SPECIALE 25 APRILE

ORA E SEMPRE RESISTENZA

La seconda tappa del viaggio a puntate attraverso l'Italia partigiana in occasione del 60° anniversario della liberazione dell'Italia dal fascismo 

di: Capitan Chaos

 

MOTIVAZIONE DELLA MEDAGLIA D'ORO ALLA PROVINCIA DI MASSA - CARRARA

ARDENTE FOCOLARE DI VIVIDO FUOCO, ALL'INIZIO DELL'OPPRESSIONE NAZIFASCISTA SPRIGIONO' LA SCINTILLA CHE INFIAMMO' I SUOI FIGLI ALLA RESISTENZA.

VINSE LA FAME CON IL LEGGIADRO SACRIFICIO DELLE SUE DONNE E DEI SUOI RAGAZZI SANGUINANTI SUGLI IMPERVI SENTIERI; SUBI' DOVUNQUE STRAGI, DEVASTAZIONI E RAPPRESAGLIE ATROCI; SI ABBARBICO' ALLE NATIE MONTAGNE FACENDO DEL GRUPPO DELLE APUANE LA CITTADELLA INESPUGNATA DELLA LIBERTA'.

IN EPICI COMBATTIMENTI IRRISE PER NOVE MESI AL NEMICO E LO VINSE; SANTIFICO' IL SUO DOLORE E IL SANGUE DEI SUOI CADUTI, OFFRENDOLI COME OLOCAUSTO ALLA DIFESA DELLA PROPRIA TERRA ED ALLA REDENZIONE DELLA PATRIA.

SETTEMBRE 1943 - APRILE 1945

Il secondo di questi nostri 'incontri' per celebrare i 60 anni della Resistenza, evento praticamente ignorato dagli organi di informazione ufficiali, è con Francesca Rolla, partigiana di Carrara. Le oltre 40.000 donne italiane, che sono entrate nella resistenza in qualità di staffette o direttamente inquadrate nelle formazioni combattenti, hanno conquistato sul campo, col sacrificio nella lotta contro l'oppressore, il diritto di voto e di piena cittadinanza. Diritti che peraltro il fascismo aveva negato a tutti per vent'anni, uomini compresi.

L'esperienza di Francesca ha il gusto dolceamaro di chi ha vissuto una stagione irripetibile con tutte le sue contraddizioni, le sue delusioni, i suoi momenti epici, le sue tragedie. Prende parte attivamente alla sfiancante campagna della guerriglia in montagna dove sarà protagonista di diversi episodi dei quali ci dà qualche resoconto nell'intervista. Le piace ricordare gli anni della gioventù ma ci parla anche con rabbia e tristezza degli eccidi nazifascisti, dell'esecuzione delle spie, della grande delusione del dopoguerra per essere stata coinvolta in un processo palesemente ingiusto e fazioso per l'omicidio di un ex-fascista. In punto di morte egli aveva fatto il nome dell'omicida ma, a causa della falsa testimonianza di alcuni delatori, diversi ex-partigiani, tra i quali il fratello minore di Francesca, vengono messi sotto accusa in relazione all'episodio senza alcun valido motivo.

Le cose che mi hanno di più impressionato dopo aver incontrato alcuni partigiani sono quel sacro fuoco che i loro occhi paiono sprigionare e la profonda saggezza che scaturisce dalle loro parole. Per ovvi motivi un giorno anche l'ultimo di loro sarà scomparso. E' compito delle forze sane della nazione tenere accesa la sacra fiamma dell'ideale che spinse i figli d'Italia a prendere le armi per conquistare la pace. L'appello dell'ANPI, rivolto a tutti i cittadini antifascisti che intendano compiere un atto concreto, è quello di iscriversi all'associazione.

Eroi non ce n'erano, non almeno per quella che é la concezione odierna di tale figura. A dire il vero tra le file della Resistenza c'erano anche attendisti e, purtroppo, traditori. Ma ciò non può cancellare il sacrificio di chi ha sconfitto il nazifascismo e riscattato la Patria umiliata per tentare di darle un futuro di pace, lavoro e uguaglianza. Noi gli saremo per sempre riconoscenti nel nome degli ideali di libertà, quella vera, conquistata col sangue, col ferro e col fuoco sul campo di battaglia.

Estate 1944. Siamo alla vigilia della liberazione di Firenze e del ripiegamento delle forze tedesche verso la Linea Gotica. Nel nord-ovest della Toscana le operazioni dei nostri partigiani che combattono oltre le linee nemiche, e la conseguente dura repressione germanica, subiscono una notevole escalation. Da Radio Londra il generale Alexander, comandante delle forze britanniche, esorta le formazioni irregolari italiane a disturbare in ogni modo le operazione militari tedesche, a compiere atti di sabotaggio per interrompere le comunicazioni, ad attaccare le colonne del nemico in ritirata, ad appoggiare l'avanzata delle truppe alleate.

Già dal settembre 1943 è nato a Massa il Fronte Nazionale d'Azione, un comitato provinciale di liberazione per la provincia apuana. Dalla fine di giugno del 1944 l'attività bellica delle bande presenti nella zona si intensifica ed esse diventano sempre più aggressive nella lotta contro i tedeschi ed i repubblichini. Diversi militi della RSI, addestrati ed equipaggiati in Germania che in molti casi si sono arruolati per salvare la vita, passano in blocco nelle formazioni partigiane in un numero vicino alle cento unità.

Le "misure di ritorsione" contro le bande e le attività indesiderate vengono affidate dal comando germanico al maggiore Walter Reder. Ai suoi ordini un nutrito gruppo di combattimento, al quale sono tra l'altro aggregati reparti della 16^ divisione corazzata Reichsfuehrer SS, che inizia in provincia di Pisa la "lunga marcia della morte" verso Marzabotto e ancora oltre. I veterani ai quali viene affidata la lotta alla bande si dimostreranno particolarmente crudeli ed efferati rendendosi colpevoli di numerose stragi che coinvolgeranno anche la popolazione civile.

Si tratta degli stessi uomini che compiranno la strage di S. Anna di Stazzema tornata di recente alla ribalta delle cronache per l'apertura del processo a La Spezia dopo ben 60 anni. Tra l'altro i fascicoli inerenti a questo procedimento penale sono stati ritrovati nel famigerato "armadio della vergogna", un archivio statale rimasto chiuso per oltre mezzo secolo colmo di procedimenti penali mai aperti nei confronti di numerosi criminali di guerra.

Le rappresaglie nazifasciste non tengono conto nemmeno di un minimo di codice d'onore militare. Gli uomini della Wehrmacht e delle SS, affiancati da reparti italiani della Guardia Nazionale Repubblicana, della X Mas e dalle Brigate Nere, si abbandonano al saccheggio, alla rapina e al massacro, con la ferocia della belva ferita, che ha le spalle al muro ed è vicina alla fine.

Decine di paesi vengono sgombrati e dati alle fiamme mentre gli abitanti sono costretti alla fuga. Le SS e le Brigate Nere inseguono i fuggiaschi e li finiscono a colpi di fucile automatico. Uomini, donne e persino bambini vengono barbaramente massacrati anche con l'uso di mitragliatrici pesanti. I poveri resti vengono poi gettati in fosse comuni o inceneriti dai lanciafiamme.

Nei rapporti militari tedeschi i civili italiani sono registrati come complici dei "banditi" giustificando così eccidi e deportazioni di massa. Centinaia di persone vengono coinvolte nel conflitto che si fa sempre più duro in vista del confronto finale del 1945. Le Brigate garibaldine dislocate nella zona delle Apuane incalzano il nemico con audaci azioni. Riescono ad occupare alcuni paesi, dovendo in seguito ripiegare a causa della reazione nemica. Le formazioni partigiane affrontano coraggiosamente reggimenti pesantemente armati e truppe d'elité che hanno combattuto su diversi fronti.

Sul fronte italiano vengono applicati gli spietati metodi già messi in opera dalle divisioni germaniche durante l'invasione dell'Unione Sovietica. Nessun riguardo nei confronti dei "banditi" e della popolazione civile, anche se non mancano singoli atti di pietà e di insubordinazione alla crudeltà degli ordini da parte di soldati e anche di ufficiali tedeschi. In seguito le autorità militari occupanti riconosceranno implicitamente il valore dimostrato sul campo di battaglia dai nostri patrioti: nei rapporti militari non si parlerà più di banditi ma di partigiani.

Nel raccontare eventi lontani Francesca afferma di sentirsi lì, ai tempi della sua gioventù, tanto è l’entusiasmo mai sopito nel suo animo per aver vissuto quella grande stagione. E’ un entusiasmo raro da trovare oggi persino nei più giovani. Quello stesso sentimento che spinge gli ex-combattenti a partecipare ancora ai presidi antifascisti ed alle iniziative di piazza.

A questo punto la nostra conversazione scivola inevitabilmente verso tematiche più confidenziali e attuali. Tentiamo di connettere ancora una volta la storia al presente. Senza timore di smentita possiamo affermare che le riforme costituzionali recentemente approvate dal governo sono un atto vergognoso perpetrato nei confronti del popolo italiano, un atto gravissimo che getta sul nostro paese l'ombra di una svolta autoritaria.

Facciamo un semplice ragionamento: paesi come la Francia e, perché no, gli Stati Uniti d'America hanno due tra le carte costituzionali, ritenute validi modelli per i principi di modernità ivi contenuti, entrambe stilate alla fine del 1700, vale a dire più di duecento anni fa. Sorge allora spontanea la domanda: per quale motivo la Costituzione Italiana, essendo andata in vigore appena cinquantasette anni fa, dovrebbe essere già 'vecchia'?

Eppure le forze conservatrici, il cui scopo é di far tornare indietro il nostro paese, sostengono questa tesi delirante, una volgare menzogna che é totalmente da respingere. Dobbiamo invece difendere la validità e l'attualità della nostra costituzione e premere subito per ottenere l'annullamento delle riforme che danno al ‘premier’ poteri maggiori di quelli che si era attribuito il duce.

Si tratta di un vero e proprio affronto nei confronti dei partigiani che cancella con un colpo di spugna le conquiste ottenute da un secolo di lotte sociali legittimando nel contempo l'odio dei vinti, i quali sono tornati a sbraitare i loro sconnessi concetti grazie ad un'abile 'formula' (il premier appunto) che ha coagulato le forze conservatrici e reazionarie presenti nella nazione.

Tali forze sono state 'dormienti' per molti anni e sono potute emergere dalle loro luride fogne grazie ad un'incessante opera demolitrice della democrazia parlamentare. Il loro 'patto del male' ha trascinato di fatto la nazione nel caos a causa della totale incompetenza governativa in campo politico-economico e del malaffare dilagante. In pratica l'Italia di oggi è quella che auspicava la loggia P2 in quanto diversi punti destabilizzanti per la società civile - ad es. la fine della concertazione tra industriali e lavoratori, la riforma 'flessibile' del lavoro, la depenalizzazione dei reati finanziari ecc... - erano contenuti nel programma occulto del gran maestro Licio Gelli e sono stati realizzati.

Inoltre l'entusiastica adesione del nostro governo alle operazioni di 'polizia internazionale' volute dagli Stati Uniti la dice lunga sulla 'baldanza guerresca' di una destra di governo forcaiola e antipopolare, che non ha eguali in Europa. "L'Italia ripudia la guerra come strumento per risolvere le controversie internazionali", suona più o meno così uno dei primi concetti espressi dall'assemblea costituente e messi per iscritto nella carta costituzionale italiana, tradita palesemente e sotto gli occhi di tutta l'opinione pubblica. Il nostro contingente in Iraq risulta invece essere una sorta forza di polizia militare al soldo di una potenza straniera (gli USA) in un paese terzo (l'Iraq).

Secondo la consolidata abitudine italica di schierarsi coi più prepotenti il nostro governo é servile con l'amministrazione neocon statunitense nel difendere interessi nazionali che non sono i nostri, mentre si imbarca, con incredibile leggerezza, nell'avventura senza ritorno della 'guerra infinita'. L'attuale amministrazione USA inoltre pare avere uno strano concetto dell'amicizia con l'Italia, un po' come quella del padrone nei confronti del proprio cane.

Se prendiamo per es. in considerazione il caso Sgrena, e la successiva morte di Nicola Calipari durante il trasporto di Giuliana verso l'aeroporto di Baghdad, possiamo facilmente dimostrare questa tesi. Le autorità militari statunitensi non solo sono arrivate al punto di negare la propria responsabilità nell'incidente, ma si ritengono al di sopra di qualunque giurisdizione rifiutando di processare gli autori dell'uccisione del funzionario italiano. E il nostro imbelle governo non è capace di ottenere, non dico giustizia, ma nemmeno una benché minima spiegazione sull'accaduto da parte dell'alleato.

La logica conclusione di questo ciclo storico disastroso per il nostro paese e che il governo deve tornare a casa per aver violato a più riprese i principi cardine della costituzione sui quali nel 1948 si è fondata la nostra repubblica.

Chi vuole trascinarci nella perenne catastrofe della 'guerra infinita', chi sminuisce e nega l'importanza della lotta di liberazione, chi taccia i partigiani di essere stati banditi e delinquenti è un nemico del popolo italiano e come tale va trattato. Bisogna sbarrargli il passo prima che sia troppo tardi.

Riferimenti bibliografici: Friedrich Andrae, La Werhrmacht in Italia, la guerra delle forze armate tedesche contro la popolazione civile 1943-1945.

 
 
 
 
   
   
   

 

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