione come la Calabria in cui il paesaggio rappresenta una delle più importanti risorse?

Il nostro rapporto con il paesaggio è continuo perché non siamo solo osservatori ma protagonisti responsabili delle sue trasformazioni.

Affinché la conservazione del paesaggio avvenga in modo “attivo” e l’evoluzione delle strutture produttive non determini una perdita di valori, ma ne aggiunga piuttosto nuovi, occorre progettare le trasformazioni in modo consapevole.

Occorre “progettare il paesaggio” nel suo modificarsi e nel suo divenire, ricorrendo a quelle analisi che consentono di mettere in luce i fattori evolutivi, potendo così interpretare i “segni” visibili sul territorio.

Con “l’interpretazione di segni” si vuole indicare un metodo di conoscenza, d’analisi e di valutazione di quelle caratteristiche particolari proprie di ogni città, di ogni campagna, vallata, paese, di ogni territorio, che costituiscono l’identità del luogo.

Noi pensiamo che qualsiasi persona di buon senso che non sia influenzata da meri interessi economici e che abbia una minima conoscenza dei vantaggi ecologici e anche delle nuove e qualificate tipologie di occupazione che le nuove tecnologie per la produzione energetica offrono, risponderebbero No!!

In conclusione i vantaggi sono nettamente inferiori agli svantaggi, la cosa più grave che emerge da tutto ciò è il grossolano errore di valutazione delle alternative di investimento operato dalle Autorità competenti per lo sviluppo territoriale. È necessario prendere coscienza della responsabilità che tutti noi abbiamo nei confronti dei luoghi e della società in cui viviamo e quindi della necessità di indirizzare la scelte di coloro che ci rappresentano.

* studenti della specialistica di scienze turistiche

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